Capitolo 21

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AMY

Sono in un luogo semibuio e riesco a distinguere a malapena le sagome di ciò che mi circonda. Sono completamente spaesata perché non riconosco l'ambiente. Cerco di muovermi ma mi accorgo che qualcosa mi blocca la caviglia. Sembra una mano ed urlo dal terrore mentre sento altri tocchi sui capelli, sulle braccia. Mi sento circondata.

Stringo forte gli occhi sperando sia un incubo e urlo il suo nome come se fosse l'unica mia salvezza.

"Hayden! Aiuto, Hayden!"

Mi sveglio all'improvviso e mi ritrovo seduta sul letto con il fiato corto e sento ogni battito del mio cuore pulsarmi nelle tempie. Mi guardo intorno e ci metto qualche secondo per riconoscere la camera da letto di Hayden e ricordarmi di essermi addormentata accanto a lui. Ma lui non c'è e le lacrime cominciano a salirmi agli occhi per l'agitazione dovuta all'incubo. Non so come fare per calmarmi mentre le lacrime mi rigano il viso.

Ultimamente faccio spesso incubi ma questo è stato terribile, Hayden non sarebbe arrivato, ero completamente sola.

All'improvviso Hayden si precipita nella stanza e si siede nel letto accanto a me.

Io evito di guardarlo perché non voglio farmi vedere in questo stato e non voglio fargli capire quanto un incubo possa spaventarmi. Ma so che lui non è uno stupido e se mi ha sentito gridare probabilmente avrà già capito tutto.

"Ehi Amy, che succede?" chiede appoggiando la sua mano sulla mia spalla per attirare l'attenzione.

Io reagisco d'istinto al suo tocco allontanandomi di qualche centimetro prima di riuscire a controllarmi.

Lui ha notato la mia reazione e subito ritira la sua mano.

"Un incubo?" chiede lui. Io gli rispondo solo con un mugugno di affermazione.

"Li fai spesso?" chiede e la mia risposta è identica a quella precedente mentre continuo ad evitare il suo sguardo.

"Posso toccarti?" chiede Hayden.

Faccio un respiro profondo e con il dorso della mano mi asciugo le lacrime prima di fare un cenno di assenso con la testa. Lui con un tocco dolce mi sistema delle ciocche di capelli dietro l'orecchio, mentre io fatico a trattenere le lacrime.

"Io non ero così." ammetto facendo una pausa "Mi sono sempre considerata una ragazza abbastanza forte da cavarsela da sola, di certo non una donna che aspetta di essere salvata."

Mi copro il viso con le mani come se questo potesse nascondermi.

"Tu sei ancora forte." dice Hayden senza smettere di accarezzarmi teneramente i capelli "La tua forza è notevole perchè stai gestendo tutto quello che ti è successo da sola, soltanto per non pesare sulle persone a cui tieni."

"Io non mi sento tanto forte dato che basta un incubo a spaventarmi"

"Raccontamelo" dice lui dolcemente mentre i nostri sguardi si incontrano "Ti prego, parlarmene"

"Ogni incubo è come rivivere quella sera" dico distogliendo lo sguardo dal suo "Posti diversi, modi diversi, ma stesse sensazioni. Stavolta però tu non c'eri." dico tristemente.

"È per questo che gridavi il mio nome" dice piano Hayden, come fosse una constatazione tra sé. Io, in risposta, mi limito ad annuire. Lui mi invita a voltare il viso nella sua direzione sollevandomi il mento con due dita ed incontro quei suoi occhi marroni. Il suo sguardo è penetrante, tanto che potrebbe marchiarmi nell'anima, ma forse, mi rendo conto solo ora, questo potrebbe essere già accaduto.

"Ti ho salvato una volta e non permetterò che tu soffra ancora. Non ti lascio, e se servirà verrò a salvarti anche dai tuoi incubi ogni notte." le sue parole mi fanno quasi mancare il fiato e prima che io possa replicare in qualunque modo lui si avvicina e mi bacia.

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