«Ora e per sempre, lascia che sia io.»
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Ad undici anni di distanza, Matilda realizza di essere ancora smarrita nello stesso, maledetto, labirinto.
Dopo essere fuggita dalla famiglia che l'ha costretta a...
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📌 𝐇𝐚𝐫𝐫𝐲'𝐬 𝐏.𝐎.𝐕.
Era l'ultimo giorno di novembre e fuori c'era il sole, lo colsi come un segnale.
Ero sveglio da un paio d'ore, ma non mi ero mosso dal letto, come nell'ultimo mese, d'altronde. L'ultima delle cose che mi aspettavo era sentir bussare Millie alla mia porta, eppure era successo ed io non riuscivo a togliermi quel momento dalla testa. Pensare che fosse venuta a cercarmi mi aveva effettivamente fatto realizzare quanto contassi per lei, e ascoltarla, ascoltare i sui bambini, mi aveva fatto immaginare ancora una volta un futuro che volevo più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Le sue parole erano state essenziali per me. Mi aveva fatto comprendere quanto fosse possibile scindere il lasciar andare, dal dimenticare e forse, con il suo aiuto, sarei riuscito a farlo, forse sarei riuscito ad avere una vita felice e tranquilla. Era ciò che necessitavo, avrei seriamente rinunciato a qualsiasi altra cosa pur di mettere fine a quel tormento e limitarmi a vivere.
Allora guardai fisso il sole fuori dalla finestra, quasi fino ad accecarmi e mi dissi che avrei dovuto fare qualcosa, che avrei dovuto tirarmi su le maniche e riprendere in mano la mia vita, perché non avevo neppure trent'anni e stavo permettendo al dolore di prendere il sopravvento come se non mi restasse molto da vivere. Io, invece, avevo una vita davanti e un futuro cristallino come l'acqua che, se solo avessi voluto abbastanza, avrei potuto avere. E Dio, se lo volevo. Però dovevo prima ricompormi, mettere a posto la mia vita, perché non sarei entrato in quella di Millie fino a che non avessi ritrovato un mio equilibrio.
Dovevo chiudere un capitolo che, per un motivo o per un altro, era rimasto aperto troppo a lungo, un capitolo che pensavo avrebbe fatto male chiudere ma che, da aperto, stava facendo ancor più male. Allora, a fatica, mi tirai su e riuscii a saltar giù dal letto. R
ecuperai dei vestiti puliti dall'armadio e raggiunsi la vasca, dove mi concessi il bagno più lungo della mia vita, soltanto dopo aver rasato la barba che era ormai diventata ingestibile. Poi mi vestii, mi diedi una sistemata e mi diressi in cucina per preparare una colazione con quel che, in un mese di tempo, non era andato a male ed era ancora commestibile. Il che consisteva in non più che una mela, del pane con burro e marmellata e un caffè nero.