Capitolo 13

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Ci mettiamo all'opera, alle prese con i fornelli e dopo qualche minuto ed avergli passato qualche utensile si presenta in cucina Leyla, probabilmente alla ricerca di cibo. Le faccio una carezza ed Hayden mi spiega in quale mobile del salotto trovo le sue crocchette per riempirle la ciotola.

E mentre, il cane ciondola tranquilla per il salotto aspettando che gli arrivi la ciotola piena di cibo, io mi accuccio a cercare le crocchette nel mobile che sta dietro il divano. Le trovo nell'esatto posto che mi aveva indicato Hayden.

Faccio attenzione che la maglietta mi copra abbastanza mentre sono accucciata a riempire la ciotola e finito il mio compito, mentre Leyla mangia tranquilla, mi avvicino all'impianto stereo.

"Posso?" chiedo.

Hayden mi guarda solo un attimo per capire a cosa mi riferisco e poi torna a tagliare i pomodorini.

"Certo, fa pure" dice tranquillo.

Parte una canzone che non conosco ma non mi sembra male per cui la lascio e torno in cucina ad aiutare.

"Certo che è proprio bella casa tua. Ordinata, semplice, mi piace lo stile" dico.

"Grazie" si limita a rispondere lui.

"Posso esserti d'aiuto?" chiedo.

"Potresti prendermi altri pomodorini dal frigo?" dice Hayden indicando il frigo che mi sta proprio affianco.

Apro il frigo e da una prima occhiata non li trovo.

"Dove dovrebbero essere?" chiedo intenta a guardare.

"Dovrebbero essere nell'ultimo ripiano in basso, probabilmente dietro al resto della verdura" dice.

Comincio a cercare e dopo aver spostato altra verdura li vedo.

"Trovati!" esclamo girandomi.

A momenti, se Hayden non avesse avuto i riflessi pronti, i pomodorini sarebbero finiti sul pavimento dallo spavento che ho preso trovandomi lui alle mie spalle.

È proprio davanti a me, a separarci sono solo pochi centimetri e il mio cuore comincia a battere all'impazzata.

Lui appoggia la scatola con i pomodori sul bancone della cucina dietro di me mentre con l'altra mano chiude il frigo dalla parte opposta.

"Non dovresti comparire alle spalle così silenziosamente o mi farai venire un infarto" dico senza guardarlo perché so che se lo facessi rimarrei incatenata ai quegli occhi.

"Ero preoccupato ti fossi persa nel frigo cercando i pomodori. Comunque so fare la rianimazione se questo ti fa stare più tranquilla" dice sorridendo divertito.

Io faccio l'errore di guardarlo e il mio cuore smette di battere per un istante per poi ricominciare a farlo più forte di prima mentre il fiato mi muore in gola.

Quello sguardo è deciso ed allo stesso tempo dolce, e mi sta scavando una voragine dentro. Sento il mio stomaco contorcersi.

D'istinto mi porto le mani al petto come se il mio cuore potesse uscire da un momento all'altro e io dovessi impedirlo.

"Tranquilla" sussurra lui prendendo le mie mani e portandosele dietro la nuca.

"A che gioco stai giocando?" chiedo con un filo di voce.

"Nessuno. Ti fidi di me?" chiede Hayden

Annuisco con un cenno della testa perché sono persa in quegli occhi color nocciola e non mi escono parole.

"Dimmi di fermarmi ed io mi fermo" dice serio appoggiando la sua fronte alla mia.

"Non ci riesco" ammetto sottovoce mentre i nostri respiri si fondono.

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