5 - Cordialissimi saluti, ricciolina

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"Non tutte le persone sono da evitare. Solo quelle che ci attirano." M. Badiale

Mi restano solo due giorni prima di dover inviare l'intervista completa ad Axel ed avere il permesso di farla poi revisionare al professor Collin e non so dove mettere le mani.

A parte nei capelli.

È la decima volta che riascolto la registrazione. Le sue parole mi sfiorano leggere, la voce profonda e sensuale mi accarezza e un brivido mi corre lungo la schiena ripensando al modo in cui mi ha guardata uscendo dall'ufficio.

Poi, in un attimo, la mente corre alla sera prima, quando, per una volta, mi sono concessa una parentesi di leggerezza. Serata anni '90, doveva essere tutto perfetto. Quando Sam me l'ha detto, sono balzata giù dal letto come se ne andasse della mia vita e ci siamo precipitati al The Map, il nostro rifugio preferito per bere qualcosa e lamentarci delle nostre vite al campus.

La musica scorreva, la playlist sembrava uscita dalla mia adolescenza e conoscevo ogni singola parola. Ho cantato a squarciagola fino a farmi pizzicare la gola, ma non importava. Ho persino trascinato tutti in pista, saltando come una pazza, occhi chiusi per godermi l'atmosfera e i piedi che non volevano saperne di fermarsi.

Poi è arrivato lui, un idiota.

Mi ha presa per i fianchi e tirata contro il suo petto, iniziando a strusciarsi contro le mie natiche, trattenendomi.«Ma che fai» ho urlato e lui con un sorrisino malizioso mi ha sussurrato all'orecchio «Stasera sei mia baby»

Ma chi cazzo sei? Sono tua solo se ti chiami Damon Salvatore, coglione.

Ho provato a divincolarmi, ma subito gli è arrivato un pugno sullo zigomo. In un attimo mi sono voltata e ho visto i suoi occhi verdi, le nocche rosse per il colpo e il respiro affannoso. Le iridi erano più scure di quando l'ho incontrato la prima volta e non sembrava più il ragazzo perfetto ed egocentrico che descrivono i giornali. 

Axel era lì, nessun completo elegante, nessuna cravatta a stringergli il collo per ricordargli il suo compito da CEO. C'era solo un ragazzo di 28 anni, bello, bellissimo, a godersi una serata in solitaria.

Finché uno stupido coglione non aveva rovinato tutto.

Quando li hanno divisi, ho provato ad avvicinarmi ad Axel per ringraziarlo, ma si è voltato senza degnarmi più di uno sguardo e velocemente ha lasciato il locale. Mi ha lasciata lì inerme e confusa finché le mie amiche mi hanno portata al tavolo, dove siamo rimaste a parlare dell'accaduto.

Ho pensato e ripensato tutta la notte alla possibilità di scrivergli un grazie, ma non ho il numero e ora che ci penso l'email verrebbe letta prima dalle assistenti. Insomma, meglio non creare nessun problema.

Basta, mettiti a lavoro Rebeca!

Prendo un sorso di caffè, riascolto per l'ultima volta la registrazione e nel frattempo scrivo, cercando ispirazione anche dalle precedenti interviste.

Tutte molto banali, devo dire. Dev'essere stato noiosissimo rispondere alle solite domande sul padre e sulla sua vita da donnaiolo di San Francisco, così faccio uno sforzo, scrivo l'ultima parte e rileggo ad alta voce.

"Intervista al rampollo e nuovo dirigente della Hill's Technology: Axel Hill

San Francisco è davvero all'avanguardia se si tratta di tecnologia, innovazione ed aziende milionarie ed oggi sotto i nostri riflettori, abbiamo l'onore di avere Axel Hill.

Conosciuto per la sua vita mondana e i suoi numerosi flirt, il bel giovanotto 27 enne, classificatosi l'anno scorso al 1 posto tra i più attraenti under 30 della costa, è ora alla guida di una delle aziende più influenti della Silicon Valley. Ma cosa c'è dietro l'immagine di playboy? Scopriamolo insieme."

Before your touch - Tocco mortaleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora