Capitolo 37

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Non l'ho più visto né sentito da quando l'hanno dimesso ed io non l'ho più cercato. L'unica che a volte mi scrive è Luise, ma le chiedo sempre di evitare di parlare di lui perché nonostante io stia facendo del mio meglio per lasciarmelo alle spalle, la cosa non è semplice. Una parte di me sarà sempre legata a lui perché mi ha aiutato in un periodo in cui la paura aveva il sopravvento e se non ci fosse stato lui non so cosa avrei fatto. Ma d'altro canto lui mi ha lasciata e poi è stato tanto avventato da prendersi un proiettile e se la nostra relazione ci porta a rischiare la vita allora è meglio che sia finita. 

Tanto non lo vedrò più, esclusa Luise non abbiamo amicizie in comune e mi basta evitare i posti che so che frequenta, che tra l'altro non sono poi così tanti dato che non siamo nemmeno dello stesso status sociale. 

Questo è quello che mi ripeto tornando a casa in auto dal lavoro la sera. 

Ormai l'estate sta per finire e fatto salvo la prima settimana, ora nessuno dei miei conoscenti parla più di quella sera. Io sinceramente mi sono presa delle ferie subito dopo quell'evento e quando ho ripreso il lavoro non mi sono mai soffermata a parlarne con nessuno. 

Parcheggio l'auto e scendo quando lo smartwatch al polso vibra segnalandomi che mi è appena arrivato un messaggio. Sblocco il cellulare mentre mi incammino verso l'entrata del condominio, stasera sfortunatamente non ho trovato posto davanti all'edificio. 

Il messaggio è di Vicky: Hayden è qui. Ma ci penso io!

Mi blocco subito. 

Non avendo ancora svoltato l'angolo non mi ha di certo vista nessuno. 

Potrei tornare indietro alla mia auto e farmi un giro finché non se ne sarà andato. Oppure potrei avvicinarmi e guardare senza farmi vedere. 

È come se ci fossero due correnti opposte che cercano di trascinarmi in direzioni diverse. L'idea di un diavoletto su una spalla e un angioletto sull'altra calza a pennello. Alla fine decido di avvicinarmi senza però farmi notare, voglio capire perché è qui dato che non si è più fatto vivo. 

Vedo Vicky e Hayden che mi dà le spalle, proprio fuori dal condominio, poco distante dall'entrata, mi avvicino rimanendo nell'ombra e cercando di non dare nell'occhio, ma voglio sentire che cosa si stanno dicendo. 

"Voglio vederla. Devo parlarle" dice lui. 

"Non credo che lei voglia vederti, non dopo tutto quello che ha passato a causa tua" ribatte Vicky. 

"So che tutto quello che le è successo è stato a causa mia ed è proprio per questo che devo parlare con lei. Devo scusarmi per tutto quello che ha passato" fa una breve pausa "Credo di doverle più di un semplice messaggio di scuse. Lei si merita delle scuse di persona" 

Dalla mia posizione non posso vederlo in viso, almeno non senza farmi scoprire, ma posso sentire quello che si stanno dicendo. 

So che la mia coinquilina, nonché la mia migliore amica, ha tutte le buone intenzioni del mondo per voler allontanare Hayden da me dopo tutto quello che è accaduto. Ma risentire la sua voce mi ha fatto scattare qualcosa dentro. Perché anche se cerco di dimenticarlo con tutte le mie forze, alla fine dovrò ammettere che lui non è morto, come non sono morti i sentimenti che mi attraggono verso di lui. Posso cercare di nasconderli, di seppellirli, ma di certo non li potrò mai eliminare definitivamente. Di certo non potrà mai essere come se non ci fossimo mai incontrati. 

"So che tutto quello che ha passato è stato a causa mia e me ne prendo la responsabilità" risentire la sua voce mi ha riportato alla realtà distogliendomi così dai miei pensieri "Tutta questa merda gliel'ho portata io nella sua vita e non mi perdonerò mai per questo" 

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