Capitolo 19

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Ci alziamo dal letto e ci dirigiamo in salotto. 

Lui si siede sul divano e fissa la lettera che sta sul tavolino proprio davanti a sé e che riporta il suo nome in corsivo. 

"Ti prendo qualcosa da bere?" chiedo. 

"Sí grazie. Un bicchiere d'acqua" risponde lui continuando a fissare la busta. 

Io mi dirigo in cucina e riempio un bicchiere d'acqua per poi tornare in salotto. Appoggio il bicchiere sul tavolino e mi siedo sul divano accanto ad Hayden. 

"Pronta?" mi chiede voltandosi a guardarmi. 

"Sí, se lo sei tu" ribatto io sorridendogli. 

Lui prende tra le mani la busta e dopo qualche istante di esitazione inizia a strapparla. 

Prende il foglio piegato in tre parti dall'interno e lo apre. 

Sembra aver visto un fantasma quando legge quella lettera. Hayden rimane immobile con lo sguardo fisso sul pezzo di carta che tiene tra le mani. Mi sta davvero facendo preoccupare il suo sguardo perso. 

All'improvviso, come se fosse tornato in sé, lascia cadere la lettera sul tavolino e senza che me lo aspettassi scaraventa il suo pugno contro quella lettera provocando un forte rumore che mi fa sussultare. 

Oh mio dio! Cosa può esserci scritto in quella lettera da provocare questa reazione? 

Lui si alza di scatto e va verso la vetrata dove si può godere del bellissimo panorama sulla città, ma so che non è per questo che si è alzato. 

"Che succede?" chiedo preoccupata. 

"Quella lettera…quel nome…" borbotta Hayden. 

"Posso sapere di che si tratta?" dico indicando la lettera e lui annuisce semplicemente. 

Prendo tra le mani la lettera per leggerla. 

"La risposta alla tua domanda è:

Darrell Jr. Mcneell" 

Soltanto queste due righe, queste poche parole, sono riuscite a sconvolgere Hayden. 

"Chi è?" chiedo perché la domanda mi sorge spontanea. 

"Darrell Jr. Mcneell è il fratello di mio padre" dice senza nessun tono. 

"Tuo zio?" ripeto per cercare di capire meglio che significa tutto questo. 

"Sí, il fratello di mio padre ha stuprato mia sorella!" esclama a denti stretti lui voltandosi verso di me. 

Si dirige verso la camera da letto con passo spedito ed io lo seguo standogli dietro a fatica. 

Quando arriva davanti all'armadio della sua camera rovista tra i vestiti e indossa una maglietta nera che ha recuperato da un ripiano. 

"Che stai facendo?" chiedo cercando di capire quali sono i suoi piani.

"Esco a sistemare quel figlio di puttana!" esclama aspramente Hayden. 

"Vorresti andare da tuo zio e picchiarlo?" 

"No, io voglio ammazzarlo! E per la cronaca non merita certo di essere chiamato 'zio'!" esclama a denti stretti. 

"Non puoi dire seriamente" ribatto io "Ti metteresti solo nei guai, ti prego fermati" 

"Tu non c'entri. Stanne fuori" 

"Ora le parole nella lettera di tua sorella hanno un senso" dico ragionando ad alta voce. 

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