"In luoghi così abbandonati, noi costruiremo con mattoni nuovi" T. Eliot
Sentimenti contrastanti mi avvolgono e fanno girare la tesa: stupore, confusione, ma soprattutto sollievo per aver scoperto di non essere più sola.
Nessuno può capire come può essersi sentita una ragazzina di soli nove anni quando ha cominciato magicamente a sentire voci. E nemmeno quando a diciassette ha visto lo spirito della persona incontrata, poche settimane prima, su un bus.
Altro che terapista. Cosa avrei potuto mai raccontare a una psicologa? Mi avrebbe fatta rinchiudere in psichiatria e, forse, non avrebbe fatto poi così male. O almeno così credevo fino ad ora.
Ora non sei più sola.
Ora tutto ha un senso.
Ora puoi appartenere a qualcuno... come te.
Eric fa caso alle lacrime che scendono silenziose dalle mie guance un po' arrossate e, per tirarmi su col morale, scherza. «Dovresti stare più attenta alle persone intorno, sai? Ci ho messo pochi giorni a capire i tuoi movimenti. E poi hai le abitudini di una vecchietta di ottant'anni, Rebeca!» Scrollo le spalle. «Ah si? Allora mostrami la tua vida loca, Eric.» Provo a darmi un contegno.
Non se lo fa ripetere due volte, mi prende per il braccio delicatamente. «Divertimento assicurato con me, baby!»
«Che fai, ci provi?» rispondo sorpresa di questa improvvisa confidenza. Non lo conosco, non so nemmeno un briciolo della sua vita, eppure mi sento stranamente a mio agio.
«Non mi dispiacerebbe affatto e poi guardami, sono il meglio che puoi trovare in questa città di ricconi»
Sbuffo per la sua poca umiltà e lo seguo senza esitazione finché arriviamo nel quartiere dove lavora.
«Prendi in giro i ricconi, ma poi fai anche tu la bella vita» alzo gli occhi per osservare l'alto palazzo in cui si specchiano le nuvole.
«Amo la bella vita, Rebeca, ma so anche cosa significa dover mangiare un tramezzino a pranzo e cena perché non si ha altro» mi guarda negli occhi, serio. Annuisco e lo seguo all'interno della hall del grattacielo, fino ad arrivare all'ascensore.
Preme il tasto quaranta. «Altino» trasalisco e le porte si chiudono. Si avvicina leggermente fino a far toccare le nostre braccia. Al ventesimo piano l'ascensore si spalanca per far entrare altre persone, tutte in abito elegante.
Eric mi tira leggermente indietro per fare spazio e, nel farlo, mi avvolge il fianco con il suo braccio. Le sue dita picchiettano piano sul fianco e mi provocano una vampata di caldo come se fossi in menopausa, o arrapata.
Tieni a freno i bollori, Rebeca!
Il mondo mi crede troppo casta, eppure, se qualcuno potesse leggere i miei pensieri in determinati momenti, potrebbe avere degli spunti per un film porno. Resto immobile sotto il tocco delicato di Eric, ma la faccia mi tradisce. «Stai arrossendo per caso?» mi sussurra all'orecchio per non farsi sentire dagli altri. «Fa un po' caldo in questo ascensore»
Ammicca sorrisetto malizioso, ma non gli do corda.
Quando arriviamo al piano giusto, toglie subito la mano dal mio fianco e io mi precipito davanti, anche se non conosco la strada. «Per di qua» svolta a sinistra. Arriviamo a una porta con un tappetino d'ingresso piuttosto bizzarro "Lasciate ogni speranza..."
«E questo?» lo guardo perplessa «Siamo un'agenzia funebre, baby, qui si può parlare di morte e guadagnarci pure dei bigliettoni» schiocca la lingua sotto al palato, soddisfatto. «Potresti non chiamarmi baby? Ho un nome, sai com'è e tu non mi conosci da nemmeno un'ora e già mi dai sui nervi»
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Before your touch - Tocco mortale
Fantasía✨️ Romantasy incentrato sulla Mitologia Celtica✨️ Vol. 1 completo «Non voglio trascinarti nel mio oblio» «Finché saremo l'uno con l'altro, che importa se è buio?» Rebeca ha 25 anni e custodisce un segreto terribile: è una seguace del Dio dei morti...
