28. Nervosismi

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È passata solo una settimana, Naruto è tornato a scuola ma deve stare ancora molto attento ad ogni movimento. Si sta annoiando a restare sempre seduto anche durante le pause, e soprattutto in ricreazione, però non può fare altrimenti se non vuole fare incazzare di nuovo Tsunade come tre giorni fa, quando si è fatto saltare quasi metà dei punti solo per essere caduto sbadatamente nel tentare di cambiare una misera lampadina in camera. Nemmeno è colpa sua poi se la sedia sulla quale è salito non ha retto e lui ha perso l'equilibrio non appena l'ha sentita cedere...il bello è che la sedia si è comunque salvata con solo una gamba appena incrinata.

Gaara: Come stai? Ho saputo cosa è successo...

Alza lo sguardo verso il rosso di fronte a lui, in piedi al di là del suo banco. Il suo volto è ancora un po' livido dal famoso pugno che gli ha mollato, per usare tutta quella forza, quel giorno, era evidentemente esaurito dalla rabbia.

Naruto: Hai un bel coraggio a venirmelo a chiedere.

Gaara: Mi sono solo preoccupato dato che hai rischiato grosso, non voglio che ti accada nulla.

Naruto: Beh, ha fatto meno male di quello che mi hai fatto tu.

Gaara: Mi dispiace...non volevo ferire te...

Naruto: Dovevi pensarci prima di drogare il mio ragazzo allora. Come credevi che l'avrei presa?!

Il rosso gira la sedia del banco davanti per accomodarsi di fronte a lui, appoggia le braccia sulla superficie di legno guardandolo negli occhi con tutta la calma che riesce a mantenere. Purtroppo il suo odio per l'Uchiha non ha intenzione di scemare e di conseguenza, da quel lato, non ha un minimo accenno di risentimento, nessun senso di colpa. Ciò che lo colpisce sono unicamente i sentimenti di Naruto in merito.

Gaara: Doveva andare diversamente.

Naruto: Guarda, che non posso muovermi in questo momento non significa che prima o poi non ti spaccheró qualcos'altro!

Gaara: Dipende da cosa.

Il biondo ci mette qualche istante a realizzare la risposta, poi, non volendo, gli balza alla mente l'immagine poco casta a cui l'altro allude e diventa rosso come un peperone.

Naruto: N-nei t-tuoi sogni...

Gaara: Lì ti ho sempre.

Naruto stringe i denti imbarazzato ed altamente innervosito dalla sfacciataggine del suo interlocutore. Sta approfittando del fatto che lui non può reagire, vorrebbe vedere se avendo modo di pestarlo a sangue parlerebbe ugualmente così.
Poi vede entrare Sasuke nella sua classe e viene letteralmente assalito dal panico per via dell'espressione omicida che quest'ultimo rivolte al rosso. Avrebbe preferito un po' di sostegno che lo facesse sentire sollevato ma sa di non poter aspettarsi che il corvino agisca in modo calmo e diplomatico, difatti Gaara non ha nemmeno il tempo di alzarsi dalla sedia che si trova afferrato per il colletto e reagisce subito contro il suo aggressore.

Il biondo, impossibilitato nell'intervenire, prende il cellulare e chiama subito Shikamaru che interviene il prima possibile con alcuni compagni riuscendo faticosamente a separare i due.
Nell'arco di quei pochissimi minuti che antecedevano, però, sono riusciti a picchiarsi già abbastanza da ferirsi a vicenda. Gaara sputa del sangue a terra pulendosi poi con il dorso della mano il labbro spaccato, si scrolla di dosso coloro che lo tenevano fermo ed esce dall'aula come se nulla fosse mentre Sasuke viene costretto a sedersi ed a calmarsi.

Shikamaru: Insomma...cosa devo fare con voi tre??

Naruto: Guarda che è il tuo amico che è venuto quí ad importunarmi.

Shikamaru: Lo immagino. So quanto sappia essere irritante ma dovete cercare di evitare di dare subito in escandescenza.

Sasuke: Irritante?! Dopo quello che ha fatto l'ultima volta direi che è un criminale!

Shikamaru: Devo sapere chi ha iniziato questa rissa.

Sasuke: ...io.

Nara annuisce per poi lasciare la classe insieme ai suoi compagni, esce dalla porta e si trascina dietro Gaara con un'aria più scocciata del solito.
Intanto Naruto, sospirando, prende un fazzoletto per pulire il sangue colato dal sopracciglio leso di Sasuke, lo fa restando in completo silenzio sapendo di non poter confidargli la loro conversazione facendolo così incazzare ulteriormente col rosso.
Il corvino lo tira a sé e lo bacia violando subito la sua bocca, non gli è affatto facile restare calmo in questi giorni ed in più doveva aggiungersi quell'infame a peggiorargli l'umore.

Sasuke: Sto impazzendo dalla voglia di averti.

Naruto: Lo so...ma ancora non posso...

Senza aggiungere altro Sasuke si alza per tornare nella sua classe, non è ancora finita la pausa, anche se manca davvero poco, e Naruto ci resta alquanto male. Può anche comprendere che lo faccia per trattenersi, che non voglia al momento stargli troppo vicino per non essere continuamente tentato, però vorrebbe che almeno lo dicesse e non si comportasse così facendolo sentire un peso.

Va avanti così da tutta la settimana, è passato da lui ogni giorno ma solo per pochi minuti, non riusciva a stare neanche mezz'ora in sua compagnia. Pensare che quando ne avevano parlato con Itachi in clinica sembrava che Sasuke avesse intenzione di occuparsi un po' di lui e stargli più vicino, aveva avuto l'impressione che iniziasse a tenere un po' a lui ed invece, come quando lo ha conosciuto, l'unica cosa che gli interessa resta solo il suo corpo. E questo non lo ha mai negato, anzi a volte lo ribadisce ancora.

Kiba: Cos'è quel muso? Dai che presto sarai guarito.

Si gira verso il suo amico appena risedutosi accanto a lui, lo guarda senza cambiare espressione, sentendosi vuoto ed in parte deluso per via di aspettative che non voleva avere ma, infondo, ci sperava nonostante razionalmente si era imposto di non crearsene.

Naruto: Inizio a stancarmi di sentirmi solo usato.

Kiba: Era scontato che prima o poi sarebbe successo. Te l'ho detto, non puoi adattarti ad una relazione come questa se sei una persona sensibile, non ti basta.

Naruto: Dici che dovrei lasciarlo?

Kiba: Secondo me si. Però devi esserne convinto, e soprattutto una volta che lo hai deciso non tornare indietro, non cambierebbe nulla e staresti peggio di prima.

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