"Se tutto il resto perisse e lui restasse, io continuerei a essere; e, se tutto il resto persistesse e lui venisse annientato, l'universo mi diverrebbe estraneo; non mi sembrerebbe di esserne parte."
Cime tempestose, Emily Brontë.
Quella notte Al non chiuse occhio.
Fissava il vuoto con il bicchiere in mano pieno di alcol puro, il primo di molti.
Fissava un punto, continuando a vedere Emma che impassibile, gli diceva che non avrebbe mai provato ciò che provava lui.
E ogni volta che risentiva quella frase nella sua testa, il suo respiro si faceva sempre più lento e il suo cuore sempre più veloce.
Voleva spaccare ogni cosa, vola smettere di soffrire e iniziare a diventare impassibile come lo era lei.
Avrebbe voluto, che tutto quello, fosse solo un incubo. Avrebbe voluto svegliarsi all'improvviso e voltarsi trovandola accanto a se, mentre dormiva beata, al sicuro da ogni cosa.
Voleva sentire per l'ultima volta il suo dolce profumo di lavanda, la sua voce fredda e la sua risata melodiosa.
Ma l'unica cosa che sentiva era il forte odore d'alcol e la musica classica che suonava a ripetizione.
"Al va da lei." La voce calda ed elegante di Nathan, arrivò alle orecchie di Al, che incurante continuò a fissare il vuoto, cercando di spegnere quel dolore lancinante che aveva al petto, con il bruciore dell'alcol.
"È un'animata" rispose prima di riempirsi di nuovo il bicchiere, cercando di convincere anche se stesso, che era quello il motivo per cui non correva da lei, il motivo per cui aveva creduto alle sue parole con così tanta facilità.
"E allora?" Chiese sedendosi affianco a lui.
"Cosa direbbe la nostra gente, mio padre? Già lo sento che grida che è contro natura."
"Perchè? Perchè non siete entrambi sovrannaturali? Io e Adrian siamo entrambi sovrannaturali eppure appena ci siamo dichiarati amore, nessuno ci ha appoggiato a parte te. Siamo entrambi sovrannaturali, eppure quelli che ci stanno attorno ci guardano con disprezzo e ci denigrano, solo perché siamo di razze diverse. Io una strega e lui un vampiro. Ma questo non ci ha fermato. L'amore va oltre il pregiudizio."
"È diverso. Vuoi due almeno venite dallo stesso mondo"
"Al non è la società che ti dice di chi ti devi innamorare. Sei tu che lo decidi. Lotta per lei se è ciò che vuoi. Ascolta per una volta il tuo cuore e non il cervello."
"Ha detto che non mi ama" disse voltandosi e degnandolo finalmente di uno sguardo, "che non sarà mai capace di provare ciò che provo io."
Quelle parole pronunciate ad alta voce lo fecero pervadere di brividi, come se averle dette a qualcun altro, le avesse rese ancora più vere e dolorose.
Ingurgitò un altro sorso, cercando di azzittire il suo cuore e la sua mente, cercando di bruciare ogni ricordo di lei con quell'alcol puro dall'odore acre.
"Tu le donne non le sai proprio capire." Commentò Nathan sorridendo leggermente. "Fatti aiutare da chi è in una società governata da sole donne. Loro non dicono sempre quello che pensano. Anzi a volte, dicono l'esatto contrario."
"Ma ho letto i suoi pensieri, era seria."
"E cos'è che hai letto?"
"Con la bocca ha detto che non sarebbe mai stata capace di provare un sentimento così complesso. Con la mente diceva che faceva troppo male per lasciarsi andare."
Un altro sorriso illuminò il viso pallido del biondo.
"Al, ti ha detto che fa troppo male. Sai che fa troppo male amare qualcuno, solo quando hai sofferto per quell'amore. La notte che l'hai portata qui, aveva il cuore spezzato. Io non so cosa sia successo prima, ma da quello che ho capito era ridotta così perché tu te ne eri andato senza dare spiegazioni. Il cuore di una persona, non si spezza perché uno sconosciuto scompare, ma si distrugge se una persona a cui tiene se ne va senza dirti addio., senza darti spiegazioni."
Gli occhi di Al si illuminarono di una speranza che sembrava perduta per sempre.
Si alzò facendo cadere a terra il bicchiere e corse verso la porta.
Appena toccò la maniglia si fermò per qualche istante, come se avesse paura.
"E se è troppo tardi?" Chiese in un bisbiglio.
"Se rimani qui non lo saprai mai." Rispose l'uomo, che conoscendolo, gli era andato dietro per spronarlo a lottare per ciò che voleva, sicuro che il suo amico avrebbe tentennato.
Quella notte Al corse dalla sua amata.
Andò da lei, con la consapevolezza che Emily Brontë aveva ragione.
In un mondo senza di lei, lui non sarebbe riuscito a vivere. In un mondo senza di lei, l'universo gli sarebbe diventato estraneo.
Ma questa caro lettore, non è una storia d'amore a lieto fine, non è una storia capace di scaldare cuori, ma solo di spezzarli profondamente, perchè quella notte Al arrivò troppo tardi, e invece del suo caldo corpo dal profumo di lavanda, trovò la ragazza che amava senza più un anima, senza più un futuro.
O almeno, così pensavano tutti.
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Apatia
FantasiaLa vita di Emma è caratterizzata dall'indifferenza. Ha un mostro dentro di lei che vive al posto suo e ogni cosa sembra non suscitarle nessuna emozione. Vive nella sua vita monotona, senza sentire il desiderio di cambiare qualcosa, finchè una notte...
