CALITOLO 20: LITIGIO DOLOROSO

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Il sole scaldava quella giornata di fine agosto, rendendola perfetta per andare al mare con la migliore amica.


Ginevra e Jamila si erano messe d'accordo di vedersi per le quattro sotto la casa di quest'ultima. Quando Ginevra arrivò, Jamila la aspettava al cancello.


"Ciao Jamie."


"Ciao Ginny."


"Sei in anticipo. Di solito non sei mai in anticipo." osservò mentre percorrevano la via.


"Già. Questa volta ho trovato subito il burkini che volevo mettere, così ci ho messo meno a prepararmi."


"Ah, giusto. Non vieni al mare se non hai il burkini perfetto."


Jamila scosse la testa e guardò da un'altra parte.


Arrivarono in spiaggia e stesero i teli sulla sabbia.


Dopo aver messo la crema solare si buttarono in acqua e ci rimasero un quarto d'ora buono a scherzare. Ci sarebbe rimasta ancora un'ora se qualcosa non avesse sconvolto la sua mente. Una visione. Jonathan, leggermente sfuocato, era al parco. Ma non era da solo: stava litigando con qualcuno. Anche se quel qualcuno non si vedeva perfettamente, sapeva chi fosse. I due stavano litigando sempre più animatamente. Presto sarebbero passati alle mani: la rabbia di Jonathan era chiara.


Ginevra corse verso la riva e senza nemmeno asciugarsi si mise in fretta e furia la maglietta e i pantaloncini. Indossò anche le scarpe infilando i lacci sotto l piedi. Jamila scrutò l'amica con un'espressione tra il perplesso e il preoccupato.


"Ginny, che fai?"


"Jonathan." disse senza dare spiegazioni, e corse via.


"Ginny..."


"Te lo spiegherò più tardi." urlò quando ormai aveva percorso qualche metro.


Corse cercando di fare attenzione alla visione e alla strada. Era difficile fare le due cose contemporaneamente: rischiò di finire addosso a un paio di signore mentre osservava Erik e Jonathan che cominciavano a spintonarsi. Erano entrambi arrabbiati, ma riusciva a osservare in modo più chiaro l'ira del fidanzato. Era così concentrata su quello che succedeva nella sua mente e alla strada che non si accorse della farfalla nera di fronte a lei.


Le facevano male le gambe e le mancava il fiato, ma non doveva fermarsi. Non poteva permettersi quell'errore. Accelerò per quanto le era possibile, il fiato era finito, ma non si sarebbe fermata né avrebbe rallentato. Avrebbe avuto tempo dopo di prendere fiato. Il semaforo divenne verde appena Ginevra si avvicinò all'incrocio. Le sue gambe rallentarono leggermente, sfinite e doloranti, ma quando si accorse che i due ragazzi si stavano spintonando con più forza, riaccelerò.


Quando la Ginevra mise i piedi nel parco, la farfalla scomparve in una piccola nuvola nera senza che se ne accorgesse.


Erik e Jonathan erano pronti a picchiarsi. Non si fermò mentre si avvicinava, ma andò con tutta la sua velocità contro Erik nel momento in cui aveva alzato un braccio. Il ragazzo cadde pesantemente sul braccio sinistro. Ginevra riuscì a reggersi in piedi agitando le braccia. Non si girò a vedere il fidanzato ma guardò l'ex mentre si rialzava. Gli tirò un pugno nel momento in cui stava stendendo le gambe. Il lupo della rabbia aveva preso il controllo della sua mente, portandola a prendere le sue solite decisioni impulsive.


"Ahia, mi fai male." mugolò lui.


"TU HAI FATTO DI PEGGIO A ME E JONATHAN!"


Jonathan rideva un pochino osservando la scena. Per fortuna, al parco non c'era nessuno. Erik si rialzò e guardò intensamente la ragazza, entrambə leggermente ansimanti.

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