30. Timore

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Non ha cenato e non è uscito un istante dalla sua stanza, chiuso dentro a chiave, da quando lei è rientrata. Tsunade vorrebbe sapere cosa gli stia succedendo ma lui risponde solo a monosillabi da dietro quella dannata porta negando qualsiasi sua ipotesi.

Tsunade: Ok, se non me lo dici tu vorrà dire che chiamerò Sasuke!

Il ragazzo apre la porta immediatamente ed impanicato le toglie il cellulare dalle mani guardandola con disperazione.

Naruto: Non farlo! Quello mi ammazza...

Tsunade: Ma che stai dicendo? Se avete litigato risolverete. Capita di dire qualcosa di cattivo o minaccioso quando si discute con rabbia ma non devi prendere tutto alla lettera.

Naruto: Lui è...estremamente possessivo e dominante, si altera per tutto.

Stava per dirle "violento" ma si è fermato in tempo, anche se, per come ha cambiato la frase, non può rendere bene l'idea di come si sente.
Si appoggia col fianco e la testa allo stipite della porta, è esausto, stanco di pensare a Sasuke ed alle possibili conseguenze che deriveranno dall'averlo lasciato. Ha passato l'intero pomeriggio ad immaginare il peggio.

Tsunade: Perciò? Ti ha fatto una scenata di gelosia?

Naruto: No...più o meno ma non a me, ha bisticciato di nuovo con Gaara che era venuto in classe a vedere come stavo. Ma non è questo che mi ha stranito...è che mi sento più solo di quando non avevo nessuno.

Tsunade: E lui non vuole capirlo?

Naruto: A lui non interessa proprio. I miei problemi sono solo miei e me li devo gestire da me.

Tsunade: Questo non mi sembra proprio il modo di comportarsi in una relazione.

Naruto: No, infatti l'ho lasciato...

Rientra dentro la stanza andando a sdraiarsi sul letto. Il suo cellulare, messo silenzioso e buttato a caso sul materasso, vibra e lampeggia imperterrito da un po' ma non ha voglia di guardarlo né di sentire nessuno.

Tsunade accosta la sua porta e va in cucina per bersi qualcosa. È certa che Naruto le nasconda molto di più, ma se non ne vuole parlare non può forzarlo.
Suona il citofono, nota che è quasi mezzanotte e va ad aprire pensando possa essere Shizune che vuole sfogarsi sull'ennesimo appuntamento andato male, ma non è lei quella che si trova davanti.

Tsunade: Cosa ci fai quí a quest'ora??

Sasuke: Devo parlare con Naruto.

Tsunade: Non penso che lui abbia voglia di vederti in questo momento.

Sasuke: Lo immagino. Ma non me ne andrò da quí finché non mi avrà ascoltato, a costo di passare la notte sul pianerottolo.

Tsunade: Prima spiegami perché ha paura di te, poi deciderò.

Sasuke: Non credo che abbia paura, al massimo si sentirà insicuro ed è questo che voglio chiarire con lui.

La donna si fa da parte lasciandolo entrare, richiude la porta e torna in cucina al suo drink.
Si augura di aver fatto la scelta giusta, che quei due riescano a comprendersi l'un l'altro e risolvano la loro situazione. Anche senza saperne i dettagli è consapevole che il rapporto tra i due non sia dei migliori e che gli sbalzi d'umore di Naruto da quando è entrato nella sua scuola siano opera di Sasuke, ma ha preferito non intromettersi troppo, sperando che se ci fosse stato un problema estremamente serio il suo figlioccio le avrebbe chiesto aiuto.

l'Uchiha fa un profondo sospiro davanti alla stanza di Naruto, poi entra con calma e lo vede rannicchiato sul fianco di spalle. Si avvicina e, con pacatezza, si sdraia dietro di lui abbracciandolo intorno ala vita.
L'altro, realizzato che non si tratta di Tsunade, resta in un primo momento pietrificato, poi si volta e comincia ad agitarsi tentando di liberarsi.

Sasuke: Calmo, o ti si riapre la ferita.

Naruto: Perché sei quí? Cosa non ti è chiaro di quello che ho detto?!

Sasuke: È tutto chiarissimo...solo che non mi interessa.

Naruto: Santo cielo! Non sono di tua proprietà, non puoi decidere per me.

Sasuke: Non lo faccio. È per me stesso che decido, perché sto bene con te e non ho intenzione di perderti.

Il biondo si calma di colpo, si gira sul fianco opposto a prima e si mette più comodo tra le sue braccia guardandolo in faccia. Trova uno sguardo diverso in quegli occhi neri, un misto tra dolcezza e determinazione, inizia a sentire una forte emozione mai provata con lui che lo spinge a baciare le sue labbra con la voglia di esternare tutti i propri sentimenti sin ora repressi.
Si sposta su di lui, approfondisce il bacio infilando la lingua nella sua bocca e scorre le mani lungo il suo torace desideroso di ogni contatto possibile.

Sasuke: Mmmh...amore non provocarmi, non posso saltarti addosso.

Naruto: C-come m-mi hai chiamato...?

Sasuke: Mh?

Naruto: Mh cosa? M-mi hai chiamato a-amore...

Sasuke: No, non penso proprio. Avrai sentito male.

Il corvino guarda altrove sforzandosi di occultare l'imbarazzo, non sa come gli sia uscita una cosa del genere e non ammetterà di averla detta. Torna poi con lo sguardo su Naruto che gli sta sorridendo con una faccia da ebete, gli afferra il naso spingendolo a spostarsi sull'altro lato del letto ed ignorando le sue lamentele.

Naruto: Non devi mica vergognarti.

Sasuke: Falla finita!

Ribatte innervosito restando sdraiato sul fianco di fronte a lui con le braccia incrociate al petto.
Temeva di doversi preoccupare solo dei sentimenti di Naruto, di non farlo innamorare di sé per evitare di ferirlo se si fosse stancato di lui...invece è proprio il biondo che lo ha catturato alla fine, ha intrappolato il suo cuore senza che se ne accorgesse. Gli ci vorrà un po' per accettarlo, non è certo entusiasta di essersi ritrovato sopraffatto da tali sentimenti, di essersi realmente legato all'altro.

Naruto: Resti quí?

Sasuke: Ovvio. Dormi che è tardi...

Naruto: Posso...stare tra le tue braccia come prima?

Sasuke sospira dandogli del cretino per la domanda, bastava che ci si mettesse da solo, senza chiedere inutilmente.
Il biondo, offeso, mette il broncio e lui, senza discutere oltre, lo abbraccia, tenendolo poi stretto a sé per tutta la notte.

La trappola del cuoreLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora