Capitolo 16

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Per la cena da Hayden decido di mettere i miei jeans neri preferiti e una maxi t-shirt bianca smanicata oltre alle mie immancabili converse nere. Quando esco dalla doccia sento il mio cellulare vibrare per l'arrivo di un nuovo messaggio.

"Scendi o salgo io a prenderti 😉"

Mentre mi chiedo se Hayden sia davvero qui sotto guardo l'ora ed effettivamente sono in ritardo. Sono le 19.20 e non sono ancora vestita. Ricordo perfettamente di avergli detto che probabilmente non sarei stata pronta per le sette. Vorrà dire che dovrà aspettare.

Lascio perdere il cellulare e mi vesto, mi sistemo i capelli in una treccia morbida e mi metto solo un filo di matita negli occhi. Non ho molta esperienza con i trucchi e la matita nera è il mio standard, raramente mi trucco più di così.

Mi guardo allo specchio e ora sono pronta. Prendo la borsa.

"Esco" dico usando un tono abbastanza forte da farmi sentire da Vicky.

Lei dalla sua camera mi risponde con un saluto amichevole.

Apro la porta d'ingresso e mi precipitò sul pianerottolo, ma a momenti mi viene un infarto. Sbatto contro qualcuno ben più grande di me. Il mio cuore manca qualche battito quando mi rendo conto che è proprio Hayden la persona contro cui sono andata a sbattere.

Ho il fiatone per lo spavento.

Se non fosse per le sue braccia sarei finita col culo per terra.

"Quanta fretta. Dovresti stare più attenta" dice sorridendo.

"Da quanto sei qui?" chiedo appena mi ritorna il fiato.

"Da poco. Ma abbastanza da ritrovarti tra le mie braccia, a quanto pare" dice con un'espressione compiaciuta.

"Andiamo" dico staccandomi da lui.

Lui mi lascia andare dolcemente senza problemi.

Saliamo nella sua auto e in breve tempo siamo a casa sua.

Entrando nel suo attico c'è il solito ordine e devo ammettere che mi ci trovo bene. Oggi Leyla non c'è o sono sicura che sarebbe venuta a farmi le feste.

"A cosa stai pensando?" comincia Hayden.

"Sto apprezzando l'ordine di casa tua" ammetto.

Lui si appoggia con la spalla alla libreria del salotto e con le braccia incrociate mi guarda.

"Che c'è?" chiedo. Non mi piace proprio essere osservata o fissata.

"Sto apprezzando te" dice lui tranquillamente.

"Puoi smettere per favore? Non mi piace essere fissata" ribadisco il concetto avvicinandomi a lui fiera per mascherare quanto in questo momento vorrei nascondermi.

Lui si stacca dalla parete e si avvicina.

"No, non posso proprio" dice fissandomi negli occhi.

Io non devo arrendermi, non devo arretrare e non devo abbassare lo sguardo. Voglio essere forte e resistere.

"Dimmi di fermarmi e io mi fermo" sussurra mentre appoggia le sue mani sui miei fianchi.

Ok, sono spacciata!

Non voglio che si fermi perché sto così bene tra le sue braccia. Non voglio che smetta di guardarmi soprattutto se è così vicino che posso allungare le braccia dietro il suo collo ed intrecciare le mani dietro la sua nuca.

Ed istintivamente le mie braccia lo fanno e lui sorride dolcemente.

"Che cosa stiamo facendo?" chiedo piano.

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