LA LINEA DEL TEMPO
Imparare dal passato dovrebbe assicurare un futuro.
Tutti, ad un certo punto, si voltano e guardano ciò che hanno vissuto, com'erano e come sono diventati.
La vita insegna, è una madre severa ma tra le sculacciate ci sono anche le carezze.
Dire che il passato può raggiungerci, è vero, è un nonno o una nonna che ha altri tipi di lezioni da dare.
Le famiglie non sono semplici, sono disfunzionali, complicate e trasformano un individuo.
Dunque, bisogna imparare da ogni generazione, dal passato, dal presente per avere un futuro, come una figlia.
Per tutta la radio terapia Rhea era rimasta in silenzio, gli occhi rossi per il pianto e Christina aveva lasciato che fosse così.
Non voleva costringerla a mentire, a parlare, perché quando lo faceva doveva sempre fingere.
Fingere di stare bene.
La seduta fu intensa e di Alexander non ci fu traccia, ma soprattutto capitò un miracolo medico.
<<Stai guarendo>>
Era seduta davanti a Christine, coi piedi scalzi e a penzoloni.
Abbassò lo sguardo sulla ferita e scoprì che era vero, la ferita si stava lentamente rimarginando.
<<Deve essere per le radiazioni. Ne avevo bisogno per contenere l'energia celestiale e ora che sono sazia si possono riparare i tessuti per proteggere il tesoro>>
<<Tu non sei un forziere, Rhea>>
<<Potrei esserlo. Visione è sembrato un dannato pirata, a momenti mi apre in due>>
Christine le sorrise e le accarezzò i capelli<<Devi esserti spaventata molto>>
<<Ero terrorizzata>>ammise<<Non avevo mai provato un simile dolore, non ero nemmeno certa del colore del mio sangue.>>
<<E sei andata avanti>>
<<Robin è il mio futuro, ho fatto di tutto per tornare da mia figlia>>
<<Hai mantenuto la promessa>>annuì<<Più o meno>>
Detto questo Rhea sbuffò e scese, camminando sul pavimento freddo. La stanza in cui trovava era quella chirurgica, medica. Era sui toni celesti.
Una volta uscita si trovò nel vero laboratorio, era nata in quella stanza e ora pensava che ci sarebbe morta.
C'era un lungo lavoro nero, con diverse attrezzature e diversi computer, il soffitto aveva qualcosa di futuristico e geometrico.
C'era un'intera parete di schermi, collegati con delle telecamere.
Nella stessa sala c'era un vetro scuro, lei gli si avvicinò e allora si schiarì.
C'era un hanger sotterraneo e lo vide, il grande progetto.
<<Ho dovuto portarli qui.>>
<<Non dovevi ma lo volevi, lo rispetto. È una scelta solo tua dato che...>>
<<Questa è casa mia?>>finì<<Sì, lo so. Ma tutto ciò che faccio ultimamente lo lascio a metà>>
Christine si mise di fianco a lei e guardò l'enorme velivolo argentato.
<<Non è colpa tua>>
<<Smettila di dirlo! Lo è! Tutta questa è una mia responsabilità>>borbottò<<Non ho una cura e questo mette in pericolo Robin>>
<<Tu non le faresti mai del male>>
<<Io no ma Sinner? Lei è dentro di me. Più volte ho perso il controllo e...>>
<<E ogni volta ti sei fermata. Hai fatto diluviare o esplodere un paio di cose, non hai cercato di ucciderla>>
Ecco la verità. Ecco perché Rhea cercava disperatamente una terapia per il suo cervello, per sua figlia.
Era terrorizzata che Sinner si svegliasse a causa del tumore.
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𝐒𝐈𝐍𝐍𝐄𝐑 - 𝐓𝐡𝐞 𝐀𝐯𝐞𝐧𝐠𝐞𝐫𝐬
FanfictionSinner- Peccatore/Peccatrice Scegliere tra bene e male è come scegliere tra giudicare il peccatore o il suo peccato, c'è una sfumatura a separarli. Rhea Pierce ama le sfumature, proprio quanto ama un buon vino. Figlia del potente Alexander Pierce...
