NOME DELLA CANZONE-Embodiment Of A True Hero
*E' PREFERIBILE FAR PARTIRE LA CANZONE QUANDO E' RICHIESTO*
Dopo aver passato la nottata più spaventosa della sua vita, pieno di collera e marchiato da notevoli chiazze di sangue di nano, si stava recando nel sud-ovest di Princìpia, nel quale v'era ubicato il Deserto Dorato. Lì avrebbe trovato chi cercava.
Il Corvino Nero andava al trotto grazie al suo fidato cavallo. Notturnio era il suo nome. Egli era l'unico in tutta Princìpia ad averne uno affibbiato. Tutti gli altri cavalli presenti nel reame non erano consoni ad affrontare viaggi lunghi o portare carichi pesanti, men che meno le Creature. Verrebbero sfiniti. Il loro organismo ha bisogno d'Acqua per avere energia, ma visto che d'essa non v'è più traccia possono abbeverarsi solo col Sangue dei fiumi che fluiscono nelle Quattro Punte.
E' chiaro che, come per tutte le altre Creature del Regno dei Principi, i cavalli non vengono dissetati completamente dal Sangue, che lascia loro solo una parvenza di soddisfazione che a lungo andare li rende subdolamente sempre più bramanti del Principio che più non c'è e che non conoscono, ma del quale hanno bisogno per vivere una vita scevra da dolori.
Tuttavia, Notturnio era diverso. Il blasone di Nubius era dovuto anche dal suo destriero, il quale lo rendeva un ottimo latore e ambasciatore per le veci di Rèoro.
I suoi occhi erano scuri come la notte, illuminati solo da una fioca pupilla bianca che in vano provava a rischiarargli il volto, anch'esso tutto nero, pieno di sfregi e lacerazioni. Segni di quanto avesse combattuto assieme al suo padrone.
La sua criniera, di una tonalità di nero più cupa rispetto a quella del corpo, discendeva lungo tutta la testa. Involontariamente era usuale a garrire la scura chioma, causa della sua lunghezza e foltezza.
La bardatura che Nubius gli aveva messo era di foggia argentea, e brillante rifulgeva sull'ombroso corpo della bestia.
Il Corvino, mentre era al trotto, però, sembrava spaesato. Quasi barcollava e rischiava di auto-disarcionarsi. La sua spada, ora rinfoderata nella guaina, era sempre più nera e le sue parole sempre più macabre.
Tra le sabbie e i terreni aridi che s'iniziavano a intravedere, il Corvino, petulante, ripeteva come ipnotizzato:
"Siano benedetti i Grandi Occhi Celestiali, lode al Sacro sangue scarlatto foriero di rivoluzione."
"Siano benedetti i Grandi Occhi Celestiali, lode al sacro sangue!"
Ripeteva imperterrito.
Le sabbie del Deserto Dorato iniziavano a issarsi e il terreno a indurirsi. Lo scalpiccio degli zoccoli di Notturnio era alterno: ogni tanto era ovattato dalla sabbia, altre volte, invece rintoccava indisturbato.
Un tempo qui v'erano prospere e verdeggianti selve radiose, ora vi son solo alberacci, coi rami secchi e spinosi. Tutto venne trasformato in un deserto in seguito alla Guerra dell'Evaporazione. Il fuoco degli spiriti traslucidi del Dio Ardente avevano fatto strame di tutta la vegetazione, incenerendola e strinandola totalmente.
Tutto il verdeggiante sud-ovest cadde in cenere, e a cadere fu anche il sovrano di quelle terre: il Dio Tellurico, il quale, dopo la pietrificazione dei suoi occhi vitrei, perse totalmente il controllo del suo mastodontico corpo.
Iniziò a vagare errabondo per tutta la bigia cenere appena creatasi, e molte parti del suo petroso corpo iniziarono a sdipanarsi da lui, creando rocce, pietre e monti.
Dalla sua bocca iniziò a uscire ininterrottamente sabbia, che sarà il materiale principe del Deserto Dorato.
Dall'incontrollato Dio della Terra si creò una monotona distesa di sabbia, ravvivata a tocchi solamente da qualche fiume di ribollente sangue.
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Le Cronache Scarlatte - Il Cavaliere
FantasyIn un mondo dominato dal più profondo blu del Mare, gigantesche e abominevoli Creature Marine dalle esecrabili fattezze vagavano dandosi battaglia. In quel mondo non v'era emozione, sensazione o passione alcuna; solo la belligerante voglia di combat...
