Il tunnel

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Si recarono nel cortile interno dell'istituto, seguendo Marla che, determinata più che mai, posizionava i pezzi come scritto sul quaderno.

"Se ci beccano qui ci mettono in isolamento. Lascia stare e andiamo via" commentò Al, con la faccia che sembrava diventare sempre più bianca. Terrorizzato ogni secondo sempre di più.

"Andiamo Al" lo rimproverò la ragazza sbuffando, "Era matta e non come noi. Lei lo era veramente. Pensi veramente che questa cosa possa funzionare? Il sovrannaturale non esiste"

Emma vide il corpo di Al irrigidirsi a quella parola e impotente mettersi da parte e guardare in silenzio quello strano rito magico.
Guardò il suo viso illuminato dalla luna, mentre gli altri si preparavano ridendo a quello che per loro sembrava un semplice gioco, ma che per lui sembrava una lenta tortura.
La sua mascella tirata e le sue mani chiuse in due pugni stretti.
Aveva il viso fisso su quel cerchio di pietra.
Non si muoveva e Emma si chiese se stesse ancora respirando.

Perchè aveva paura? Perchè a quella parola si era ammutolito?

Come sempre, in quelle settimane, quel ragazzo tanto bello quanto misterioso, le fece pervadere la mente di domande, ma ancora una volta non ci furono risposte.

"Perfetto. Ora che devo fare?"

La voce di Marla la fece uscire dalla sua bolla di pensieri e si voltò verso di lei.

"Ah si" riprese poco dopo, "devo chiedere allo Shinigami d'ascoltarmi"
Si mise in ginocchio all'interno di quel cerchio di sassi, con i pezzi di vetro disposti davanti a lei.
"Allora.... Ciao" balbetto ridendo, "Siamo Marla, Dago, il Vecchio, Emma e Al... veniamo in pace..." disse poco convinta.
Si guardò attorno, ma nulla si mosse.
"Oh sommo... Shinigami, ci chiedevamo se potevi permetterci di vederti"
Ancora una volta non successe nulla.
"Vedi non funziona. Andiamo via" ma le parole di Al non furono nemmeno ascoltate.

La ragazza sbuffò contrariata e si guardò attorno.

Non si capiva perché ci tenesse così tanto a fare quello strano rito. Era iniziato tutto come un gioco, ma ora sembrava andare oltre.
Sembrava voler dimostrare qualcosa, a se stessa, agli altri... e non si sarebbe mossa da li finchè non fosse successo qualcosa.

"Ascolta" riprese poco dopo, "non so che cosa tu sia. Se una creatura buona o malvagia, non so bene nemmeno a che cosa servi. Ma ho bisogno che ora tu mi dia un segno. Perciò, Shinigami ti prego, ascoltami"

Ci fu un minuto di silenzio, in cui ogni cosa attorno a loro sembrò quasi fermarsi. La temperatura sembrò abbassarsi sotto zero e una folata di vento freddo soffio scompigliando i capelli della ragazza, che tenace rimaneva li in ginocchio aspettando un segno.

"Non succederà niente" commentò Dago poco dopo allungando una mano verso di lei.
Stava per afferrare la sua mano, stava per rinunciare a quella strana attività, quando i cinque sassi presero fuoco.

"Ma che diavolo?" Commentò togliendo di colpo il braccio per non rischiare di bruciarsi.

"Marla esci immediatamente da lì." Le ordinò Al, stringendo sempre di più i pugni. Questa volta il suo tono non ammetteva repliche. Era sul punto di prenderla con forza e spostarla, non sarebbe rimasto a guardare, non più.
Le fiamme continuarono ad ardere, illuminando i volti dei cinque ragazzi.
Non si propagarono, rimasero lì a circondare la ragazza, che per quanto spaventata sembrava essere attirata sempre di più da quello strano rito.
Il vento freddo si alzò prepotente facendo spegnere le fiamme, e i cinque ragazzi furono circondati nuovamente dal buio della notte.

C'era qualcosa di strano nell'aria, qualcosa che sembrava mutato, ma che a occhio nudo non poteva essere percepito.
Quella strana sensazione di cambiamento ad Emma sembrò fin troppo familiare.
Era la stessa che aveva provato il giorno della morte di sua nonna e come se ogni ricordo tornasse come un uragano, il suo corpo si riempì di brividi.

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