22 - Due come noi

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"Si incontravano sempre in qualche parte del mondo, una strana forma di attrazione universale." F. Volo

Sorrido come un'ebete quando, tornando dalla mensa, trovo sotto alla porta una piccola bustina argentata con sopra un adesivo a forma di R.

Un altro pezzo di puzzle, penso e aprendola lo trovo lì, il terzo. Nessun biglietto, ma deve aver spruzzato un po' del suo profumo nella bustina, perché appena la apro, un odore familiare mi fa chiudere leggermente gli occhi e inspirare piano.

Accendo il pc e, mentre dò un'occhiata alle email, me ne salta una all'occhio: "All'attenzione della Sig.na Rebeca James".

Per poco non cado dalla sedia quando mi accorgo che è un'email di lavoro: mi hanno selezionata per un colloquio, e stento a crederci.

D'improvviso, il suono del cellulare mi fa tornare con i piedi per terra.

Grande Hill

Dimmi che Aaron non ha dimenticato di darti ciò che doveva darti

Il pezzo numero tre è al sicuro.

Rispondo come se fossimo due agenti della CIA.

Grande Hill

Prima o poi dovrò trovare altri modi per farti recapitare i pezzi

Ad esempio?

Grande Hill

Mmmh...così ti rovino la sorpresa, ricciolina

Ci penso un po', poi continuo.

Ti va di accompagnarmi a fare "shopping"?

Grande Hill

Vengo a prenderti tra un'ora.

Il cuore mi balza in gola al solo pensiero di vederlo, e già so che sprofonderò in una voragine di imbarazzo sapendolo lì a guardarmi mentre giro per i negozi. Odio comprare vestiti nuovi, provarli, abbinarli. Ecco perché vesto quasi sempre di nero o d'azzurro: così riesco a creare un outfit decente senza sembrare una barbona.

Immagino che Axel non faccia shopping nei miei stessi posti, visto che non potrei permettermi nemmeno un laccio delle sue scarpe.

Grande Hill

Sono qui fuori, al solito posto. 

Preciso come un orologio svizzero.

Sbuffo appena per la troppa precisione di Axel che arriva sempre in perfetto orario e mi chiudo la porta della camera alle spalle, dirigendomi verso i cancelli di Stanford.

Le gambe mi tremano appena, come ogni volta che lo vedo. E lui è lì, appoggiato all'auto con le mani nelle tasche di un jeans scuro che gli fascia le gambe snelle e lunghe, una camicia celeste morbida e un sorriso che mi fa tremare le viscere.

Appena mi vede arrivare si tocca piano i capelli, così finisco per prenderlo in giro. «Non c'è bisogno di sistemarti il ciuffo per me, sai?» Rido.

E Axel, aprendomi la portiera, mi concede uno dei suoi sorrisi maliziosi che mi fanno andare su di giri. «Rebeca James che fa una battuta! Forse oggi verrà un'invasione di locuste.»

Gli rifilo una linguaccia mentre mi accomodo.

L'aria tra noi stavolta è distesa, sarà che sono di buon umore. «Devi girare lì a sinistra per il South of Market, non so se lo conosci» indico col dito la traversa. «Andremo al Financial District, fidati di me» dice procedendo per un'altra strada.

Before your touch - Tocco mortaleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora