Capitolo 26

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HAYDEN 

Posso giurare di non aver mai visto cosa più bella di Amelia in questo vestito. Dopo averla aiutata a chiudere la zip mi perdo ad osservare il suo riflesso allo specchio. Non resisto e sfioro con la punta delle dita la sua spalla sinistra lasciata scoperta dall'abito e nell'incavo del collo, libero dai capelli che in quel lato sono raccolti, poso un dolce bacio. 

Incrocio il suo sguardo allo specchio mentre la avvolgo in un abbraccio ed appoggio il mento sulla sua spalla. Quegli occhi verdi sembrano più brillanti del solito e sono di una dolcezza unica. La stringo forte come se fosse la cosa più preziosa al mondo solo per il fatto che è qui. 

"Sei bellissima" dico quasi in un sussurro. 

Lei sorride ed inevitabilmente le sue guance si colorano leggermente. È una cosa che adoro. 

"Dovremmo andare o faremo tardi" dice lei ed io annuisco in risposta, anche se starei volentieri qui insieme a lei. 

Scendiamo insieme le scale che ci portano al piano di sotto dove ci attendono Luise e Nathaniel. 

"Sei bellissima, Amy!" esclama la prima entusiasta. 

"Tutto merito tuo" le risponde facendole un dolce sorriso. 

Mentre il piccolo Nate mi si avvicina ed io mi inginocchiò per essere alla sua altezza.

"Zio, Leyla può rimanere qui stanotte?" mi chiede guardandomi con quegli occhioni nocciola a cui mi è così difficile a volte non acconsentire, ma non è questo il caso. 

"Certo, Ometto" gli rispondo scatenando la sua gioia e lui mi abbraccia forte. 

Ma prima di staccarsi sussurra vicino al mio orecchio "Siete davvero belli". 

Ci sciogliamo dall'abbraccio e gli passo una mano tra i capelli castano chiari scompigliandoli. 

"Fai il bravo piccolo Ometto" gli raccomando con un sorriso. 

"Amy, tornerai a trovarmi, vero?" le chiede Nate prendendo la ragazza alla sprovvista. 

"Io credo proprio di sì" rispondo subito d'istinto. 

Ci scambiamo uno sguardo d'intesa io ed Amy prima di salutare tutti ed uscire per dirigerci verso la mia Audi parcheggiata nel vialetto. 

Non ho mai avuto grandi aspettative nelle relazioni passate, ma ora con Amelia è tutto diverso. Nessuna si era mai fidata così a prima vista, non che io abbia mai fatto nulla di male, ma al giorno d'oggi le persone sono diffidenti di natura. Lei no invece, anche se le nostre strade si sono incrociate in un'occasione a dir poco spiacevole, lei si è fidata di me come non ha fatto con nessun altro, senza nemmeno conoscermi. Credo che nemmeno io avrei avuto tanto coraggio se fossi stato al suo posto. 

Ora guardo questa meravigliosa donna seduta sul sedile del passeggero accanto a me e, anche se non so bene perché lei riponga in me tutta questa fiducia, ne sono onorato. 

Lei si accorge che la sto fissando, cosa che la infastidisce un po'. 

"Che c'è?" chiede distogliendomi dalle mie riflessioni. 

"Nulla, pensieri" dico riportando l'attenzione fuori dall'auto ed accendendo il motore. 

"Che tipo di pensieri?" mi chiede gentilmente mentre stiamo percorrendo il vialetto che ci porta all'uscita "Belli o brutti?" 

"Dipende che intendi con belli e con brutti" dico ammiccando. 

"Ok, come non detto, non voglio sapere" dice arrossendo. 

Le rivolgo un sorriso in risposta. 

Il tempo del tragitto passa in fretta e presto arriviamo davanti al cancello della lussuosa villa della famiglia Evans. Quando scendiamo dall'auto consegno le chiavi al giovane ragazzo che aspetta di andare a parcheggiarla. La casa è una villa classica, decisamente più grande della casa dei miei genitori, più storica e con un grande parco. Amy prende il braccio che le porgo da sostegno intrecciando il suo e mi sorride mentre ci avviamo all'ingresso dell'edificio. 

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