13. Realtà

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Naruto si rannicchia sul fianco dando le spalle al ragazzo sdraiatosi accanto a lui per riprendersi dopo l'amplesso. Sta morendo dalla vergogna per quella telefonata, non riuscirà più a guardare in faccia Gaara d'ora in poi.
"Ma perché Sasuke fa così? Perché deve rovinarmi la vita? Mi violenta, mi ferisce, mi umilia, e pretende che io me ne stia buono ed a sua disposizione a priori."
Gli scende qualche lacrima, cerca di essere silenzioso ma un singhiozzo lo tradisce. Poi sente il braccio dell'altro avvolgergli la vita ed il suo petto poggiarsi contro la schiena.

Sasuke: Era mio fratello quello che mi ha chiamato la settimana scorsa. Accontentati perché non ti dirò altro.

Naruto: E credi che questo mi faccia dimenticare la telefonata di prima?

Sasuke: Di quella non mi frega niente, Sabaku non deve starti intorno.

Naruto: Lui mi rende felice a differenza tua.

Sasuke: Certo, finché deve conquistarti. Io sono vero invece, lo sono stato da subito senza false moine per abbindolarti.

Il biondo si volta a guardarlo incuriosito dal suo discorso, in effetti quanti si mostrano totalmente dediti a chi gli piace i primi tempi?
Il corteggiamento è la fase iniziale, quella dove tutto è rose e fiori, dove chi fa la prima mossa fa di tutto per apparire perfetto agli occhi dell'altro. Ed il corteggiato si sente il centro del mondo finché non scatta l'innamoramento per quella persona, e poi tutto cambia, si resta insieme convinti di amarsi oppure ci si lascia. Perché quello non è amore per l'altra persona, ma ciò che si ama veramente è l'idea di rivivere quel paradiso passato all'inizio della relazione.
Realizzando questo concetto Naruto scoppia a piangere, comprende che la realtà è più dura di ciò che si crede, di quello che ti raccontano le fiabe e i film.

Sasuke: Cosa c'è ora?

Naruto: Hai ragione...ho capito cosa...vuoi dirmi...

Sasuke: E c'è bisogno di piangere per questo?

Lo fa voltare verso di lui stringendolo tra le braccia. Che il biondo fosse un po' ingenuo lo aveva già capito, solo non pensava così tanto.
Gli accarezza la schiena lasciandolo sfogare, non pensa sia solo questo che lo ha fatto diventare una fontana senza freni. Ricorda le parole di Nara, ha avuto un lutto di recente, perciò deve essere ancora abbastanza fragile. Starà elaborando troppe cose tutte insieme.

Sasuke: Senti. Se pensi di stare più tranquillo avendo una relazione...per me va bene. Ma non voglio più vederti dare corda ad altri ragazzi.

Naruto: Non devi farlo per me.

Sasuke: Non mi costa nulla, tanto il mio interesse è solo per te. Perciò non vedo perché non dovremmo stare insieme.

Naruto: Stai cercando un modo carino per dirmi che ti piace scoparmi?

Sasuke: Si, non voglio mentirti.

Naruto: Va bene. E lo preferisco che sei sincero.

Sasuke: Ottimo. Comunque non metterti più quei jeans se non in mia presenza.

Naruto: Quanto sei rompipalle però!

Sasuke: Ti ci dovrai abituare.

Gli da un bacio sulle labbra e si alza dal letto rivestendosi. Nota che l'altro lo fissa imbambolato e gli viene un po' da ridere, alle volte gli sembra un bambino alle prese con un nuovo giocattolo.

Sasuke: Vestiti dai. Ti porto a prendere un gelato.

Naruto: Eh? Davvero?

Sasuke: Basta che non ci fai l'abitudine. Muoviti.

Egli si precipita al bagno per ripulirsi e poi si mette il pantalone di una tuta al volo, pronto ad uscire in soli tre minuti.
Sasuke non mostra nulla ma dentro è quasi sconcertato dalla velocità dell'altro, quando vuole qualcosa è un razzo.

Tornato a casa sua Gaara telefona subito a Shikamaru per aggiornarlo sulla situazione.
Mentre attende che risponda al telefono sistema i libri scolastici sulla scrivania, tanto per fare qualcosa.

Shikamaru: Dimmi Gaara, cosa succede?

Gaara: Avevi ragione, è Uchiha che si incontra con Naruto.

Shikamaru: Si incontra in che senso?

Gaara: Fanno sesso. Non chiedermi come l'ho saputo, sono ancora shockato.

Shikamaru: Ma Naruto è consenziente?

Gaara: Credo proprio di si.

Shikamaru: Allora non c'è niente da fare, se la cosa è consensuale sono affari suoi. Dirò alla preside che non ha di cui preoccuparsi.

Gaara: Capito. Peccato però, iniziava a piacermi quel ragazzo.

Shikamaru: Non metterti a fare casini per questo, mi raccomando.

Gaara: Cercherò di evitare.

Riaggancia il telefono, cerca di calmarsi. Non è facile, Uchiha è davvero un bastardo...sbattergli in faccia la cosa in quel modo è veramente da stronzi, e lui non lo tollera. Non ha la minima decenza quel ragazzo.
Poteva benissimo risolvere parlando con lui invece di usare una tale bassezza, lo faceva un po' più serio ma a quanto pare si sbagliava.
Decide che è meglio non pensarci più, non gli va di restare incazzato per il resto della giornata, e si concentra solo ed unicamente sullo studio lasciando stare tutto il resto.

La sera stessa, intorno alle sette, Naruto rientra di buonumore e va subito a salutare Tsunade che sta cucinando.
Si può ritenere contento, Sasuke lo ha anche riaccompagnato dandogli un bacio davanti al portone quando lo ha salutato. E lui è rimasto un po' lì, imbambolato, a guardarlo andar via prima di ridestarsi e salire a casa.

Tsunade: Sei uscito di nuovo con Gaara?

Naruto: No. Doveva passare ma poi ci sono stati dei contrattempi.

Tsunade: E con chi stavi in giro? Spero non da solo.

Naruto: Ho preso un gelato con quello della classe accanto alla mia, Uchiha.

Tsunade: Strano, lui è molto solitario in genere. Si vede che gli sei simpatico.

Naruto: Non so, non parla molto.

Tsunade: Si trova in un periodo molto delicato, posso capire che non ha tanta voglia di socializzare.

Naruto: Cioè? Tu sai cosa sta passando?

Tsunade: È chiaro che lo io lo sappia, pensi che altrimenti gli permetterei di fare tutte quelle assenze?

Naruto: Era solo una settimana.

Tsunade: Non te l'hanno detto a scuola? Si assenta mediamente una settimana al mese. Fino allo scorso anno erano due, ma ora le cose sono un po' diverse ed inoltre ha gli esami a fine anno.

Naruto: Perché così tanto?

Tsunade: Non posso dirti altro Naruto. Sappi solo che non vuole assolutamente che gli si chieda nulla, diventa suscettibile.

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