CAPITOLO 26

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Neteyam's pov:

Aprii gli occhi e ne incontrai un paio smeraldo. Sorrisi immediatamente e le accarezzai la guancia. "Buongiorno bimba" avevo la voce di chi si è appena svegliato e non sarebbe contrario a riaddormentarsi.

"Buongiorno! Il sole è appena sorto" mi rispose con il solito tono dolce. "Che facciamo oggi?" sapevo solo che sarei voluto tornare a dormire.

"Ti va di andare nella foresta?" spalancai subito gli occhi, ma poi tornai normale quando mi resi conto che intendeva quella dall'altra parte della spiaggia. Per un attimo ci avevo sperato, ma non intendeva casa. "Vabene" le risposi facendo un sorriso debole.

Ci alzammo e mangiammo qualcosa. La sua famiglia non era ancora in piedi, quindi ne approfittammo per andarcene prima; almeno non avrebbero fatto domande.

E ovviamente andammo con il mio Ikran.  Ormai si era capito che lo amava più di quanto amasse me. Però stetti io davanti. Non mi andava di vomitare quello che avevo appena mangiato. "Uffa, volevo guidare io" disse Tseya, appoggiando il mento sulla mia spalla sinistra.

"Non mi andava di vomitare il cibo. Se mi va, al ritorno puoi. Ma non ti fare strane idee, deciderò dopo" dissi scompinandole i capelli con la mano destra.

Arrivammo e subito la vidi correre verso il bosco. "Aspettami skxawng!" dissi io, iniziando a rincorrerla.

Quando arrivai dietro di lei la presi per i fianchi e la sorrevai, portandola dietro di me. Quindi la superai e arrivai al centro del bosco. Mi fermai e la vidi correre con fatica. "Sei tu lo skxawng. Potevi aspettarmi!" disse mettendo una mano sulle ginocchia e l'altra sulla mia spalla per tenersi. Aveva il fiatone.

Io mi misi a ridere e la presi in braccio. Allacciò le gambe al mio bacino. Salii su un albero, lo stesso del giorno in cui degli Atokirina (semi dell'albero sacro) si posarono su di noi.

Mi sedetti con Tseya ancora in braccio. I Metkayina si stavano svegliando piano piano. Iniziai a vedere bambini che si rincorrevano e il nostro gruppo di amici riunirsi a riva. Poi vidi i miei genitori insieme a Ronal e Tonowari prendere un Ilu e due Skimwing e allontanarsi fuori dal Riff.

"Menomale che ce ne siamo andati prima" disse Tseya d'un tratto. Non aveva detto ancora nulla da quando mi ero seduto sull'albero.

"I miei genitori sono usciti fuori dal Riff insieme a Tonowari e Ronal. Secondo te cosa devono fare?" chiesi un po' sospetto. "Saranno affari loro. Di solito quando escono dal Riff lo fanno o per cacciare, oppure per controllare i Tulkun..." ci pensò un attimo "I Tulkun! E se fosse successo qualcosa?" disse allontanandosi da me per guardarmi in faccia.

"Se è successo qualcosa ai Tulkun, se ne occuperanno loro" dissi tirandola verso di me per rimetterla come prima. "Va bene" non sembrava tanto convinta, ma lasciai perdere.

Avevo una brutta sensazione. Quel giorno non sarebbe andato a finire per nulla bene... Cercai di non pensarci e di godermi quel momento rilassante con Tseya. Anche se mi sembrò impossibile pensare ad altro.

"Ho una brutta sensazione" decisi di confessare. Magari mi avrebbe aiutato a cambiare idea. "Perché? Che intendi?" mi chiese subito lei.

"Penso che oggi non sarà una normale giornata. Succederà qualcosa. E non qualcosa di bello" iniziai a vedere sfocato, ma non seppi neanche io il perché. "Non andrà male. E se andrà male, potrai sempre parlarne con me." mi asciugò una lacrima che mi aveva appena bagnato la guancia.

Chiusi gli occhi, avvicinando la guancia alla sua mano, che già mi stava accarezzando.

"Stai tranquillo. Andrà bene, te lo prometto" sembrò convinta, ma io avevo comunque paura. Me lo sentivo, l'avrei persa. E sentii il cuore rompersi in mille pezzi al solo pensiero.

La abbracciai più forte che potei, e guardai ancora il mare. Notai Tonowari, Ronal e i miei genitori tornare e quando arrivarono in spiaggia, gran parte del popolo li accerchiò. "Tseya, sta succedendo qualcosa al villaggio. Dobbiamo tornare immediatamente!" dissi iniziando ad agitarmi.

Tornammo dal mio Ikran il più velocemente possibile. Quando atterrammo le presi la mano e la strinsi, incamminandoci verso la folla di Metkayina che circondava mio padre.

"Papà che succede?" dissi avvicinandomi a lui. Lui mi lasciò un oggetto abbastanza pesante in mano. "Tienilo e aiutami, devono ascoltarmi o andrà a finire male." a quella frase mi agitai più di prima, e strinsi leggermente la mano di Tseya.

Mi guardò cercando di capire. "Ascoltate, dovete dire ai Tulkun di andarsene! Devono andarsene, o verranno attaccati dal popolo del cielo!" urlò mio padre cercando si sovrastare le urla dei Metkayina. Loro sembrarono non ascoltarlo. "Mandarli via? Siete con questo popolo da tanto tempo e ancora non avete capito nulla!" urlò Ronal, più arrabbiata di prima.

"Ascoltatelo! Ascoltatelo!" dissi per poi passare l'oggetto che tenevo in mano a mio padre.

Lui lo alzò in aria e tutti si zittorono. "Dovete dire ai Tulkun che se vengono colpiti da questo, sono marchiati a morte. Che chiamino me, io lo disattiverò! L'importante è farli rimanere in vita? Non è così? Allora fateli andare via se volete salvarli!" mio padre era molto convincente, ma in quell'occasione molto di più.

"Andate a dirlo ai Tulkun! Sbrigatevi!" ordinò subito Tonowari. Vidi mio fratello dirigersi verso il pontile. Sapevo già cosa volesse fare quindi lo seguii, insieme a Tseya, per fermarlo.

"Lo'ak, dove credi di andare?" lo afferrai da una spalla per fermarlo. "Devo avvisare Payakan, se non lo farò io, nessuno lo avviserà." mi rispose, sembrò abbastanza arrabbiato.

"Te lo impedisco, non puoi andare, è pericoloso. Perché devi rendere sempre tutto così difficile?" si girò ancora più arrabbiato di prima.

"Io non sono te! Non sono il figlio perfetto come te! Lui è mio fratello, io vado." disse girandosi e mettendo la sella all'Ilu. Ci rimasi male per quello che mi aveva detto. Poi gli risposi altrettanto arrabbiato "No, sono io tuo fratello!" ma ormai era troppo tardi, si era già tuffato, ed era partito a tutta velocità.

"Cos'è successo?" chiese Tsireya, arrivando di corsa insieme a Kanari, Roel, Aonung e Roxto. "Vuole andare da Payakan." risposi frettolosamente per poi chiamare un Ilu.

Ci salii e Tseya si aggrappò a me. Tutti gli altri ci seguirono, comprese Kiri e Tuk, che erano già abbastanza a largo.

Me lo sentivo, questa sarebbe stata la causa di molti problemi. Pregai mentalmente che andasse tutto bene e tenni Tseya attaccata a me, reggedola dalla coscia destra.

Ormai eravamo arrivati oltre il Riff. Lo'ak salì su Payakan, cercando di tirare un oggetto identico a quello che tenevo in mano poco prima.

"Ragazzi, aiutatemi!"

I think i'm in love with you // Neteyam & TseyaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora