44 - Una catastrofe di portata epica

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"Dovevamo saperlo che l'amore brucia la vita e fa volare il tempo." V. Cardarelli

«Cosa farai ora? Tornerai ad evitarlo?» mi chiede Eric, in modo quasi sfrontato. So che tra quei due non scorre buon sangue, anche se non ne conosco i motivi.

«Non lo so. Ci ho provato, Eric. Ci ho provato davvero a chiudere questa storia, ma...» lui mi interrompe, guardandomi serio «Ma lo ami»
Il tono è serio, duro, come se volesse farmi una paternale, ma in fondo so che può capirmi meglio di chiunque altro. Abbasso la testa ed osservo le mie gambe. Non voglio ammetterlo, né a lui né a me stessa, perché tutto diventerebbe troppo reale. Reale da far male.

Io lo amo. Lo amo come un uccello in gabbia ama la propria libertà, che gli è stata strappata via troppo presto. Lo amo come un'incosciente, una dannata.
Lo amo di un amore che mi fa tremare le ossa. Consumato, sbagliato, inevitabile.

«Ascoltami» si avvicina, prendendo le mie mani tra le sue. Un brivido mi percorre la schiena per questo contatto caldo, inaspettato e mi costringe ad alzare il capo nella sua direzione. A volte, ho l'impressione che Eric funga quasi da specchio. Lo specchio del mio passato, presente, futuro. Lo specchio di chi non vorrei diventare.

«Donn ormai ti ha presa di mira ed Axel è il suo prossimo bersaglio, inutile girarci troppo intorno» dichiara freddamente ed io mi sento un po' morire.

«Secondo te si è accorto della mia scappatella?» con l'indice gli accarezzo la mano. «Onestamente? Penso di sì e questo ti da poco tempo» sentenzia. «In che senso?» le tempie iniziano a bruciarmi «Lui verrà a prendervi. È questione di giorni, settimane, forse mesi se siamo fortunati, ma verrà. Lo hai fatto incazzare troppo e la tua insolenza non resterà impunita» deglutisco a fatica. Le sue parole sono spine affilate che mi tagliano in due.

«Cazzo» esclamo «L'ho condannato a morte. È colpa mia» tiro le mani dalle sue e le porto al viso, per nascondere tutta la mia frustrazione.

Sono io l'unica colpevole di tutto. Ho condannato l'amore della mia vita alla morte e a chissà cos'altro.

«Rebeca. Non si può scappare dall'amore, mai» sospira pesantemente e forse lo sento più vicino che mai, nel mio dolore. «L'amore è peggio della morte. È irresistibile e lo so, ti capisco, anch'io ho condannato Alis, ma l'ho amata fino al suo ultimo respiro»

Dovrei sentirmi meglio? È questo che mi resta? L'ultimo respiro di Axel? Vivrò il tempo che ci resta con l'ossessione che ogni battito potrebbe essere l'ultimo?

«Vorrei morire io, al suo posto» butto fuori, come una verità straziante. «Vorrei che prendesse me. Vorrei scomparire. Vorrei non essere mai nata» decreto ed Eric non può far altro che accarezzarmi le spalle.

«Ora ti dico cosa faremo» stringe appena le dita attorno alle mie braccia, come per aggrapparsi a qualcosa di reale. «Cosa faremo?» rispondo con voce rotta. «Tu passerai tutto il tempo che ti resta con lui. Gli dirai che lo ami, lui ti dirà che ricambia e che vivrete per sempre insieme e tu mentirai. Fingerai di costruire la vita perfetta con lui, butterai le basi per un futuro che non esiste e vivrai, per pochissimo, la tua favola»

Mi manca il fiato e probabilmente sono in apnea senza nemmeno rendermene conto. «Ma cosa stai dicendo...» sono turbata da tutto questo discorso.

«Tu non hai scelta» scandisce bene le parole, una dopo l'altra. Una rabbia mista a rimorso, scorre nelle sue vene, al ricordo di ciò che ha già vissuto. «Non ti resta che questo. Vivi brevemente, ama come se fosse sempre l'ultimo giorno e poi digli addio. Non fare come me. Non lasciare che tutto il dolore ti sovrasti tanto da non dedicargli gli ultimi istanti»

Before your touch - Tocco mortaleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora