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Kōtarō era quasi impazzito, quando aveva veramente realizzato di aver rovinato tutto.
Lui e Tetsurō.
Non più fidanzati.
Nemmeno amici.
Non erano più nulla.
Il solo pensiero di non avere più il suo micetto nella sua vita, lo riempiva di angoscia.
E senso di colpa.
E tristezza, perché di fatto era successo così.
Con Kaji aveva risolto, si...
Insomma, si erano chiariti.
Forse.
Cioé, in realtà non si erano mai parlati, dopo l'accaduto.
Forse era meglio andare a parlare con il suo palleggiatore, invece di incamminarsi a casa del capitano del Nekoma.
Il suo Nekobro.
No, non lo era più.
Non erano più niente.
E doveva preoccuparsi forse, quando vedeva Kuroo in tutte le facce delle persone con i capelli corvini che giravano per strada.
Forse si.
Ma non importava.
Lui voleva vedere il suo micetto.
Quello vero possibilmente.
E mentre si incamminava vero la sua casa, Bokuto vedeva una marea di gente simile a Kuroo.
O i capelli.
O gli occhi.
O il colore degli occhi.
O il modo di vestirsi.
O le gambe lunghe -quelle belle gambe lunghe-.
O il sorriso...
Ed impazzito?
Forse si.
Ma sapeva che l'unica cura possibile sarebbe stato il suo Tetsurō tra le sue braccia a confortarlo che andava tutto bene.
Ma sapeva che non sarebbe andata così.
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𝘚𝘦𝘤𝘳𝘦𝘵𝘴 || ʙᴏᴋᴜʀᴏᴏ
Romance" 𝗧𝗲𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗹'𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗲̀ 𝘁𝗲𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶. " - 𝐂𝐢𝐭. 𝔎𝔬̄𝔱𝔞𝔯𝔬̄ 𝔅𝔬𝔨𝔲𝔱𝔬.
