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WYN.

Appena arrivammo a casa Lenora andò di sopra a farsi una doccia visto che tra qualche ora saremmo dovuti tornare a Richmond.

Vidi la porta dello studio di mamma chiusa e poi vidi arrivare mio padre dalla cucina.

—stanno parlando, parlando seriamente— mi avvertì e capì che cosa volesse dire: Aaron avrebbe iniziato un percorso psicologico con mia madre. Era ora, lo avrebbe aiutato parecchio.

Annuì e guardai mio padre —Brooks?— domandai —é in camera sua a ripetere per un'interrogazione di domani. Si è già reso conto che le medie non sono come le elementari e si è messo sotto a studiare— rispose bevendo un sorso di caffè dalla sua tazza, lo amava.

—adesso state insieme?— mi chiese poi con una nota di curiosità nella voce, lo guardai sapendo che si riferiva ad Aaron, mi sentì arrossire ma sapevo che non c'era bisogno di nasconderlo —si, papà— ammisi ad alta voce con orgoglio, vidi uno strano luccichio nei suoi occhi —e lo ami, non è così?— domandò ancora, annuì a mia volta non potendo nascondere un sorriso, anche lui ne fece uno piccolo —spero che possiate essere felici insieme, Wyn. Era da un paio di anni che mi ero immaginato che sareste finiti così. Sono felice che il mio intuito ci abbia visto giusto— commentò, mi avvicinai a lui e lo abbracciai —sapere che ho la tua benedizione mi fa molto felice. Sei la persona che rispetto di più a questo mondo insieme alla mamma, sai?— gli dissi, mi diede un bacio fra i capelli —ed io sono orgoglioso di essere tuo padre, anzi, di essere vostro padre. Tu e Brooks siete il mio più grande orgoglio— mi accarezzò i capelli come quando ero bambina e avevo qualche incubo. Da piccola ero sempre andata nella loro camera e avevo sempre finito per dormire in mezzo a loro due, soprattutto nel periodo in cui mio fratello era appena nato e mamma lo teneva vicino a lei nella culla per qualsiasi evenienza.

Mi separai da lui, presa ancora dai dubbi —sei davvero sicuro che ti va bene la mia relazione con Aaron? Avevi detto che ti aveva deluso un po' di tempo fa— avevo paura di sentire quello che mi avrebbe detto, anche se mio padre non mentiva mai, non lo avrebbe di certo fatto adesso.

—e anche se fosse? Lo lasceresti solo perché non va bene a tuo padre, Wyn?— mi disse e non ebbi il coraggio di guardarlo in viso, non aspettò una mia risposta —quel ragazzo è come un figlio, e ha avuto un momento difficile, possiamo vivere tutta la vita rimanendo delusi, arrabbiati o offesi da qualcuno? Bisogna imparare a perdonare, e poi il torto non lo ha fatto a me, lo ha fatto a te, mi niña, se tu lo hai perdonato posso farlo anche io— mi disse e sentì il mio corpo rilassarsi.

L'opinione di mio padre per me contava più di qualsiasi altra cosa, sapere che non ci sarebbero stati problemi fra lui ed Aaron mi faceva felice.

—senti, papà, dobbiamo parlare di un'altra questione— iniziai, lui mi guardò in attesa che continuassi —che ne dici se appena l'università si alleggerisce mi iscrivo alla scuola guida?— domandai, il suo viso divenne serio —Wyn...— cominciò ma lo fermai —ormai le vecchie motivazioni non valgono più. Mi parli tanto di indipendenza e poi non mi fai sfruttare una delle possibilità di indipendenza più grandi che ci sono a questo mondo? Ormai ho 18 anni, non posso chiedere di continuo di essere trasportata in giro— dissi sapendo di avere ragione, lui mi guardò per un po' poi sospirò esasperato —está bien, ma appena non avrai tanti impegni universitari. Imparare a guidare è una cosa seria, Bronwyn— mi avvertì e io annuì contenta, finalmente... Credevo che sarebbe stato più difficile.

In quel momento la porta dello studio si aprì ed Aaron e mia madre ne uscirono, anche Lenora ci raggiunse.

Aaron venne verso di me e mi diede un bacio fra i capelli, notai che aveva un po' gli occhi rossi —tutto ok?— gli chiesi lasciandomi avvolgere dalle sue braccia, lui si limitò ad annuire e poggiò la sua fronte alla mia tempia, aspettando che si riprendesse, gli accarezzai un braccio.

My Secret DesireLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora