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Aspetto Daniel impaziente, quasi nervosa da questo appuntamento, anche se non ho motivo di esserlo, visto che ormai con lui le cose sono già ben oltre che di un primo appuntamento.
Mi controllo allo specchio per un'ultima volta prima che suoni il campanello così, tiro un ultimo sospiro, ed esco di casa, trovandomi Daniel con i capelli, stranamente, ordinati e una camicia bianca.
Sorrido constatando quanto è bello: e pensare che al nostro primo incontro avevo espressamente detto a Sara che non lo trovavo per niente bello, e che il suo naso era proprio brutto.
E adesso perfino il suo grosso naso mi piaceva e mi faceva sorridere, forse proprio perché mi ricordava di lui e di quanto io stia bene insieme a lui.
"Sei bellissima" afferma sorridendo e allungando il suo braccetto verso di me; accolgo la sua richiesta passando il mio braccio all'interno e ci incamminiamo verso il ristorante che Daniel ha scelto.
Mi ritrovo dopo un po' davanti ad un ristorante di sushi e sorrido involontariamente "non potevo che portarti al sushi per il nostro primo appuntamento" afferma aprendomi la porta e dimostrandosi ancora più romantico di quanto, probabilmente, pensava di essere.
Entriamo dentro al lussureggiante ristorante giapponese, sedendoci in un tavolo in disparte e prendendo subito l'ordinazione.
Poggio la mano sul tavolo dopo aver posato il bicchieri su di esso e Daniel la intreccia subito con la sua sorridendo e facendomi arrossire.
"Sei pronta a sfondarti di sushi?" domanda entusiasta facendomi ridere "ovvio!" esclamo facendogli l'occhiolino "e comunque, domattina devi essere pronta con le valigie fatte, perché partiamo" afferma dopo che il cameriere ha lasciato le prime portate sul nostro tavolo "mi puoi dire dove andiamo?!" domando sempre più impaziente e lui scuote la testa energicamente e, dopo aver addentato un nigiri, afferma "lo scoprirai soltanto vivendo e, soprattutto, passando il tuo tempo con me!" e scuoto la testa ridendo.
Dopo cena decidiamo di fare una passeggiata per cercare di smaltire le nostre pance, così mi ritrovo a passeggiare lungo la riva del fiume Hudson, con il braccio di Daniel a circondare le mie spalle.
"Ti mancherà essere in Red Bull?" domando stringendomi a lui e sentendolo sospirare "forse si.. forse no. Non lo so" afferma insicuro facendomi girare la testa verso il suo viso, notando il suo sguardo distante "credo che sarà un buon modo per cambiare aria e fare nuove esperienze, andare in Renault" continua quando ci fermiamo lungo il muretto, osservando il ponte di Brooklyn, "ovviamente avrei preferito finire in uno dei top team" ammette poi guardandomi e annuisco "credo che però questa sia una buona possibilità per far vedere ciò che sei, per farti valere, per far vedere tutto il duro lavoro che c'è dietro, così che nel futuro si aprano porte più grandi" affermo convinta facendolo annuire per poi sospirare "speriamo... amo il mio lavoro, non so come potrei smettere" continua appoggiandosi con gli avambracci al muretto, mentre io continuo a guardarlo di profilo.
"Infatti non devi smettere, devi continuare a lottare per ciò che desideri" rispondo dopo qualche attimo, sentendo poi la sua mano cercare la mia, e vedendo lui girarsi per sorridermi "grazie" afferma poi stringendomi a se.

Il sabato mattina mi ritrovo all'aeroporto JFK di New York con Daniel, che sembra più felice di un bambino, sotto il mio sguardo perennemente confuso.
Ormai chiedergli dove stiamo andando è impossibile, perché nemmeno mi considera, così mi limito a seguirlo.
Passiamo i controlli, trovando qualche fan di Daniel, con cui si ferma a fare delle foto, e troviamo anche qualche ragazza che si ferma per fare delle foto con me.
Io e Daniel cerchiamo di non dare troppo nell'occhio per mantenere un profilo basso, cosa che risulta impossibile, visto che già sono uscite delle foto di noi in giro per New York e siamo, ormai, al centro dell'attenzione giornalistica.
Arriviamo al gate e cerco di scorgere la destinazione, "andiamo a Parigi?!" affermo stupita girandomi verso Daniel che spalanca il suo sorriso "andiamo a Disneyland!" esclama spalancando le braccia e facendomi scoppiare a ridere; mi slancio per abbracciarlo "grazie" affermo staccandomi lievemente e guardandolo negli occhi, mentre lui passa le sue mani sulla mia schiena.
Ci ricordiamo poi di essere in un'aeroporto sotto l'attenzione di miriade di persone, così ci stacchiamo svogliatamente, sorridendo, e saliamo sull'aereo.

Dieci, lunghissime, ore dopo atterriamo a Charles De Gaulle, dopo un volo passato a sentire Daniel cantare canzoni rap in modo osceno e aver disturbato qualsiasi persona presente nell'aereo.
Usciamo dall'aeroporto per andare a ritirare la macchina che Daniel ha noleggiato "non so se mi fido della tua guida" dichiaro facendolo voltare con sguardo sconvolto "guido la maggior parte dell'anno a 300km/h, è il mio lavoro, e non ti fidi di me?" domanda facendomi ridere "beh sei un po' pericoloso" affermo mentre Daniel mantiene il suo sguardo contrariato su di me, facendo ampliare la mia risata, "adesso sono offeso" afferma salendo in macchina, seguito da me "ma daii scherzo" affermo girandomi verso di lui dopo essermi messa la cintura.
Lui mette un broncio molto comico; mi sbilancio verso di lui poggiando una mano sul suo ginocchio e gli bacio la guancia, vedendo il suo broncio alleggerirsi "non ti perdonerò solo con questo " afferma convinto e io alzo gli occhi al cielo "signor ricciardo lei ha molte pretese però" affermo facendogli spuntare un piccolo sorriso.
Si gira verso di me fissandomi "sai che abbiamo una stanza di hotel insieme?" afferma facendo spuntare sul suo viso un sorriso malizioso; tiro uno schiaffo sul suo ginocchio "Daniel!" esclamo tornando a sedere composta mentre le mie guance si colorano di rosso, sotto la sua risata.

Dopo essere arrivati a destinazione, passiamo la giornata all'interno del parco, arrivando distrutti la sera, così decidiamo di restare in stanza e di ordinare qualcosa.
Mi butto sul letto esausta, per poi guardare Daniel fare lo stesso; gira la sua testa verso di me, per poi mettersi su un fianco, allungare il braccio verso di me e girarmi verso di lui, così da ritrovarci attaccati l'uni all'altra.
Chiudo gli occhi quando sento la sua mano finire sotto la mia maglia, iniziando ad accarezzarmi la schiena lentamente, e poggio la testa sul suo petto "sto davvero bene con te" afferma dopo un po' Daniel, facendomi sorridere; apro gli occhi alzando la festa verso il suo viso e lo trovo a fissarmi, così mi allungo per baciarlo e lo sento sorridere a quel contatto.
Finisco sopra di lui, mentre le nostre bocche continuano ad esplorarsi, e in poco tempo mi ritrovo senza il mio maglione di lana, con solo una maglia a maniche lunghe.
Daniel mi spinge dall'altro lato del letto posizionandosi sopra di me, che passo le mani nei suoi ricci per riavvicinarlo verso la mia bocca.
Porto le mani al colletto della sua camicia a quadri, scendendo sempre più giù, andando a cercare i bottoni da aprire.
Nell'istante in cui ho quasi finito di sbottonargli la camicia, bussano alla porta "servizio in camera" urla il cameriere, facendo scoppiare entrambi a ridere.

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eccomi tornata!!
cosa ne pensate di questi due?!
quanto durerà questa tranquillità? 🤔
volevo chiedervi... conoscete qualche storia su Sainz? non riesco a trovarne punte 😭
Mi raccomando lasciate una stellina 🌟 è un commento 💭

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