"Ma tu chi sei che, avanzando nel buio della notte, inciampi nei miei più segreti pensieri?"
W. Shakespeare
"Stanotte è solo nostra" ci siamo detti quella sera ed avremmo lasciato che il mondo fuori da questa stanza esplodesse senza curarcene affatto. Poi una notte era diventata un giorno e un altro ancora, finché ero finita per restare lì con lui per un'intera settimana, chiusa nel mio bozzolo come una farfalla che teme la trasformazione.
Non uscirò mai più da qui.
Era tutto così surreale da sembrare un sogno e non potevo credere che stessimo davvero vivendo un piccolo momento solo nostro senza che la vita ci presentasse un salato conto da pagare.
Ogni mattina mi svegliavo e lo trovavo lì, accanto a me, coperto per metà dalle lenzuola di raso scuro, con il braccio sotto al cuscino ed il corpo sempre rivolto verso di me. "Voglio che tu sia la prima cosa che vedono i miei occhi quando mi sveglio" aveva detto ed io credevo di impazzire.
Avevo lasciato che tutta la mia vita restasse fuori dalle mura della sua villa: mi ero assentata a lavoro, mandato pochi messaggi concisi ai miei pochi amici per avvisarli che stavo bene e messo in stand-by persino la mia maledizione. Sentivo le anime dei defunti che ronzavano nella testa e più mi infastidivano, più nascondevo la testa sotto la sabbia come uno struzzo impaurito.
Tutto per quella settimana era diventato un ricordo ingiallito di qualcosa che non volevo più e Axel non sembrava preoccuparsene, perché per una volta, una sola volta nelle nostre vite, potevamo essere noi stessi senza che il mondo ci giudicasse.
In questa stanza, in questa villa, c'era l'uomo della mia vita, che aveva scavato nei miei occhi più di chiunque altro, che aveva stravolto ogni mio pensiero e messo sotto sopra ogni centimetro del mio cuore sin dalla prima volta in cui il mio sguardo si era posato su di lui.
Ed io non riuscivo a farne a meno.
«Buongiorno ricciolina» mi dice per il settimo mattino consecutivo e ancora devo abituarmi alla sua espressione buffa ed assonnata che sbuca dalle lenzuola.
«Ciao riccone» sorrido con il cuore in gola.
Quanto può durare la mia felicità? Un secondo? Un minuto? Una settimana? Non credo che mi sia concesso di più. È solo un fugace momento prima che i miei piedi tornino a terra e la testa smetta di vagare tra le nuvole. So che prima o poi dovrò andare via, eppure non muovo un solo muscolo. Sono inchiodata a questo letto che sa di lui, di noi e riesco solo a pensare a quanto mi sia mancato averlo accanto.
Sospiro e forse, la mia mente annebbiata da questi giorni, inizia a elaborare quali saranno le conseguenze di tutto questo.
Axel se ne accorge, fissandomi accigliato. «A cosa stai pensando?» mormora ed ormai ha imparato a conoscere le avvisaglie della mia agitazione ed i dubbi che mi porteranno inevitabilmente a chiudermi come un riccio. «A quanto mi mancherà tutto questo» dico sincera.
È troppo tardi stavolta per poter cancellare tutto ciò che è successo tra noi e nascondermi dietro parole non dette.
«Allora restiamo qui per sempre» mi tira sul suo petto. «Pensi sia giusto?» sospiro «Cosa? Tutto questo? Noi?» annuisco. «Mi sembra di essere scorretta verso tuo fratello, di non onorare la sua morte. Insomma, noi siamo chiusi in questa enorme casa da una settimana e lui...» mi si incrina la voce al suo ricordo. Axel mi prende il viso tra le mani senza staccarsi troppo da me. «Rebeca, nulla farebbe più felice mio fratello del vederci insieme. Sai quante volte ha cercato di farci riavvicinare?» sorrido al pensiero di quanto Aaron fosse cocciuto «Un milione di volte, presumo»
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Before your touch - Tocco mortale
Fantasía✨️ Romantasy incentrato sulla Mitologia Celtica✨️ Vol. 1 completo «Non voglio trascinarti nel mio oblio» «Finché saremo l'uno con l'altro, che importa se è buio?» Rebeca ha 25 anni e custodisce un segreto terribile: è una seguace del Dio dei morti...
