La Magia Della Mensa

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Orazio e Virgilio si evitarono per quasi una settimana.
Si guardavano appena per poi girare su loro stessi e cambiare direzione.
Il resto del gruppo non sapeva come comportarsi. Li guardavano mentre si evitavano e dovevano vederli andar via nel bel mezzo di una conversazione solo perché uno o l'altro si stavano avvicinando.
- Questi hanno scopato.
- Macché Vario, ti pare che questi due fanno qualcosa?
- Eh Tucca. E guardali. Prima pappa e ciccia ora se vergognano pure di guardarsi. E dai.
- Ti sei dimenticato chi hai davanti a Va'. Questi ci metteranno anni solo a sfiorarti.
- Concordo con Puccitelli
- Mmm vabbè però così non se ne può più. Devono parlare. Qualsiasi cosa sia successa tra quei due. Non posso ritrovarmi a parlare da solo all'improvviso.
Gli altri due annuirono.

- Vvvv. Amico mio.
- Vario...
- Che devi fare adesso?
- Emh non lo so cre...
- Apposto. Tra dieci minuti, in mensa.
- In mensa? Adesso? Ma le lezioni sono finite. Voglio tornare a casa.
- A dopooo

Virgilio odiava quando Vario si comportava in quel modo. Sapeva benissimo che non riusciva a dire di no e se ne approfittava. Stronzo. Ma poi cosa voleva in mensa? Avevano mangiato da poco..
Sistemò pergamene, penna e calamaio nella sacca e raggiunse Vario in mensa.
Li vicino c'erano Puccitelli e Tucca che parlavano. Vario doveva già essere dentro. Di Orazio nemmeno l'ombra.
Gli dispiaceva. All'inizio lui si comportava normalmente, poi vedendo Orazio che lo evitava iniziava ad imbarazzarsi anche lui è lo evitava a sua volta. Ma questa situazione stava durando da un po' e non riusciva più a sopportarlo. Magari più tardi lo avrebbe invitato a bere un thè, magari gli mostrava anche il suo...
I suoi pensieri si interruppero. Lì dove doveva esserci Vario, c'era Orazio. Appena varcata la soglia della mensa Il gruppetto chiuse le porte e le bloccò.
Orazio cercò di fermarli correndo loro incontro ma fu vano. Appoggiò la testa alla porta e si voltò lentamente, ma appena incrociò lo sguardo di Virgilio arrossì all'istante e guardò di scatto la finestra. Poi decise che la distanza di dieci metri era troppo poca e così si allontanò verso il vetro e contemplò il paesaggio del golfo di Napoli.
Virgilio capì il piano degli amici e apprezzò il gesto, ma sarebbero rimasti li per ore in silenzio.
Visto che sapeva che Orazio non avrebbe detto niente, capì che doveva dire lui qualcosa e a questo punto meglio farlo in fretta così poteva andare a casa.
Gli si avvicinò e iniziò a contemplare il Vesuvio in lontananza.
Si schiarì la voce.
- Bello vero?
Orazio arrossì terribilmente, ma capì che per uscire da lì doveva parlare con Virgilio e non si allontanò.
- Mh-mh, si molto bello.

"Eh no però. Ho capito che devo fare io il primo passo, ma non posso portarmi lui sulle spalle per tutta la maratona. Deve collaborare!"

- Poi questo tramonto rende tutto più magico.
- Vero, stupendo.

"Vabbè ho capito"

- Senti, per quanto riguarda l'altra volta...
- Mi dispiace! - sbottò Orazio - Non so cosa mi sia preso, non ho il controllo su questo - disse portando le due mani all'altezza del bacino.
- Ehy calmati - gli prese le spalle - Te lo ripeto, eravamo in acqua e non del tutto sobri, può capitare.
- A te è capitato?
- No - mentii. Non voleva metterlo in ulteriore imbarazzo, ma ottenne l'effetto contrario.
- ECCO APPUNTO.
- Nonono nel senso che non mi è capitato... in quel momento, ma altre volte si.. - mentii di nuovo.

Orazio non era del tutto convinto così si girò dall'altro lato.

- Ori, devi stare tranquillo. Lo so che queste cose ti imbarazzano, imbarazzano anche me! Ma tra noi non c'è bisogno dell'imbarazzo. Poi è del tutto normale che tu sia attratto anche dagli uomini, insomma metà dei romani sono omosessuali. Lo stesso Augusto mi pare abbia avuto una tresca con qualche bel giovincello. Se è questo quello che ti preoccupa....
- Nono non è questo. Ero semplicemente imbarazzato, super imbarazzato. Perché ho pensato che tu pensassi che fossi attratto da te e questo magari avrebbe rovinato la nostra amicizia e-e-e...
- E niente. Io sono qui. Lo capisco. Non si è rovinato nulla. Sei ancora il mio migliore amico.

Orazio sorrise.
- E poi insomma, guardami. Lo capisco al tuo amichetto. Guarda che splendore.
Virgilio flettè il braccio magro e Orazio scoppiò dalle risate.
Virgilio sorrise. Gli era mancata la sua risata.

Virgilio si incamminò verso la porta e iniziò a tirar pugni.
-EHYYY. SO CHE STATE ORIGLIANDO!! ADESSO POTETE APRIRE LA PORTA PER FAVORE?
I rumori aldilà della porta fecero capire che stavano spostando qualcosa di pesante e la porta si aprì.
- Origliare? Magari! Parlate così a bassa voce che non si sente niente. L'unica cosa che ho capito è "ecco appunto" urlato da Orazio. Poi nulla più.
Orazio arrossì e Virgilio ridaccchio.
- Ora si può sapere perché vi stavate evitando?
Entrambi si guardarono e scossero la testa.
- E te pareva.
- Io me ne vado a casa. Ah Ori, Orazio, em ti va di passare da me? Devo mostrarti una cosa.
- Certo. Ciao ragazzi

Mentre i due si allontanavano Vario continuava imperterrito.
- Quelli hanno scopato. Punto.
- La vuoi finire? Non hanno fatto niente. Si ostineranno a dire che sono amici ancora per un bel po' rassegnati.
- Qualcosa è successo, a sfondo sessuale intendo. O forse si sono baciati.
- Non sono convinto.
- Tucca ci scommetto 3 monete. Quando si metteranno insieme glielo chiederemo.
- Va bene.
Vario se ne andò e restarono solo Puccitelli e Tucca.
- Anche se fosse non lo ammetteranno mai quindi soldi assicurati ;).
Puccitelli rise e andarono via anche loro.

~

-Posso offrirti qualcosa? Thè? Noci?
- Un thè va benissimo grazie.
- Nero o verde?
- Verde.
Orazio andò verso il camino e accese il fuoco. Virgilio tornò con due tazze e gliene porse una.
- Grazie. Allora, cosa volevi mostrarmi?
Virgilio poggiò la tazza sul tavolo e andò verso il leggio,prese un mucchio di pergamene e gliele porse.
- Le georgiche, Publio Virgilio Marone. Aspetta... L'hai finito?
- Si...
Orazio poggiò il malloppo sul tavolo e lo abbracciò.
- CONGRATULAZIONI. Quando devi portarlo a pubblicare?
- Martedì, tra tre giorni...
- Virgy è meraviglioso! Sono orgoglioso di te.
Virgilio cercò di sorridere, ma aveva l'espressione preoccupata.
- E se non piace?
- Ma non dirlo nemmeno! Piacerà eccome ne sono sicuro.
- Bene. E se piacerà? La gente mi tormenterà.
- Ehy. Entrerai nella storia. Tra mille anni persone come noi studieranno i tuoi versi come noi studiamo quelli di Cicerone etc. All'inizio forse sarà difficile, ma sarà passeggera la cosa, e puoi contare su di me.
Virgilio sorrise ed entrambi guardarono il fuoco sorseggiando il loro thè.

N.D.A.
Scusate la lunga pausa. Sono stata male a causa dell'influenza, ho avuto purtroppo un lutto in famiglia e inoltre stanno ricominciando le interrogazioni. Spero che con questo capitolo abbia recuperato questi giorni di assenza ❤️.

carpe diem La tua prossima ossessione. Scoprilo ora