"La libertà era l'unica felicità accessibile alla mia natura" I. Eberhardt
Stasera ho deciso di godermi un briciolo di vita e di andare alla festa che hanno organizzato quelli del quinto anno del campus. Prevedo gente ubriaca e ho voglia di bere anch'io in realtà. Ho bisogno di dimenticare gli ultimi avvenimenti.
Le anime che ho accompagnato all'altro mondo, l'intervista, quel vicolo fatiscente in cui stavo per restarci secca, l'idiota al bar e Axel... con quei suoi occhi magnetici.
Convinco con difficoltà Sam, Nora ed Ellie visto che sono persino più asociali di me. «Hai visto cos'è successo l'altra sera a quel bar» borbotta Nora. «Oh, andiamo! Non lasciamoci fermare da un troglodita. Non facciamo che studiare e io voglio divertirmi, ballare, bere! Ditemi di sì» faccio gli occhi dolci soprattutto a Sam, che si intenerisce più facilmente.
Spoiler: in realtà non sono per nulla asociale. Sono dovuta diventare così nel tempo per ovvie ragioni. Ho sempre voluto fare nuove amicizie, ma ho l'enorme paura di vedere qualche mio amico morto e questo gioca decisamente a mio sfavore.
Questa è la mia vera condanna. Non le morti che continuamente addobbano la mia vita, ma il terrore di affezionarmi, per poi dire addio a ciò che più amo.
Mi è già capitato un passato. Ho voluto bene e ho amato da star male, da annientarmi, perché se c'è una cosa che mi riesce bene, è sentire troppo. Ogni amicizia, ogni sentimento, ogni legame in cui io abbia investito il cuore, si è sgretolato davanti ai miei occhi, come se il destino si divertisse a ricordarmi ciò che non posso avere.
Così ho imparato. Ho imparato a tenere le distanze, a sorridere appena, ad evitare sguardi che durano troppo a lungo. Ho imparato a non affezionarmi, a non lasciarmi andare o almeno ci provo costantemente.
Mi sono imposta di essere fredda, di non lasciarmi coinvolgere, ma la verità è che, dentro di me, c'è ancora quel desiderio infantile di stringere amicizie, di ridere senza paura, di affidare il mio cuore a qualcuno che ne abbia cura.
Il periodo più intenso della mia vita è stato verso i ventidue, ventitré anni, in cui ho permesso alle mie emozioni di prendere il sopravvento, cercando di vivere il più possibile. Ero da poco arrivata a Stanford e quasi ogni sera i ragazzi più grandi organizzavano festini nelle loro camere.
Mi invitavano spesso alle loro serate e finivo per farmi qualcuno senza troppi giri di parole. In fondo era quello che volevo, ero consenziente, come loro. Ovviamente ancora oggi, non vado con chiunque. Mi piacciono quelli alla mano, che mi fanno sentire a mio agio, non troppo rudi e che hanno rispetto per ciò che stiamo facendo, senza però cadere nel sentimentale. Sono stati bei tempi e addirittura a volte sono andata a letto con ragazzi che sapevo sarebbero morti di lì a poco.
Macabro? Beh quando ci sono stata erano vivi eccome.
Insomma, per un periodo ho cercato di non essere condizionata troppo dalla mia seconda vita e, in un certo senso, era come se fossi annebbiata dal piacere. Poi però inevitabilmente sono finita per prendermi una cotta per Kevin Pearson, il ragazzo della porta di fronte.
Ci incontravamo sempre a quelle feste ed io non vedevo l'ora, ogni volta, di incrociare i suoi occhi. Era nella squadra di football, fisico scolpito, lentiggini che facevano da cornice a un viso bellissimo e una dolcezza che avrebbe sciolto anche un iceberg.
Tra noi è stato amore a prima vista. Ne ero così innamorata che ho rischiato seriamente di essere rimandata per un semestre. Passavamo i pomeriggi a letto insieme ed era un insieme di baci infuocati e orgasmi continui.
Un giorno, mentre mi face scivolare via le mutandine e mi tirò a sé avvolgendomi con il suo braccio, sentii un campanello d'allarme.
Un brivido mi attraversò la schiena, qualcosa di sottile e gelido, un presagio che subito si insinuò nella mia mente come un sussurro lontano. All'inizio cercai di ignorarlo e pensai persino che forse fosse solo la paura di essere troppo felice, di aver trovato qualcuno che mi facesse sentire così viva da farmi dimenticare tutto il resto, ma più lo guardavo, più sentivo dentro di me montare l'ansia e la paura.
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Before your touch - Tocco mortale
Fantasy✨️ Romantasy incentrato sulla Mitologia Celtica✨️ Vol. 1 completo «Non voglio trascinarti nel mio oblio» «Finché saremo l'uno con l'altro, che importa se è buio?» Rebeca ha 25 anni e custodisce un segreto terribile: è una seguace del Dio dei morti...
