"La vita non mi si addice, forse la morte mi andrà meglio" Chateaubriand
La pioggia batte incessante ed il silenzio è rotto solo dai movimenti lenti dei presenti. Uno alla volta, come una processione fatta di inquietudine e sgomento, entrano nel luogo sacro, portando con sé il dispiacere di quel momento del tutto inatteso.
Resto immobile avanti alla breve scalinata, con l'ombrello ormai zuppo e gli occhi stanchi. Il mio sguardo vaga tra i presenti in cerca di un appiglio, ma la mia mente viaggia lontano ed immagina di schizzare via, tra prati incontaminati e fioriti.
Io, che non le avevo mai neppure sognate certe cose, spingevo la mia mente altrove, in cerca di un conforto che non sarebbe comunque arrivato, perché la realtà mi aveva annientata così repentinamente da sentirmi al di fuori del mio stesso corpo. Le mani stringono debolmente il manico dell'ombrello, il cuore batte piano e sembra voglia fermarsi per un po' e le parole hanno lasciato spazio al più tetro dei silenzi.
Sposto lo sguardo sui piccoli gruppi di persone che man mano si accomodano e fisso la mia ombra sul pavimento di marmo.
Questa sono io? Sono ancora io?
Il mondo per me aveva smesso di ruotare una sola volta, anni prima, innescando una serie di meccanismi difensivi dal quale non ero più uscita illesa ed ora, di nuovo, tutto si è fermato in uno stato di caos muto ed assordante.
Non crollare ora. Non puoi soccombere. Non puoi mostrare i tuoi sentimenti o non tornerai più indietro.
Sistemo il vestito sotto al cappotto leggero. Il tessuto mi scivola sui fianchi, nero e senza fronzoli. Le braccia sono coperte fino ai polsi e la gonna cade fino alle ginocchia.
Il mio abito migliore.
L'abito per le grandi occasioni. Solo che le mie sono sempre dei funerali.
Il tintinnio pesante delle campane, ci avverte che la cerimonia sta per iniziare. L'aria è cupa, un forte odore di incenso invade lo spazio e le larghe navate a tutto sesto sono illuminate solo dalla luce di imponenti lampadari di bronzo.
Non pioveva da mesi a San Francisco eppure oggi le nuvole sono addensate tutte sopra le nostre teste. L'umidità lascia una leggera patina sul pavimento, che diventa immediatamente scivoloso a contatto con la suola dei miei décolleté, così che ogni passo diventi sempre più incerto. Cammino piano, non ho fretta di sedermi, non voglio essere qui.
Mi accomodo dietro una colonna, lontana dalla bara, lontana dai familiari e per un attimo abbasso le palpebre, chiudendomi nel mio buio.
«In piedi, per favore. La cerimonia sta per iniziare» avverte il sacerdote sistemandosi l'abito in colore con il tipo di funzione che dovrà celebrare. Le panche di legno scricchiolano all'unisono e qualche testa troppo alta rischia di coprirmi la visuale dell'altare.
Un dolore acuto mi parte dal petto, come una piccola scossa che arriva dritta fino al cervello e ho l'impressione di svenire. Mi aggrappo alla seduta con tutte le forze e provo a respirare piano. «Signorina, si sente bene?» Bisbiglia la donna accanto a me «Si, mi scusi, è questo freddo improvviso che mi ha scombussolata» mi affretto a dire.
«Proprio un tempo insolito per la stagione. Anche il cielo è dispiaciuto per la morte del povero ragazzo» la voce flebile dell'anziana si abbassa ancora di più quando il Sacerdote prende la parola.
«Fratelli e sorelle» accenna «Siamo qui riuniti per dare un ultimo saluto al nostro caro fratello defunto» qualcuno dietro di me tira un lungo sospiro e, quando mi volto, mi accorgo che la chiesa adesso è quasi piena. Non mi aspettavo niente di diverso, ma la presenza di tante persone in momenti così cupi, mi lascia sempre un po' stupita. È talmente facile partecipare agli eventi mondani, ai matrimoni, ma provate ad andare ad un funerale.
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Before your touch - Tocco mortale
Fantasía✨️ Romantasy incentrato sulla Mitologia Celtica✨️ Vol. 1 completo «Non voglio trascinarti nel mio oblio» «Finché saremo l'uno con l'altro, che importa se è buio?» Rebeca ha 25 anni e custodisce un segreto terribile: è una seguace del Dio dei morti...
