2. Imposizione

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Le palpitazioni di Naruto aumentano a dismisura, sente il petto dell'altro a contatto con la sua schiena e si sposta più in avanti attaccandosi alla porta. E soprattutto nasconde il suo viso rosso, accaldato per così poco, che nemmeno lui stesso riesce a comprendere come sia possibile stare così per una cosa del genere.

Naruto: Cosa dovrei rispondere? È una domanda senza senso.

Sasuke si adira ancora di più, lo afferra per una spalla e lo fa voltare di forza spingendolo con la schiena contro il legno. Il più piccolo cerca di nascondere ancora il suo stato abbassando la testa ma l'altro glie la solleva prendendolo sotto il mento per farsi guardare in faccia.
Avverte un senso di stupore che assolutamente non mostra, piuttosto fa un piccolissimo sorrisetto maligno e si avvicina di più al novello, il volto a pochi centimetri dal suo, per verificare quella strana reazione.
Naruto si sente mancare l'aria, non capisce cosa stia succedendo e perché provi delle forti emozioni in una situazione delicata come questa. Solo l'essere avvicinato da lui lo ha mandato in completa confusione.

Sasuke: Porta rispetto, microbo!

Naruto: Fottiti!

Risponde a denti stretti, d'istinto, non pensando minimamente alle immediatamente conseguenze che lo portano a rannicchiarsi per terra con le braccia strette sull'addome. Quell'infame gli ha dato un pugno dritto nello stomaco senza alcuno scrupolo. Ed adesso, chinato sopra di lui, lo afferra per i capelli guardandolo come se volesse ammazzarlo.

Sasuke: Hai scelto il giorno sbagliato per farmi perdere la pazienza.

Naruto: Io non...ti conosco. Gli altri lo sapranno, ma non io, non potevo immaginare che dai in escandescenza per una semplice constatazione.

Sasuke si blocca a quelle parole e molla la presa sulla sua testa. Prende un respiro profondo chiedendosi effettivamente cosa stia facendo, non che provi rimorso o puttanate simili, sia chiaro, ma in effetti questo ragazzo non gli ha fatto nulla di tanto grave.

Sasuke: Come ti chiami?

Naruto: Na...Naruto Uzumaki.

Sasuke: Io sono Sasuke Uchiha. Dato che ora sai bene che mi incazzo facilmente, in futuro evita di rompere il cazzo con le tue constatazioni.

Il biondo annuisce tirandosi seduto a fatica, non sembrava a prima vista ma il tizio davanti a lui è davvero forte fisicamente. Altra caratteristica che lo fa impazzire in un ragazzo insomma...ma quanto può essere masochista? Sentirsi ogni secondo di più attratto da Sasuke è da pazzi, ne è pienamente cosciente. "Perciò sono un pazzo masochista ora...di bene in meglio insomma. Non mi piacciono gli stronzi ma i bastardi violenti, forse devo farmi vedere da uno davvero bravo."
Lo guarda senza rendersene conto e gli viene un forte impulso di creare un qualsiasi contatto fisico, un impulso che reprime con tutte le sue forze realizzando di poter incorrere in seri rischi.

Sasuke: Cosa c'è ora? Non dirmi che ti piaccio.

Naruto: Come?

Sasuke: Ti sei eccitato come un verginello.

Spalanca gli occhi azzurri per poi guardare in basso e constatare che, in effetti, i suoi pantaloni sono fin troppo tirati in quel punto. "Ora sono davvero morto! Dannato corpo traditore! Cosa mi invento adesso?" E mentre si sforza di pensare, di trovare una scusa qualsiasi, Sasuke si avvicina sempre di più a lui arrivando con le labbra vicino al suo orecchio.

Sasuke: Vuoi essere scopato per caso?

La sua mente perde improvvisamente ogni accenno di razionalità nell'udire quella voce suadente che cerca di indurlo in tentazione. Sta quasi per cedere quando sente la porta dietro di lui che viene spinta da fuori.

Kiba: Naruto sei qui? Stai bene?

Naruto: Si, ho un po' di mal di stomaco. Tra qualche minuto torno in classe.

Kiba: Non è meglio che ti accompagno in infermeria?

Naruto: Non è così grave, tra poco passa.

Kiba: Va bene.

Grazie al suo compagno di classe che è venuto a cercarlo, Naruto si riprende dallo stato di trance e si rialza da terra per andarsene di lì il prima possibile. Deve stare alla larga da Sasuke, è troppo pericoloso e lui non vuole ritrovarsi in qualche guaio cascando nei suoi tranelli.
Ma il corvino non sembra dello stesso avviso e lo blocca nuovamente contro la porta, questa volta con tutto il suo corpo.

Sasuke: Rispondimi!

Naruto: No, non voglio. Ok?

Sasuke: Peggio per te...

Lo lascia finalmente andare e torna ad affacciarsi alla finestra accendendosi un'altra sigaretta. Ha ancora una buona mezz'ora libera ed in più ora si sente anche frustrato.
Non gli sarebbe dispiaciuto farsi quel biondino, ha qualcosa che lo intriga...deve trovare un modo per portarselo a letto il prima possibile. Vuole che sia lui stesso a chiederglielo, Sasuke Uchiha non corre dietro a nessuno e Naruto deve tassativamente desiderarlo fino a prostrarsi. Non sarà tanto difficile, già ci è andato vicino e non fosse stato per quella maledetta interruzione il novellino avrebbe ceduto subito.
Dopo soli dieci minuti di riflessione ha già un piano, scorretto ma efficace, non gli interessa il come fare ma solo l'ottenere ciò che vuole.

Finite le lezioni attende il biondo fuori dalla scuola, lo vede entrare nel parco di fronte e lo segue per affiancarlo poi quando non li può vedere nessuno.

Sasuke: Qualcuno sa che sei frocio?

Naruto: Ma cosa...? Come ti permetti?! E comunque no, non vado a spiattellarlo in giro.

Sasuke: Non vuoi che si sappia?

Naruto: Si può sapere che cosa te ne frega?

Sasuke: A me niente. Sei tu che devi dirmi se vuoi che resti un segreto.

Naruto: Mi pare ovvio.

Sasuke: Bene. Fatti scopare e non lo saprà nessuno.

Naruto si blocca sul tragitto, incredulo, shockato, incapace di dare un senso a ciò che gli sta succedendo. Andare a letto con Sasuke perché mantenga la sua privacy?

Naruto: Che razza di ricatto è questo?!

Sasuke: Dovresti esserne contento, sai quanti vorrebbero essere al tuo posto?

"Che maledetto! Ma perché non mi sono fatto gli affaracci miei stamattina al bagno?! Tutto questo solo per aver aperto bocca..." Cosa fare? Accettare e donargli così la sua prima volta? Oppure rischiare di essere preso di mira da quasi tutta la scuola? Nessuna delle due opzioni è proprio allettante. È un bivio in cui si perde in partenza, senza possibilità di riscatto.

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