Hayden è alto e forte, ma riesce ad abbracciarmi tanto dolcemente da sembrare irreale. Quelle note fanno da sottofondo nel suo salotto mentre noi ondeggiamo piano a ritmo della canzone.
Non riesco a staccarmi da lui neanche se lo volessi.
Ad un certo punto lui mi solleva il mento verso il suo viso e, come se tutto ci venisse spontaneo e naturale, io chiudo gli occhi mentre le nostre labbra si avvicinano fino a mescolare i nostri respiri. Pian piano le nostre labbra finiscono per unirsi in un dolce, quanto passionale bacio.
Poi improvvisamente la musica cambia e stona con l'atmosfera, ma mi riporta alla realtà. Mi sveglio nel mio letto con ancora gli auricolari nelle orecchie mentre la sveglia del mio cellulare suona.
La fermo e la maledico per aver interrotto un così bel sogno e rimango ancora qualche istante a crogiolarmi nel suo ricordo.
Alla fine decido di dedicarmi alla realtà, quindi mi alzo dal letto e vado a fare colazione. Vicky è già uscita perché il suo turno comincia presto. Oggi devo fare le pulizie dell'appartamento, era il mio turno questa settimana, ma nel weekend non ne ho avuto il tempo, così da brava coinquilina le farò oggi dato che sono ancora in ferie.
Faccio partire della musica nel cellulare perché mi pesa meno fare le pulizie se posso ascoltare anche della buona musica, ma evito di inserire nella playlist la famosa canzone che ha accompagnato i miei sogni o finirei per distrarmi e non riuscirei a finire di fare ordine.
Mi metto al lavoro e sono a buon punto quando, all'improvviso, mentre canticchio una canzone, questa si ferma e il mio cellulare squilla per una telefonata in arrivo.
Mi fermo e guardo il display che ho tra le mani, ma il numero non fa parte dei miei contatti. Rispondo, preparandomi già a dover fermare una povera operatrice call-center che cercherà di vendermi chissà cosa.
"Pronto."
"Salve Amelia. Scusi se la disturbo, sono Luise" dice la voce femminile dall'altro capo del telefono.
"Luise?" chiedo confusa
"Luise Parton" aggiunge lei e io cerco di ricordare se conosco qualcuno con quel cognome ma non mi viene in mente proprio nessuno.
"Ci siamo viste un paio di volte. Una a casa dei genitori di Hayden e una quando le ho affidato Leyla sotto casa di Hayden" aggiunge lei e ora come in un lampo mi ricordo.
"Scusi, mi spiace ma non l'avevo riconosciuta al telefono. Ma mi chiami pure Amy." dico gentilmente perché non mi piace essere trattata con così tanta formalità.
"Scusi Amy se la disturbo, ma avrei bisogno del suo aiuto" dice lei.
"Se non è un problema possiamo darci del tu. Ma è successo qualcosa?" chiedo con un tono preoccupato.
"No, nulla di preoccupante" mi rassicura prima di continuare "So che negli ultimi giorni tu e Hayden vi siete visti spesso. Ed è da molto che non vedo Hayden così sereno, potrei davvero affermare che sia felice. Vedo che c'è una bella intesa tra di voi e mi fa piacere."
Non so dove vuole arrivare, ma per fortuna che ne stiamo parlando telefonicamente o non riuscirei a nascondere il mio imbarazzo alle sue parole.
"Avrei bisogno di te perché nelle ultime ore Hayden non risponde alle mie chiamate o ai miei messaggi." ammette Luise con una nota di tristezza.
"E io?" chiedo sempre più confusa.
"Non so se tu sei al corrente che Hayden aveva una sorella" dice lei.
"Sì, mi ha accennato" ammetto attendendo ancora una spiegazione che mi chiarisca il motivo di questa telefonata.
"La settimana prossima ci sarà una celebrazione in suo ricordo, e Hayden come ogni anno non vuole partecipare." fa una pausa prima di proseguire "Non ha mai superato la perdita, ma essere presente credo che lo aiuterebbe e aiuterebbe anche Nathaniel, ma lui persiste a non volermi nemmeno rispondere. Mi chiedevo se tu potessi ricordarglielo e magari a te potrebbe dare ascolto" dice e nella sua voce c'è un tono rassegnato, come se io fossi davvero la sua ultima speranza. L'unica sua ancora di salvezza.
"Non so che dire." ammetto "Per quel che ne so potrei anche non rivederlo prima della settimana prossima"
"Ne dubito. Comunque dimmi solo che ci penserai e se ti capiterà l'occasione gli parlerai. Logicamente sei la benvenuta anche tu se vorrai" sembrano quasi una supplica le sue parole.
Deve tenerci davvero molto che Hayden ci sia a questa ricorrenza.
"E va bene. Ma non prometto niente, ci penserò" dico alla fine con un sospiro.
Poi prima che lei riattacchi il telefono intervengo io.
"Posso chiedere io una cosa?" chiedo.
"Sì certo, dimmi pure" dice lei.
"So che Hayden dovrà affrontare un'udienza per via della denuncia di aggressione che è stata fatta contro di lui"
"Sì, esatto. Te ne ha parlato lui?" chiede Luise.
"No, è che ero presente quella sera quand'è successo. Mi chiedevo solo se tu sai quando e dove si terrà l'udienza" le chiedo.
E come immaginavo Luise ne è al corrente. Mi prendo nota dell'udienza di domani mattina e mi segno anche il luogo in cui si svolgerà. La ringrazio e dopo uno scambio di saluti riaggancio il telefono.
Certo che Luise deve tenere molto a Hayden se è tanto preoccupata. Anche io ci tengo e non voglio che all'udienza di domani lui abbia guai a causa mia. Devo andare anche se lui mi ha esplicitamente chiesto di non farlo.
***Spazio dell'autrice***
Eccoci arrivati al capitolo 10.
Capitolo un po' più corto degli altri ma importante...
Aspetto i vostri pareri nei commenti.....buona lettura a tutti!
Grazie!!😘
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Fiducia a prima vista
Romance"Basta un istante, un incrocio di sguardi per legare per sempre tra loro due anime complementari" Amelia Grant, una giovane donna forte e indipendente, scoprirà la sua fragilità e scoprirà quanto, in un istante, uno sguardo possa cambiarle la vita. ...
