38.0

521 17 0
                                        

Daniel's point of view

Il martedì mattina atterrammo a Monaco dopo un volo notturno in cui entrambi dormimmo tutto il tempo, distrutti dal weekend appena passato. 

Appena entriamo in casa Jos sorride e io la guardo con sospetto "sei felice di essere tornata qui?" domando dopo qualche attimo, quasi incerto, facendo allargare ancora di più il suo sorriso mentre annuisce "ho dei bei ricordi" dice solo mentre sistema la valigia accanto all'entrata mentre io mi guardo intorno rivivendo dentro la mia testa sia i momenti passati con lei che quelli passati completamente solo "è molto più bello stare qui quando ci sei pure tu" dico dopo qualche attimo posando nuovamente lo sguardo su di lei, che sorride, per poi venire verso di me ed abbracciarmi. 
La stringo a me con forza, come se potesse scappare da un momento all'altro, lasciandole un bacio sui capelli, per poi sospirare "vorrei che fosse così tutti i giorni" dico poi, quasi con un tono triste, facendo sospirare pure lei "lo so Daniel" dice con una punta di agitazione, che non passa inosservata al mio orecchio, per poi scostarmi dal suo corpo per guardarla "cosa c'è che non va? Sono già diversi giorni che ti vedo agitata" dico con la preoccupazione che pervade il mio corpo. Era tutto il weekend che cercava di nascondere il suo nervosismo, all'inizio pensavo fosse un po' per il compleanno e un po' per la gara, ma capii dopo poco dai suoi sguardi che dentro la sua testa si mischiavano mille preoccupazioni, dovute da non so cosa, che rendevano di conseguenza me preoccupato, un po' per la paura che si trattasse di me. 

Mi ero spinto troppo oltre dandole l'anello? Ero stato fin troppo avventato ad invitare suo fratello? L'avevo messa in imbarazzo? Si era stancata di me

Soprattutto l'ultima domanda si faceva sempre più spazio dentro la mia testa, quasi dandomi il voltastomaco, e dentro di me non ero nemmeno sicuro di voler sapere quello che Jos pensava, perchè avevo davvero paura che tutto potesse finire da un momento all'altro. 
"Sono più di 10 anni che faccio questo lavoro" dice lei confondendomi ancora di più, e la mia faccia ne è la prova, "potrei... tornare in Europa a vivere" dice quasi sussurrando guardandomi negli occhi e lasciandomi sorpreso da questa affermazione, tanto che non riesco a proferire parola, per questo lei continua a parlare "al livello che sono non avrei problemi a trasferirmi qua, ma dovrei lasciare la mia casa, i miei amici, le mie abitudini" dice lei stringendo le spalle, quasi come a mettere una corazza "hai paura" riesco a dire soltanto e lei annuisce "Oliver è cresciuto tantissimo, e io non c'ero" aggiunge poi mentre i suoi occhi si fanno lucidi e abbassa la testa, concentrando il suo sguardo sul pavimento. 
Dentro di me stavo cercando di elaborare tutto quello che mi aveva detto, ovviamente da una parte urlavo di gioia al pensiero che Jos si potesse trasferire qua, vicino a me o addirittura con me, e da una parte riuscivo finalmente a capire tutto quello che le era passato per la testa in questi giorni e mi rendevo conto che non era affatto facile per lei prendere una decisione, e mi ricordava molto me qualche mese prima. 
"A New York ho tutto ma non le cose più importanti, la mia famiglia..." dice per poi alzare lo sguardo su di me ".. e te" aggiunge poi fissando il suo sguardo nel mio con gli occhi gonfi e colmi di lacrime e non riesco a dire niente se non avvicinarmi a lei e abbracciarla e finalmente lei riesce a scaricare tutta la tensione dei giorni precedenti in un pianto, mentre il mio cuore si stringe, come una spugna che viene strizzata per far uscire tutta l'acqua, e vorrei solo riuscire ad assorbire io tutto il suo dolore. 
"Non devi lasciare tutto per forza, puoi tenere la tua casa per il momento e ... venire a stare qui per un po'" riesco a dire dopo qualche attimo, quando i suoi singhiozzi si sono calmati e lei alza la testa verso di me "non credi sarebbe troppo avventato?" domanda mentre prende un fazzoletto e si asciuga il viso "alla fine stiamo insieme da poco" aggiunge poi guardandomi negli occhi "ma tu lo vorresti?" domando io poggiando la mia mano sul suo fianco e guardandola negli occhi sentendo il mio cuore accelerare "si ma.." inizia lei quasi sussurrando prima che io la fermi per baciarla, per liberare tutte le preoccupazioni che avevo avuto nei giorni seguenti. 
Vederla nervosa non aveva fatto altro che alimentare il pensiero che volesse solo lasciarmi e mi ero reso davvero conto di cosa stava succedendo a me, a noi, solo in quel momento, con quello che ci eravamo appena detti. 
Stavamo insieme da poco, anzi pochissimo per come entrambi eravamo fatti e per come la pensavano riguardo le relazioni, ma era tutto talmente intenso e giusto che non mi pentivo nemmeno un attimo di come le cose andavano velocemente tra di noi. 
Arrivare quasi a perderla una volta per una delle mie cazzate, pensare di star per perderla di nuovo, mi aveva fatto capire che in tutte le relazioni passate non avevo mai provato il vero amore, perchè non mi ero mai sentito così, e se era vero che ci si innamorava per davvero una sola volta nella vita, avrei fatto di tutto per non perderla. 
"Voglio vivere con te, non mi interessa se stiamo insieme da poco, io ti amo e penso che questo conti più di tutto il resto" dico io con convinzione guardandola negli occhi mentre lei fa un piccolo sorriso. Appoggio la mia fronte sulla sua ed entrambi chiudiamo gli occhi "dimmi che lo vuoi anche tu e questa sarà casa nostra" sussurro sulle sue labbra "non sarà semplice Ricciardo, vivere insieme è diverso dal non vedersi per settimane e poi starne insieme una, nella realtà sono una rompipalle" sussurra lei con una punta di preoccupazione e di divertimento "non vedo l'ora di farmi rompere le palle da te" dico io ridacchiando, seguito da lei, che poi lascia un lieve bacio sulle mie labbra. 

Lo presi come un si, e il mio cuore stava letteralmente esplodendo dentro il mio petto, e la mia mente era in totale confusione. Ero consapevole che non sarebbe stato semplice, ero abituato a vivere da solo almeno da 10 anni, ma sapevo anche che le cose nella mia vita stavano cambiando, che ormai stavo crescendo e i miei desideri, le mie priorità, i miei pensieri crescevano insieme a me. 


Agosto 2019 - 4 mesi dopo

Il trasferimento di Josephine in Europa ovviamente non fu immediato, ci volle qualche mese, ma fui davvero contento di questa decisione quando puntualmente tornavo a casa da un Gran Premio andato malissimo, visto che ormai era la norma, e potevo stare tra le sue braccia. 
Ovviamente non era tutto rose e fiori, litigavamo spesso per cavolate visto che lei era molto precisa, teneva sempre tutto in ordine, ed io ero abituato a lasciare sempre una mega confusione all'interno della casa, e molte volte anche non volendo riversavo la mia frustrazione ed agitazione per le gare andate male su di lei, ma piano piano stavamo trovando il nostro equilibrio. 
In realtà ai nostri genitori non avevamo detto esplicitamente che vivevamo insieme, ma quando arrivammo in Australia dai miei durante la pausa estiva sapevo che prima o poi mi toccava tirare fuori tutto. 

Josephine stava aiutando mamma a cucinare, mentre io ero seduto sullo sgabello della penisola smanettando al cellulare, quando mia mamma se ne esce con "oh tesoro, che bell'anello" prendendo la mano sinistra della mia ragazza e io alzo subito la testa nella loro direzione "me lo ha regalato Daniel" risponde Jos con un pizzico di imbarazzo e un sorriso, mentre mia mamma gira la testa verso di me sorridendo, e ampliando sempre di più il suo sorriso, mentre passa lo sguardo da me a Jos in modo ripetuto risultando, secondo me, spaventosa "allora è ufficiale" dice lei sorridendo sempre di più e guardo un attimo Josephine prima di sganciare la bomba con nonchalance "viviamo insieme, più ufficiale di così" dico io facendo spalancare la bocca a mia mamma e colorare di rosso le guance della mia ragazza mentre mio padre se la ride dal divano "ma dobbiamo festeggiare allora" dice mia mamma andando verso il frigo per prendere una bottiglia di spumante mentre io scuoto la testa divertito "non pensavo mio figlio si potesse mai mettere la testa a posto" continua mia mamma venendo verso l'isola della cucina, dove io ero seduto e dove si era messa anche Jos, con la bottiglia in mano "Joe muoviti vieni qua!" esclama mia mamma riferendosi a mio padre che era sempre sul divano e, quando arriva accanto a me, mi da una pacca sulla spalla "bravi" dice soltanto facendomi ridere e alzare gli occhi al cielo a mia mamma "perchè non ce l'avete detto prima?" domanda mia mamma dopo un po' porgendo a tutti un calice "non è molto, ci è voluto un po', dovevo sistemare un po' di cose a lavoro" dice la mia ragazza sorridendo e sedendosi accanto a me "sono troppo felice" dice mia mamma con fare teatrale facendo ridacchiare tutti. 

Piano piano stavamo trovando il nostro equilibrio

Faithfully | Daniel RicciardoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora