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E' facile stare insieme quando tutto va bene ma è estremamente complicato farlo quando ci sono un sacco di cose che vanno male...

Josephine's point of view 

Dopo la vittoria di Daniel, ne seguì una festa che durò quasi un giorno, e ci ritrovavamo devastati al martedì mattina all'aeroporto con i genitori di Daniel, con me convinta di seguirli in Australia "noi prendiamo un altro aereo" dice Daniel quando arriviamo al gate con i suoi genitori, posandomi un braccio sulle spalle sotto il mio sguardo confuso, mentre lui fa un cenno a sua madre, come se lei già sapesse tutto, ed io con uno sguardo sempre confuso saluto Grace e Joe.
"Dove andiamo?" domando io mentre seguo Daniel e lui sorride guardandomi "adesso realizziamo uno dei tuoi sogni" dice lui prendendo la mia mano mentre io aggrotto le sopracciglia confusa fin quando non ci fermiamo davanti al nostro gate e riesco ad intravedere la destinazione "Daniel..." dico girandomi verso di lui "ti porto a vedere l'aurora boreale" dice lui sorridendo mentre mi slancio verso di lui, allacciando le mie braccia dietro il suo collo.
Era una vita che dicevo di voler vedere le luci del nord, ma già prima dei 18 anni ero andata a vivere in America, molto lontano da dove solitamente si potevano ammirare, e quando tornavo in Danimarca dalla mia famiglia, quelle due scarse volte all'anno, non avevo il tempo per fare anche quel viaggio. Avevo sempre rimandato, ma una sera mentre guardavo il cielo notturno di Monaco insieme a Daniel, distesi sulla spiaggia, gli avevo rivelato quanto fosse un mio  grande sogno poter ammirare l'Aurora Boreale, uno degli spettacoli più belli della natura, e lui con il suo inconfondibile sorriso e un tono più serio del solito, mi aveva promesso che un giorno mi avrebbe portato a vederla. 

Quando arrivammo in Islanda, il freddo ci arrivò dritto dritto nelle ossa soprattutto visto che arrivavamo dal caldo afoso di Abu Dhabi. Io seguivo Daniel, che sembrava esattamente sapere cosa fare e dove andare, e mi venne il dubbio che stesse organizzando tutto questo da molto più di quanto io pensassi. 
Ci ritrovammo poco dopo su una macchina a noleggio con Daniel, ovviamente, alla guida "com'è farsi portare in giro da un campione del mondo?" domanda lui mentre guarda la strada  facendomi ridere "ho paura lo stesso" dico io facendolo girare verso di me con la faccia spalancata "non puoi aver paura della mia guida Jos" dice lui facendomi continuare a ridere "vai troppo veloce" dico io puntandogli il dito contro e lui mi guarda un attimo prima di prendere davvero velocità facendomi tirare un urletto "Daniel!!" urlo mentre lui ride diminuendo la velocità e io mi porto una mano sul cuore "non fare mai più una cosa del genere" dico poi appoggiandomi meglio allo schienale mentre lui continua a ridere "ho guidato fino a tre giorni fa a più di 300km orari e ti preoccupi se vado a 140?!" domanda lui sempre divertito dalla situazione mentre lo guardo male "siamo in una stradina di campagna, non in un circuito!" esclamo seria mentre Daniel non riesce a smettere di ridere e, solo in quel momento, mi accorgo di come sia veramente spensierato e felice e forse mi rendo conto di non averlo nemmeno mai seriamente visto così in cinque anni. 
Non erano stati cinque anni facili per lui nel suo lavoro, non aveva avuto nemmeno una carriera facile, e se da una parte non capivo il perchè volesse smetter di fare il lavoro che amava, da una parte avevo imparato a conoscere quel mondo tossico, che lo aveva fatto star male, che lo aveva buttato giù. E anche se erano passati solo pochi giorni dal suo addio ufficiale alla Formula 1 e dalla sua vittoria del mondiale, capivo che finalmente poteva essere finalmente di nuovo libero ed indipendente da quel mondo. 
Ancora non avevamo parlato della sua decisione di lasciare tutto, che per me era stata una doccia d'acqua fredda, ma non mi sembrava nemmeno il momento adatto per parlarne, dunque decisi di rimandare quella conversazione. 

"Ma è fantastico questo posto" dico quando finalmente in tarda serata arriviamo in mezzo alla neve e ai ghiacciai, dove si trova una struttura a forma di igloo con una bellissima vetrata trasparente. Mi guardo intorno ammaliata, sotto lo sguardo attento e felice di Daniel "ti piace?" domanda lui prendendo i nostri bagagli e dirigendosi all'entrata del posto "è bellissimo davvero" dico seguendolo per ammirare l'interno della struttura, che ha un arredamento moderno ma confortevole "finalmente un po' di caldo" esclama Daniel entrando, facendomi ridacchiare, visto che lui non era per niente abituato alla neve e all'inverno, mentre per me erano normali venendo dalla Danimarca "allora piccola, c'è un programma per la serata" annuncia Daniel dopo che si è buttato sul letto guardandomi, mentre io mi giro per alzare un sopracciglio "oh non in quel senso" si affretta a dire lui ridacchiando "poi se vuoi invece passare così la serata per me non c'è problema" aggiunge facendomi alzare gli occhi al cielo sorridendo "qual è il programma?" domando io riprendendo il suo discorso iniziale "allora... tra poco vengono a prenderci, ci faranno mangiare roba tipica e poi ci portano a vedere l'aurora boreale, mi hanno detto ci vorrà molta pazienza" mi spiega facendomi sorridere "grazie" dico io e lui aggrotta le sopracciglia per poi distenderle un attimo dopo e sorridere "sono io che non ringrazierò mai abbastanza te per questi 5 anni insieme" dice lui mentre si mette a sedere e io mi avvicino a lui, per poi appoggiare la mie mani sulle sue guance e baciarlo. 

Qualche ora dopo vengono a recuperarci due guide direttamente con due slitte trainate da Husky e non posso far altro che spalancare la bocca sorpresa e felice, girandomi verso Daniel come per chiedergli se è tutto vero. I due ragazzi sono gentili, ci spiegano un sacco di cose, ci portano in una distesa di ghiacciai in mezzo al nulla, dove mangiamo zuppe tipiche sotto i commenti di Daniel, che fa ridere tutti, con la speranza di beccare da lì a qualche ora le luci del nord. 
Passa la mezzanotte prima che riusciamo a vedere le prime luci e io non riesco a trattenere l'emozione e strattono la mano di Daniel come una bambina, sotto le sue risate, mentre mi alzo in piedi seguita da lui. 
In quel momento mi sento davvero felice e completa, anche se con Daniel abbiamo sempre una questione in sospeso, o forse anche più di una "Jos" sento chiamarmi proprio da lui e mi giro alle mie spalle e assumo un'espressione corrucciata quando lo ritrovo con un ginocchio a terra e prima che io posso realizzare tutto quello che sta succedendo lui parla nuovamente "realizza un altro mio sogno e sposami" dice aprendo con cura la scatolina che tiene in una mano, mentre io riesco solo a spalancare la bocca stupita da tutto questo, sotto il suo sguardo quasi preoccupato, mentre io sento il mio cuore scoppiare dentro il mio petto e i miei occhi pizzicare, ed annuisco mentre mi abbasso verso Daniel per abbracciarlo "è il sogno di entrambi allora" riesco a dire mentre lui sospira di sollievo abbracciandomi a sua volta "Daniel" dico poi mentre mi stacco da lui per guardarlo "quando sei diventato campione del mondo con il numero 3, tre giorni fa, era il 3 dicembre 2023... " inizio io sotto il suo sguardo molto più che confuso "...io quello stesso giorno ho scoperto che diventeremo 3 invece" finisco poi puntando i miei occhi nei suoi "Jos.. sei incinta?" domanda lui in un sussurro, ed io annuisco, prima di essere travolta nuovamente dall'abbraccio di Daniel che inizia sul serio a piangere come non aveva mai fatto prima "Daniel" sussurro io poggiando una mano sulla sua spalla e staccandomi leggermente da lui "ei" continuo poi, quasi preoccupata mentre Daniel tira su con il naso per poi puntare gli occhi nei miei "tu mi hai reso l'uomo più felice di questo mondo in tutti questi anni, mi hai dato tutto, hai fatto realizzare e realizzerai tutti i miei sogni, e io davvero, sono troppo felice, darei il mondo per te Jos, non so davvero come ringraziarti per aver tenuto a lungo tutto questo tempo, fino a raggiungere il nostro equilibrio e la nostra semplicità" dice lui con voce tremante, facendo poi piangere me "Daniel io continuerò sempre a darti tutto e a cercare di renderti felice, perchè io ti amo.. rifarei tutto altre mille volte" sussurro sulle sue labbra prima di baciarlo, mentre lui mi stringe di nuovo a se "adesso mettiti l'anello prima che io lo perda" dice dopo qualche attimo staccandosi da me e porgendomi la scatolina, facendomi ridere "devi mettermelo tu" dico io sorridendo e porgendo a lui la mia mano sinistra, dove c'era sempre l'anello che mi aveva regalato quattro anni prima, e lui sfila l'anello dalla scatolina per poi inserirlo sopra l'altro, sotto entrambi i nostri sguardi. 

Poco dopo alziamo entrambi la testa, osservando il cielo, dove l'Aurora Boreale faceva da contorno al nostro futuro, fatto di cose semplici, che finalmente prendeva realtà. 

...però se ami davvero sopporti, tieni duro, ci sei per l'altro.. e le cose belle poi arriveranno!

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Ok sono un po' romanticona. 

Ma non poteva non finire bene la storia di sti due! 
Li adoro e forse nemmeno sono riuscita a trasmettere tutto quello che volevo, la frustrazione di Daniel, la forza di Josephine di stargli accanto... Non è stato semplice per loro che vivevano in due mondi diversi ma praticamente uguali, fatti solo di apparenze, ed entrambi volevano un po' di semplicità... E adesso finalmente potranno vivere il loro equilibrio tanto cercato :) 

E siccome sono buona, ho già elaborato anche altri due mini capitoli extra, uno Instagram e.. uno un po' diverso dal solito! Ve li spillerò poi domani... 

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