"Ciascuno di voi ha una propria morte. La porta con sé in un luogo segreto sin da quando nasce, lei appartiene a te, tu appartieni a lei." J. Saramago
«Siamo qui riuniti oggi per dire addio ad un giovane studente: Oliver Mc Luck, detto Olly per gli amici»
Così è iniziata la mia giornata di merda.
Ieri è morto Olly, il ragazzo gentile della mensa, ricordate? Quello che sarebbe stato proprio il mio tipo se non avessi avuto il compito di reclamare la sua anima.
«Lo sai che non sei stata tu» mi stringe la mano Ellie, seduta accanto a me in chiesa, mentre a testa bassa dico una preghiera. Non le rispondo, continuo la cantilena e lei mi da uno scossone col gomito, per attirare la mia attenzione.
«Mi hai sentita o no? Non è colpa tua!» ed alza troppo la voce, perché la signora avanti a noi si gira di scatto e ci trucida con lo sguardo.
«Ho capito Ellie, ora fammi dire una preghiera per lui. Anche se non credo in niente, se ci credeva lui, allora il mio pensiero gli arriverà»
È quello che penso sempre da quando partecipo ai funerali delle vittime.
Gli dedico un pensiero, l'ultimo prima di cercare di andare avanti con la mia vita e portarmi l'ennesima morte sulla coscienza. Non cerco redenzione per i miei sbagli, ma prego per loro, perché possano trovare sollievo, anche un po' per me.
Sono cinque anni che partecipo ai funerali e questo è il numero centoventi.
Me ne concedo due al mese, non di più, non di meno, e a volte Ellie mi accompagna per controllare che non perda la testa, soprattutto se le vittime sono particolarmente giovani.
Olly però non è solo l'ennesimo defunto, ma anche uno studente della nostra università, quindi essere qui era legittimo per tutti noi. Non potevamo mancare.
«Era un ragazzo solare, sincero, pronto ad aiutare gli altri» sua madre è in lacrime sull'altare e ricorda con emozione quello che fino a ieri era un figlio affettuoso, che aspettava la domenica per pranzare insieme alla famiglia. Poi l'incidente in moto e il cuore di Olly ha smesso di battere per sempre.
La cosa assurda, è che non so mai come moriranno né il momento preciso in cui avverrà, il che mi tiene sempre sulle spine e fa in modo che io non possa intervenire in nessun modo per fermare il tutto. Non sono padrona di niente, solo una spettatrice della mia stessa vita e della rovina di quella degli altri.
La sua bara è aperta, lui è vestito con un completo classico che in realtà non gli si addice, visto che tutti qui sappiamo che era un tipo che amava indossare tute comode e monocolore.
Era sportivo ed i suoi compagni di squadra sono tutti qui che piangono.
Era uno studente brillante ed i suoi insegnanti sono qui, pensando "che peccato".
Era un buon amico, uno di quello che, se chiami alle 2 di notte, risponde per aiutarti.
I miei battiti sembrano diminuire quando Olly appare accanto alla sua bara.
Il viso torvo, sciupato, gli occhi chiari, ormai spenti.
Cerca di toccare il suo corpo, senza riuscirci. La sua mano passa attraverso e lui storce la bocca dal dispiacere, poi mi vede tra le ultime file e in un secondo mi è vicino.
«Mi vedi, vero?» dice pianissimo come se avesse paura di essere udito.
Annuisco.
«Cosa ci faccio qui? Cosa mi è successo? Perché non sono già dall'altra parte?» cerca con lo sguardo i miei occhi per avere una risposta.
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Before your touch - Tocco mortale
Fantasy✨️ Romantasy incentrato sulla Mitologia Celtica✨️ Vol. 1 completo «Non voglio trascinarti nel mio oblio» «Finché saremo l'uno con l'altro, che importa se è buio?» Rebeca ha 25 anni e custodisce un segreto terribile: è una seguace del Dio dei morti...
