AARON.
Le sue labbra erano morbide, esattamente come me le ricordavo.
Il suo piccolo corpo si adattava perfettamente al mio, era una sensazione paradisiaca.
Il cuore mi batteva forte nel petto mentre continuavo a baciarla. Lei mi teneva le mani avvolte attorno al mio collo mentre io tenevo le mie mani intorno ai suoi piccoli fianchi e la spingevo di più contro di me. Avrei voluto che quel momento fosse infinito, lei voleva sentire delle scuse da parte mia, ma io avevo atteso tanto per sentire le sue, che fretta c'era? Se in questo modo avrei potuta tenerla ancora nella mia vita avrebbe dovuto aspettare un bel po' prima di poter sentire le sue dovute scuse.
Volevo che mi accettasse di nuovo nella sua vita. Non come amico. Volevo che si innamorasse di me e che decidesse di sua spontanea volontà di starmi accanto per sempre, non avevo mai desiderato nessuna nello stesso modo in cui desideravo Bronwyn Rivera. Volevo essere parte di tutti i suoi successi, essere sempre lì pronto a darle sostegno quando crollava e dirle di rialzarsi perché era stupenda e avrebbe raggiunto i suoi scopi.
Che cazzo avevo in testa? Mi piaceva Wyn? Ne ero innamorato? Perché ragionavo in questo modo?
Mi separai da lei, le sensazioni che mi faceva provare erano preoccupanti, non potevo innamorarmi, e soprattutto, non potermi innamorarmi di Wyn, cazzo.
Lei sbatté le palpebre un paio di volte, per rendersi conto di quello che era successo. Si guardò intorno e poi guardò me sorpresa —mi hai appena baciata?— domandò mettendosi due dita sulle labbra. Perché ne era così sconvolta? Non le era piaciuto? Non era quello che voleva anche lei? Non era la prima volta che ci baciavamo.
—si, non ti è piaciuto per caso? Sei diventata di gusti più difficili?— domandai con un sorriso, al liceo amava i miei baci. —non sarebbe dovuto succedere, Aaron— disse d'improvviso seria, la guardai confuso —e perché?— chiesi, lei sospirò e si passò le mani sul viso per poi riportare i suoi occhi color cioccolato su di me —perché è sbagliato— disse e abbassò lo sguardo. Sbagliato? Come poteva essere sbagliata una cosa che si sentiva così giusta?
—sul serio? È questo quello che pensi? Che io e te insieme siamo un errore?— le domandai, ma che mi importava? Non dovevo esserne felice? Mi ero appena detto che non mi sarei dovuto innamorare di lei, eppure, sentire da lei che ci considerava un errore era l'equivalente di un pugno allo stomaco. Lei mi guardò rattristata ma non mi disse nulla, non negò quello che avevo detto —anche al liceo eravamo un errore, Bronwyn?— chiesi ancora, ma lei non dava cenno di parola. E fu proprio quella la risposta della quale necessitavo, il suo silenzio faceva molto più male di tutte le parole che avrebbe potuto dire in quel momento.
Sentì gli occhi pizzicarmi ma non avrei pianto, non per lei. Non avrei mai più pianto per nessuno.
Lei mi guardò con le lacrime agli occhi non sapendo che cosa dire —se è davvero questo quello che pensi perché hai fatto tutto questo? Perché sei venuta fino a qui a scusarti?— le domandai ancora, altre domande senza risposta, scossi la testa incredulo, non volendo credere a tutto questo.
—vattene.
Lei scosse la testa.
—Aaron, aspetta...
Ma non aspettai nulla, né lei, né niente.
—vattene, Bronwyn.
Ripetei cercando di mantenere un tono freddo, anche se sentivo di essere sul punto di spezzarmi in mille pezzi.
Lei rimase ferma lì ancora qualche minuto, poi però mi sorpassò e uscì dalla stanza a testa bassa.
Io rimasi lì, fermo come una statua, non riuscendo più a muovermi. Sprofondai a terra, seduto, con la schiena appoggiata alla parete guardando un punto vuoto, sentendo una lacrima solitaria bagnarmi la guancia sinistra, cazzo se faceva male.
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My Secret Desire
Romance"era sempre stata lei, anche quando mi ero negato, era lei il mio desiderio nascosto, quello che volevo quando scendeva la notte" (When The Night Comes Down series. Libro 1) Si chiama Aaron Barlow ed è il mio ex vicino di casa. Abbiamo vissuto uno...
