«Ora e per sempre, lascia che sia io.»
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Ad undici anni di distanza, Matilda realizza di essere ancora smarrita nello stesso, maledetto, labirinto.
Dopo essere fuggita dalla famiglia che l'ha costretta a...
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Dopo ventuno ore di volo, due scali – a Dublino e Chicago – ed innumerevoli ripensamenti, ero finalmente arrivata a Memphis.
Ero terrorizzata, a dir poco. Salutare Makayla e Gabriel era stata un'impresa, loro però sembravano alquanto tranquilli ed ero certa di averli lasciati in buone mani—ottime mani, anzi. Ray non aveva ancora risposto al mio messaggio, ed ero quasi del tutto certa che non l'avrebbe mai fatto, che sarebbe sparito ancora una volta e, stavolta, per sempre. Nell'ultima settimana erano cambiate talmente tante cose, che non ero ancora riuscita a metabolizzarne neppure una, ma avevo deciso che per una volta mi sarei concessa del tempo, esattamente come avrei consigliato di fare ad un qualsiasi altro essere umano.
Ero a miglia di distanza da casa, per la prima volta nella mia vita. In ventisette anni non mi ero mai allontanata da Weymouth – se non per alcune avventure in barca con Ray – e lì, in quell'immenso aeroporto, mi sentivo minuscola. Era una sensazione strana e spaventosa, a tratti, ma anche piacevole. Non sentivo il peso del mondo sulle mie spalle e la consapevolezza di avere un intero mese a mia disposizione, soltanto per me, era qualcosa di nuovo e non ne avrei sprecato un istante. Continuavo a sentire quella vocina nella mia testa che mi ricordava di aver lasciato i bambini a casa, di avere ancora una conversazione in sospeso con Ray, di essere giudicata dai miei per ogni mia singola mossa, di dovermi impegnare per ritrovare l'ispirazione e lavorare al mio prossimo libro, ma hey—respira Millie, ci sei solo tu.
E guardandomi attorno all'uscita del mio gate, mi resi conto di quanto effettivamente sola fossi. Non avevo poi così tante responsabilità e avevo l'occasione di vivere, seppur per un solo mese, quell'adolescenza libera e spensierata di cui ero stata privata fino ai sedici anni, quella gioventù che avevo condiviso esclusivamente con i miei figli. Potevo pensare a me stessa, rilassarmi, divertirmi—quand'è che mi sarebbe ricapitato?
Riportai il mio sguardo sul cellulare, in attesa che Jonny mi desse qualche indicazione che mi aiutasse ad orientarmi.
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