3 Marzo 2019, Australia
Era già passato quasi un mese dall'ultima volta che mi ero vista con Daniel a Barcellona, per cui fu inevitabile saltargli in collo quando lo vidi in aeroporto a Perth.
"Beh non è che se siamo nella terra dei Koala puoi permetterti di diventarlo pure tu" se ne esce Daniel subito dopo che gli sono saltata addosso, facendomi ridere "ciao anche a te Ricciardo" dico io guardandolo per poi stampargli un bacio mentre anche lui sorride.
"Ma fa caldissimo" dico io appena salita in macchina levandomi la felpa "è estate Jos" dice Daniel ridacchiando mentre alzo gli occhi al cielo "beh ho capito, ma non mi aspettavo tutto questo caldo" replico per poi aprire il finestrino sotto le risate di Daniel "tu sei pronto per tornare veramente in pista?" domando io girandomi verso di lui, ammirandolo mentre guida.
Non si poteva assolutamente dire che non fosse maledettamente attraente mentre guidava. E un mese di lontananza iniziava a farsi sentire.
Probabilmente senti il mio sguardo ardente su di lui, perchè si giro a guardarmi e ridacchiò "se non mi sfinisci prima tu" disse lui con fare malizioso alzando e abbassando le sopracciglia, facendomi arrossire mentre lasciavo una pacca sulla sua spalla. "Sono un po' agitato" ammise dopo qualche attimo rispondendo alla mia domanda, tornando a guardare avanti "è normale Daniel, ma tu sei un ottimo pilota, hai lavorato molto in questi mesi" dico io tornando con lo sguardo su di lui "io crederò sempre in te" dissi poi posando la mia mano sulla sua, facendo spuntare un piccolo sorriso sulla sua faccia.
Ero così su di giri dal rivedere Daniel che mi ero totalmente dimenticata che stavamo andando verso casa sua, dove ci sarebbero stati i suoi genitori.
Li avevo già incontrati è vero, ma la mia ansia mi accompagnava lo stesso, avevo sempre paura di fare brutte figure o peggio di risultare antipatica, di risultare una persona che non ero veramente.
Misuravo sempre cosa dire, come muovermi, come comportarmi, forse questo lo avevo iniziato a fare anche per il mio lavoro, visto che soprattutto quando ho iniziato avevo poca libertà di esprimermi, ma dovevo seguire certe regole.
"Ciao tesoro!" esclamò la mamma di Daniel venendomi incontro non appena scesi dalla macchina, facendomi arrossire lievemente, mentre ricambiavo il suo abbraccio. Anche suo padre venne a salutarmi, lasciandomi due baci sulle guance.
Diedi uno sguardo veloce a tutta l'area intorno: la casa era isolata, con grossi campi intorno, ed aveva un'aria rurale ma ben curata.
"Vieni" disse poi Daniel prendendo la mia valigia e dirigendosi da tutt'altra parte sotto il mio sguardo confuso; mi apprestai a seguirlo e costeggiammo tutta la casa, fino ad intravedere un fienile completamente ristrutturato. Daniel aprì la porta facendomi passare e sorrisi osservando l'interno "è bellissimo" dissi io per poi posare lo sguardo su Daniel che aveva appena chiuso la porta e poggiato la valigia. Venne poi verso di me avvinghiandosi alle mie labbra, quasi togliendomi il respiro, per poi tirarmi su dalle cosce, e istintivamente incrociai le mie gambe dietro la sua schiena, senza interrompere il bacio. Ci staccammo per riprendere fiato e non potei che ridacchiare "ti sono mancata" affermai sotto lo sguardo dell'australiano a cui avevo scompigliato tutti i capelli "anche io ti sono mancato" disse poi sorridendo e riprendendo a baciarmi, ma per poco, visto che bussarono alla porta. Daniel alzò gli occhi al cielo e io risi rimettendo i piedi a terra e tornando a guardarmi intorno: era un'enorme open space, diviso soltanto con un soppalco; al piano terra c'era un soggiorno con un bellissimo divano e una tv enorme, oltre che un cucinotto e un tavolo e potevo intravedere una porta dove probabilmente c'era il bagno, mentre sul soppalco c'era il letto con un piccolo armadio.
I miei pensieri vengono interrotti dalla voce di Grace che è appena entrata "stasera verrà tua sorella a cena, mi raccomando per le sette e trenta" dice puntando il dito contro Daniel, che era solito fare sempre tardi "tranquilla, lei è sempre in anticipo di almeno mezz'ora" dice Daniel indicandomi e ridendo facendomi alzare gli occhi al cielo con il sorriso sulla faccia "vedi, gli opposti si attraggono" dice sua mamma sorridendo dolcemente verso di me che ricambio con un leggero rossore sulle guance come il mio solito "Grace, buon dio, lasciali soli che è un mese che non si vedono!" esclama Joe appena apparso sulla porta facendo ridere Daniel e arrossire ancora di più me, mentre sua moglie ci saluta "fate attenzione!" urla sempre lei prima di chiudere la porta "menomale c'è mio padre" dice poi Daniel girandosi verso di me e tornando a baciarmi con ancora più foga, se possibile, rispetto a prima.
Il pomeriggio alla fine lo passiamo a letto, a recuperare il tempo perduto e a coccolarci fin quando io non cado in un sonno profondo dovuto al jet lag.
Al mio risveglio Daniel è sempre nel letto e mi fissa "ei" dico io con la voce impastata coricandomi verso il suo corpo, mentre lui prontamente passa il suo braccio intorno alle mie spalle stringendomi "ei bella addormentata" dice lui sorridendo e toccando la punta del mio naso con l'indice in un gesto affettuoso "scusa se mi sono addormentata" dico io alzando gli occhi su di lui "tranquilla è normale, la furia Ricciardo ti ha sfinito" dice lui ridacchiando e facendomi alzare gli occhi al cielo "sei un cretino" dico tirandogli un pizzicotto "ahi!" esclama lui con fare teatrale facendomi ridere "te lo sei meritato" ammetto sotto il suo sguardo corruciato "che ore sono?" chiedo poi guardandomi intorno cercando un orologio "quasi le sette" dice lui con tranquillità facendomi spalancare gli occhi "Daniel dovevi svegliarmi" esclamo poi tirandomi su con il busto di colpo "basta che ti vesti" dice lui alzando le spalle non potendo capire il mio panico da donna "devo lavarmi, sistemarmi i capelli, rendermi decente... poi c'è pure tua sorella!" esclamo alzandomi definitivamente dal letto in cerca del mio intimo "mia sorella è una tranquilla" dice lui sempre steso sul letto "oh no.. tu sei suo fratello, è molto importante che la tua ragazza non sbagli niente!" inizio io muovendo le braccia in modo teatrale "parola di sorella molto gelosa del fratello" aggiungo poi guardandolo e facendolo ridere "ma tu sei perfetta così" dice lui guardandomi mentre giro sempre nuda facendomi ridacchiare "non funziona così tra donne" dico poi prima che Daniel si avvicini a me per abbracciarmi da dietro "devi smetterla di pensare che nessuno ti apprezzi per come sei, la vita reale non è tutta una competizione tra modelle come nel tuo lavoro" mi sussurra all'orecchio e, per l'ennesima volta, aveva capito tutto quello che mi passava per la testa senza nemmeno dirglielo.
Quasi mi tremavano le mani da quello che aveva detto.
Era come se mi avesse aperta in due e avesse tirato fuori il cuore e il cervello dal mio corpo, come un ladro, quasi senza permesso, senza che io gli dessi i codici di accesso.
Aveva capito tutto, e proprio per questo tra di noi c'era un legame forte, perchè anche se tiravo sul il mio muro, facevo finta che andasse tutto bene, lui puntualmente capiva cosa mi passava per la testa.
"E' proprio per questo che ti amo" dico solo dopo essermi girata verso di lui ed aver appoggiato le mani sul suo petto, guardandolo negli occhi "mi capisci con un solo sguardo, anzi, a volte anche senza guardarmi sai già cosa mi passa per la testa" aggiungo poi sotto il suo sguardo "è proprio per questo che ti amo" replica lui usando la mia stessa frase "perchè tu fai la stessa identica cosa con me" finisce poi poggiando la sua fronte contro la mia.
Alla fine riuscii a prepararmi anche in soli 30 minuti, con una doccia veloce, uno chignon disordinato e una semplice tuta. Daniel aveva ragione, non dovevo mettermi in ghingheri in una situazione così, dovevo solo sentirmi a mio agio con me stessa, e tutto sarebbe andato bene.
Ci ritrovammo con i genitori di Daniel nel giardino esterno, dove Grace aveva apparecchiato e Joe stava preparando della carne alla griglia. Il sole era ancora abbastanza alto, la temperatura invece era un po' scesa grazie ad un leggero venticello, si stava davvero bene e non avrei voluto trovarmi in nessun altro posto in quel momento.
A un certo punto un gridolino distrasse le mie chiacchere con la mamma di Daniel e vidi un piccolo nanerottolo correre addosso a Daniel, che lui prontamente prese e tirò in aria, facendolo ridere "Daniel non combinare guai" urlò un'altra voce da lontano e appena mi girai vidi la sorella di Daniel con il suo compagno avvicinarsi a noi "tu devi essere Josephine" disse sorridendo e porgendomi la mano "Piacere, Michelle" aggiunse poi mentre ricambiavo il saluto. Daniel si avvicinò con in braccio il bambino e appena mi vide "tu sei la moglie di zio!" esclamò puntandomi un dito addosso facendomi ridacchiare "ei piccoletto, così la spaventi, poi così non accetterà mai di diventare mia moglie" dice Daniel punzecchiando il bambino mentre se la ridono facendo fare però qualche capriola al mio cuore.
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Faithfully | Daniel Ricciardo
Fanfic||Daniel Ricciardo|| Quando due mondi all'apparenza completamente diversi ma in realtà molto simili si incrociano, mettendo a dura prova la forza e la fiducia dell'amore. © tutti i diritti riservati @-nams-
