25 ottobre
Mugolai contrariata in risposta alle donne di servizio che cercassero di svegliare mio fratello urlando frasi sconnesse ovviamente in francese che per come stessi in quel momento, non sembrarono avere il minimo senso.
Stranamente in compagnia del mio gemello riuscì a sprofondare in un profondo sonno senza incubi ma compresi che tutto ciò fosse solo una tregua temporanea, prima o poi sarebbe arrivato il momento giusto per far crollare di nuovo tutto nel baratro.
Non dormivo così bene da molto tempo, solo con Law vi riuscivo, e oggi quando all'arrivo delle domestiche mi svegliai ne fui molto contrariata ma dovetti lo stesso alzarmi mandando a quel paese le signore e augurando poi buona fortuna nel svegliare mio fratello, che quello aveva davvero il sonno pesante.
Mi sentivo meglio, in un qualche modo.
Felice?
Era una parola grossa.
Più leggera e libera, quello sì.
La notte passata fu un illusorio varco luminoso tra le nubi del tormento. Troppo bello, per me, per durare.
Attraversai il salone sbadigliando con poca grazia, non curandomi d'indossare una vestaglia per coprire il mio corpo nudo seppur le mie intimità fossero coperte da un bel completino intimo bianco in pizzo e ricami.
Sbadigliai ancora scompigliando i capelli che durante la notte si fossero annodati tanto da rimanermi incastrate le dita. Le liberai ascoltando il vociare di una domestica che mi fu passata davanti squadradomi dalla testa ai piedi, le feci il verso offesa.
Una voce roca ancora impastata dal sonno provenì dalla mia camera. "Alex, sei sveglia?"
La domestica è riuscita nella sua missione.
"No, sto ancora dormendo." Risposi sarcastica. "Idiota."
"Buongiorno anche a te..." Fece offeso oltrepassandomi e andando nella sua stanza.
Un'altro sbadiglio.
Stavo davvero morendo di sonno accidenti a loro.
Mi stiracchiai sentendo tutte le ossa della schiena scricchiolare addocchiando l'orologio appeso alla parete di fronte a me. Esso segnalò le sette del mattino.
"Perchè oggi sono venute così presto le domestiche?" Lamentai triste ed infastidita.
"Non lo so..." Rispose Michael dalla sua camera. "Chiedi a loro." Disse subito dopo.
Successivamente posai lo sguardo sulla finestra che venne aperta per far arieggiare la stanza brontolando un'imprecazione rivolta alle domestiche per aver interrotto il mio sonno.
Quel fatto mi portò alla mente Rufy che con la sua innata delicatezza tentasse di svegliarmi ogni mattina, quando ancora fossimo a casa, oppure il suo broncio appena mi vedesse già sveglia.
Sorrisi nel ricordare osservando il sorgere del sole.
Quanto mi mancano...
........
Erano le otto e mezza quando io e Michael uscimmo dalla camera, perdemmo tempo nel svegliarci per bene con delle docce.
Percorremmo il solito corridoio per dirigerci in quella che rappresentasse la sala comune dove tutti si ritrovassero per far colazione.
Notai Michael sistemarsi la camicia. "Sta fermo, così la stropicci." Lo rimproverai mettendo giù le sue mani e sistemandogli il colletto.
"Con questi abiti mi sento un damerino!" Sbuffai una risata divertita, lui continuò a parlare. "Non vedo l'ora che i ragazzi ci portino i nostri vestiti. Tanto rispetto per Andrè e Bernard, mi hanno prestato i loro vestiti in questi giorni però, non mi sento comodo."
"Tu odi indossare camicie o pantaloni!"
"Infatti!" Concordò alle mie parole osservando i dipinti di quel corridoio. "Beata te che non hai di questi problemi."
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La strega e il chirurgo
FanfictionCosa succederebbe se sei personaggi del mondo di One Piece si ritrovassero ad essere catapultati improvvisamente nel mondo reale? Ed esso venisse controllato da forze magiche? Trafalgar Law, Monkey D. Rufy, Roronoa Zoro, Vinsmoke Sanji, Usop e Sabo...
