49 - Gocce di memoria

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"Forse dentro il vento è rimasto qualcosa del tuo amore." A. Merini

La luna incombe su di noi come un faro, spettatrice silenziosa di qualcosa di oscuro che sta per accadere. 

Ci siamo diretti al Mount Tamalpais State Park, a circa 40 minuti da San Francisco, sperando che questo luogo faccia al caso nostro. E per caso intendo che sia in grado di evocare una Dea vendicativa.

Il che fa già ridere così. O mi fa tremare già così. 

«Che luogo pazzesco» Eric scruta l'orizzonte con meraviglia. Una delle caratteristiche più affascinanti del parco è la presenza di diversi laghi tra cui il Bon Tempe Lake, il più ampio nella zona. Questo è circondato da foreste di sequoie e querce, quasi a proteggere la fonte d'acqua. 

Mi stringo nella mia giacca. Sono stata in questo luogo tanti anni fa con mia madre e di giorno fa tutto un altro effetto, ma di sera l'atmosfera è surreale, quasi mi mette i brividi. 

«Sei proprio strano» ammetto «A me mette ansia» 

«Rebeca James sei una cagasotto, ho capito» si burla di me e alzo un sopracciglio, indignata. «Non sono una cagasotto! Mi inquieta tutto questo silenzio»

Fuori e dentro la mia testa.

«Sai com'è, sono abituata al caos, alle voci. Ora invece non sento nulla» faccio spallucce per giustificarmi «In effetti anche la mia mente è sgombra» pare farci caso solo ora, come se fosse troppo eccitato da tutto il resto, per ascoltarsi davvero. 

«Se c'è una cosa che ho capito in tutti questi anni è che il silenzio non è un buon presagio» gli faccio notare. «Tanto cos'hai da perdere?» sottolinea e questa frase è peggio di una coltellata.

Della mia vita ho da perdere solo le poche persone che amo.

Mia madre, Ellie, i miei amici, Axel. 

«Giusto. Prendi questo dannato libro e iniziamo» Eric non se lo fa ripetere due volte, tira fuori dallo zaino un panno in cui è avvolto il prezioso manoscritto. E' la prima volta che lo vedo ed emana un'energia strana, che mi scuote dentro.

Mi avvicino e accarezzo la copertina. «Spero sia la scelta giusta» sospiro rumorosamente «Lo sarà. Il libro parla chiaro, Carman è stata tradita e vorrà sicuramente vendicarsi»

Non ci è ancora chiarissimo di chi voglia vendicarsi, in realtà, ma non ho alternativa e mi fido dell'entusiasmo di Eric. 

«Cosa dobbiamo fare esattamente?» mi torturo le dita «Avviciniamoci all'acqua» mi incita avviandosi verso la riva del lago. 

Il lago è immobile come una pozza di petrolio, scura e profonda ed è illuminato solo dai riflessi argentei della luna. «Qui dice che dobbiamo letteralmente chiamarla in Irlandese antico» mi mostra la traduzione sul cellulare. «E come diavolo farò a leggere questa roba?» sbuffo spazientita. «Rebeca, vuoi evocarla oppure no? Non sei d'aiuto, cazzo!» 

Mi irrigidisco per le sue parole. «Hai ragione» abbasso il capo verso il libro, provando a leggere a bassissima voce quelle parole sconosciute.

«Carman, Banfhírin an Léirscrios agus an Athraithe, glaoimid ort. Le fuil is cuimhne, le pian is toil. Tar chugainn anocht, freagair ár nglaoch» provo ancora e ancora, con indecisione.

«Funzionerà, devi solo crederci abbastanza» mi accarezza il viso. «Ora riprova ad alta voce»

Annuisco guardandolo negli occhi. «Se non dovesse funzionare... se le cose dovessero precipitare» mi interrompe «Non ti accadrà nulla finché ci sono io» 

Before your touch - Tocco mortaleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora