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WYN.

Durante il viaggio di ritorno a casa, Aaron era stato particolarmente silenzioso, e questa cosa mi fece preoccupare.

Era da quando aveva letto qualcosa sul suo cellulare che non aveva spiaccicato parola. Guardava la strada davanti a sé, sentivo la sua tensione, sul telefono aveva letto qualcosa che non gli era piaciuto.

Anche Lenora di fianco a me, aveva notato l'atteggiamento assente del fratello, infatti lo stava guardando con un'espressione corrucciata. Non potei evitare di sorridere nel vedere come il loro rapporto stava diventando forte in così poco tempo.

—Aaron? Stai bene?— gli domandò la mia migliore amica, lui non rispose per un po', ma poi sospirò —Loren ha detto ad Analise che andrò a Roanoke questo weekend— disse.

Cosa? Perché mia madre glielo aveva detto? Da quando quelle due avevano ricominciato a parlare? Mia madre aveva tagliato i ponti con Analise quando Aaron aveva confessato quello che gli faceva, lui non diceva bugie, ci era sembrato difficile che si potesse inventare una cosa del genere, alla fine si era rivelata la verità.

I miei genitori avevano provato più volte a toglierle la custodia di Aaron, ma era come se Analise avesse dei contatti molto potenti che la aiutavano a vincere, nonostante le testimonianze di Aaron. Qualcuno non voleva che lui se ne andasse dalla casa della madre, e adesso iniziavo a pensare che quel qualcuno fosse Axel Hoffmann. Non lo aveva mai riconosciuto ma voleva a tutti i costi che rimanesse con Analise?

—cosa? Perché tua madre avrebbe dovuto dirglielo?— mi domandò Lenora mentre entravamo nel giardino di casa, Aaron fermò la macchina e scendemmo.

—non ne ho la minima idea. Non lo avrebbe mai fatto di sua spontanea volontà, forse Analise ha insistito per sapere notizie di Aaron— ipotizzai. Aaron scosse la testa —quella donna vuole farmi impazzire— commentò incamminandosi verso casa, subito lo raggiunsi e lo presi per un polso per farlo voltare verso di me. Lui guardò per un momento la mia mano intorno al suo polso poi posò i suoi occhi blu sul mio viso. Ci guardammo per un po' senza dire una parola, persi negli occhi dell'altro, lui cercava di capire cosa volessi e io cercavo di trasmettergli tranquillità.

Feci qualche passo verso di lui e dovetti alzare il capo per poterlo guardare in viso —non darle questo potere, per favore. Lo so che è difficile, ma non è questo quello che vuole? Farti impazzire per poi ritrovarti a fare quello che vuole lei solamente per stare in pace?— involontariamente gli posai una mano sulla guancia, lui poggiò la sua sulla mia e si avvicinò ancora di più a me. I nostri corpi aderivano perfettamente e nessuno dei due aveva intenzione di interrompere il contatto visivo.

—é così difficile sopportarla. Cerca di fare la madre adesso, come se nulla fosse successo, e mi infastidisce, mi fa male. Non ha neanche la decenza di scomparire dalla mia vita, pensa che io e lei abbiamo ancora una possibilità.

Abbassò lo sguardo e terra e respirò profondamente. Odiavo vederlo così, stavo male anche io per lui. Non si era mai meritato nulla di tutto quello che aveva dovuto vivere, era semplicemente nato nella famiglia sbagliata. Avrei fatto di tutto per poter togliere tutto quel dolore e quei brutti ricordi da dentro di lui, volevo eliminare tutto quello che ancora lo faceva stare male, perché aveva sofferto abbastanza.

—se vuoi ci parlo io con Analise— proposi, ero quasi sicura che mi avrebbe ascoltata, ma non importava quante cose avrei dovuto fare o quanto tempo ci avrei messo a convincerla, lo avrei fatto per lui, avrei fatto di tutto per lui. Era arrivato il momento che gli dimostrassi quanto lo amavo, ero stanca di essere confusa ed ero stanca di trasmettere il messaggio sbagliato. Aaron scosse subito la testa e poi mi guardò serio —non ti permetterò di avvicinarti a lei, è mia madre, quindi un mio problema. Non preoccuparti, appena arriveremo lì le parlerò e smetterà di essere un problema— sentenziò deciso.

My Secret DesireLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora