La grande notizia

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Passo il resto della giornata in compagnia di mia madre e mia cugina a sorseggiare del tè e a parlare di ciò che è accaduto nel quartiere in questi giorni. Più che parlarne io mi limito ad ascoltare essendo arrivata qui praticamente solo oggi. Quando mia madre si ritira per andare a fare un riposino di bellezza e mia cugina ne approffitta per andare a fare un bagno,  io rimango completamente sola. Ne approfitto per alzarmi e guardarmi un po' intorno. Se avessi ancora il mio cellulare avrei fatto così tante foto da riempirmi la memoria. A proposito di foto! Mi è parso di aver visto dei quadri lungo il corridoio su cui sono presenti le stanze al piano di sopra. Il metodo di pittura era così bello e dettagliato, non posso non vederli.

Salgo le scale guardando il grande tappeto rosso che le copriva e le due colonne in cima, l'enorme balconata che si eregge al piano di sopra da modo di poter guardare tutto ciò che accade di sotto. Cammino lungo il corridoio e vedo delle grandi cornici dorate, mi avvicino al primo quadro e mi metto di fronte ad esso: raffigura mia madre, le sue mani sulle gambe, la sua postura dritta, un vestito giallo e i capelli rialzati. Credo fosse ancora nubile, era molto giovane. Subito dopo c'è un quadro con mio padre, gli occhi scuri ereditati da lui e i capelli marroni, vestito in un abito nero di tutto punto. Ancora dopo, ci sono i miei genitori ma seduta sulle gambe di mia madre c'è una piccola bambina dai prosperosi ricci rossi che guarda verso il pittore con un'area spaesata.

Dopo questo c'è un quadro di una donna dai capelli castano chiaro e gli occhi verdi, indossa un vestito verde che risalta i suoi occhi... mia zia Reese. I suoi quadri procedevano esattamente come quelli con la mia famiglia, un altro dipinto raffigurava lei con mio zio Julius e nel seguente c'era anche la piccola Elisabeth. Vedo un altro quadro verso il fondo, mi avvicino e vedo mia nonna, prima da sola e poi con suo marito e i suoi figli. Sorrido nostalgicamente accarezzando i suoi lineamenti con due dita.

"Ti manca nostra nonna, vero?"

Una voce mi fa sussultare, mi giro e vedo Elisabeth. "Si, molto." Sorrido.

Lei si posiziona davanti al quadro di sua madre. "Anche a me manca molto anche se, mi manca molto di più mia madre. Quando mi guardo allo specchio mi pare quasi di vedere lei, non so se essere grata di ciò o ritenerla come una condanna."

Mi avvicino a lei e le prendo una mano fra le mie. "Non devi dire queste cose, la zia Reese ti amava più della sua stessa vita."

"Si, lo so." Mi accenna un sorriso, passa poco tempo prima che ritorni composta. "Allora, che facevi qui? Pensavi a quando un pittore verrà a fare di noi un'opera d'arte?"

"Dovremmo farlo anche noi?"

"Ovvio, ogni membro della famiglia deve avere un quadro tutto suo prima di convolare a nozze." Sorride Elisabeth.

"Allora avrò ancora molto tempo prima di quel giorno." Ridacchio leggermente.

"Non dire così cugina, siamo entrambe in età da matrimonio. Ben presto inizieranno a bussare uomini di alta società alle nostre porte per chiedere la nostra mano."

"Tanta fortuna a te, cugina. Non ho molto tempo per pensare ad un uomo, ho altro da capire e fare in questo momento."

"Tipo leggere e perderti nei romanzi?" Ridacchia lei.

Non era esattamente quello a cui stavo pensando ma quelle parole mi fanno girare verso di lei. "Di solito ho un posto in cui leggo?"

Lei mi guarda confusa. "Mi prendi in giro? Abbiamo una biblioteca dove passi tutto il tuo tempo. Si trova nell'ala Est della casa."

"Si, ti stavo prendendo in giro." Faccio una risata finta per evitare che mi prenda per strana.

Lei scuote la testa. "Mi ritiro nella mia camera a riposare, non dimenticare che domani dobbiamo uscire per fare delle compere in paese."

Vivere in un sognoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora