Ragazzina impaurita.

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Sei anni fa.

-Lasciala, ti prego.

Ero nuda, inginocchiata a terra e avevo dolori atroci alla mia intimità e su tutto il corpo, dal seno in giù. Tagli, ematomi e segni di bruciatura.
Ero terrorizzata, mai avevo provato tanto terrore in vent'anni di vita come in quei cinque giorni.
Un uomo era davanti a me, mi sorrideva in un modo da far pure invidia al sorriso di Doflamingo, alle sue spalle all'impiedi c'era Brenda, teneva fra le mani la pistola dell'uomo, gliela stava puntando contro.

L'uomo si allontanó da me e si avvicinò a lei. "Ragazzina, metti giù la mia pistola." Le ringhiò contro.

Brenda con la mano tremante continuava a puntargliela. "Devi lasciarci andare. Sono ormai cinque giorni che ci tieni chiuse qui dentro, non siamo dei tuoi giocattoli."

Lei era coraggiosa, più di me in quel momento che la fissai spaventata mentre me ne stessi rannicchiata in un angolo con le gambe al petto piangendo senza sosta.
Quell'uomo dalla capigliatura bionda e disordinata, ci aveva rapite dall'università.
Si era avvicinato a noi con affare disinvolto, sembrò essere un professore ma quando gli fummo vicine lui ci tappò la bocca con dei fazzoletti imbevuti di sonnifero, non ebbi neanche il tempo di urlare, di cercare mio fratello, non potei far nulla per reagire, non potevo utilizzare la magia, le regole lo vietavano.
Utilizzare i miei poteri fu inutile anche dopo che mi risvegliai in quella catapecchia, possedeva sicuramente della verbena coltivata o non si spiegasse il perché io non riuscissi ad utilizzare la mia magia o il controllo del fuoco.

"Non voglio lasciarvi, siete belle e preziose per me." Ghignò sadico l'uomo passando una sua mano sporca del mio sangue su quei vestiti anni settanta.

"Non mi lascia altra scelta allora."

Lei con più decisione impugnò la pistola, prese la mira e scattò il grilletto, sparò all'uomo di fronte a lei.
Peccato però che egli anticipando le sue intenzioni fu più veloce di lei, prese me per un braccio e mi posizionò davanti a lui, mi usò come scudo.
Il proiettile mi colpí alla spalla sinistra.
Urlai dal dolore mentre l'uomo rise di gusto vicino al mio orecchio.
Mi vennero i brividi, mi sembrò di essere finita su Dressrosa, quell'uomo assomigliasse dannatamente tanto a Doflamingo, ed io ero come Trafalgar Law, impotente.
Quanto capivo adesso quel ragazzo.

Mi lanciò contro il pavimento ai piedi di Brenda.

"Alexia, scusami!" Sussurrò in preda alle lacrime.

Mi misi a sedere sulle ginocchia e la fissai portandomi la mano destra sulla ferita cercando di fermare il sangue.
Provai a parlare per rassicurarla ma non vi riuscì, il dolore fu troppo forte.
Lei s'inginocchiò davanti a me e mi abbracciò.
Vent'anni avevamo, giovani e belle, piene di ambizioni.
Quell'uomo aveva distrutto ogni cosa.
Eravamo spaventate, nessun ci venne a cercare in quei cinque giorni, nessuno a salvarci e stessimo ormai rinunciando ad ogni cosa.

"Voglio che quest'incubo finisca." Le sussurrai con un fil di voce.

"Stupide ragazzine!" Sbraitò l'uomo. "Smettetela di piagnucolare."

Ci separò, prese Brenda per i capelli e la spinse contro il muro girandola poi verso di lui in modo che il suo viso si scontrasse con quello di lei.

"Volevi spararmi eh."

"Lei è un coglione."

Lo colpì con una testata, ma lui sembrò non farsi niente mentre a lei invece iniziò ad uscire un rivolo di sangue che gli andò a coprire l'occhio destro.
Mentre loro parlarono dandomi le spalle io mi alzai e un po' barcollante mi avvicinai a loro, nella mano destra tenni una mazza da baseball; mi chiesi cosa ci facesse lì dentro dato che la casa fosse sprovvista di mobili ma mi sarebbe stata abbastanza utile nonostante tutto.
Mi ero decisa a far qualcosa, lui mi avesse annichilita in quei giorni, ma un barlume di coraggio ancora vi era in me. Dovevo solo accantonare tutti quei dolori e ritornare ad essere la solita ragazzina testarda e impavida che fossi.
Alzai la mazza a mezz'aria e colpì con tutta la forza che in quel momento avessi la testa dell'uomo liberando la mia amica.

La strega e il chirurgoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora