"Tutto ciò che siamo sono occhi che cercano l'ininterrotto o i bordi in cui i pezzi rotti potrebbero combaciare l'uno con l'altro." A. Smith
AXEL
Alle 19.45 sono già fuori ai cancelli di Stanford e l'aspetto. Non mi è sembrata molto entusiasta dalla risposta al messaggio. Un "ci sarò" secco quasi a dire "mollami Axel".
Ma io non ti mollo, ricciolina.
Rebeca è diversa da qualsiasi altra ragazza su cui abbia mai posato gli occhi. È spiritosa, sembra avere una pazienza infinita, è intelligente e non pensa solo ad apparire, come le donne a cui sono abituato. È sexy in un modo tutto suo, senza mettere in mostra nemmeno un centimetro di corpo, senza attirare la minima attenzione volontaria su di sé.
Eppure è bellissima.
Sono sempre stato un tipo da "bionde", le classiche modelle mozzafiato che, con i miei geni, potevano regalarmi dei figli perfetti, ma lei...
Cristo Santo, quei ricci che le ricadono arrendevoli lungo la schiena e gli occhi... ha degli occhi che scrutano: due pietre ambrate. Lame appuntite che scorgono verità senza chiedere e che non si lasciano intimorire da ciò che la circonda. Alle 20 precise si avvicina ai cancelli e io scendo dall'auto per andarle incontro e aprirle la portiera. Sono pur sempre un gentiluomo, anche se di solito lo sono molto di più a letto...
E quando si fa più vicina, illuminata dalla luce soffusa del lampione, resto imbambolato. Ha un vestito bianco, lungo fino alle caviglie, ma con uno scollo a cuore che le mette in risalto il seno formoso. L'abito, che vedo appena si volta un po', ha una cerniera che parte dalle scapole e arriva fino ai polpacci, percorrendo tutto il corpo magro, ma tonico. I fianchi sono fasciati perfettamente mettendo in risalto la vita stretta, i capelli lucenti sono sciolti e appena mi guarda le svolazzano avanti al viso per una folata di vento che la fa sorridere imbarazzata.
«Ciao Axel» la voce è bassa, pacata «Ciao Rebeca... sei... stai molto bene.»
«Grazie, non sono molto abituata a vedermi così, ma grazie» arrossisce appena.
Si avvicina a me piano a causa delle scarpe che hanno un tacco vertiginoso e decido di andarle incontro. Le porgo la mia mano gelida e, al tocco, sussulta appena, poi l'afferra con delicatezza.
Quando sta per salire sul sedile del passeggero, allungo lo sguardo irrimediabilmente verso il suo fondoschiena, ben incorniciato dal vestito attillato. Mi lecco il labbro inferiore.
Oddio... questa ragazza mi farà perdere la ragione.
Rebeca è leggermente rigida, la borsetta stretta sulle gambe, i capelli spostati tutti da un lato e guarda fuori dal finestrino.
«Spero tu abbia fame, ho prenotato in un posto davvero carino» le dico per rompere il ghiaccio, ma la verità è che tra noi in questo momento c'è un vero e proprio Iceberg.
Non fare l'idiota, sei uscito con centinaia di ragazze, parla, cretino!
«Sono sicura che mi piacerà qualsiasi posto, stai tranquillo» deve aver percepito il mio imbarazzo, perché si volta appena e mi sorride.
«Posso?» indica lo stereo «Spero di non dover subire le canzoni di Justin Bieber» alzo gli occhi al cielo, rilassandomi.
«Nah, non stasera» e mi fa una linguaccia.
«Puoi collegare il cellulare e mettere ciò che vuoi» e detto fatto, non se lo fa ripetere due volte che parte Look after you dei The Fray.
La conosce a memoria e comincia a cantarla con trasporto fin dalle prime note. Socchiude appena gli occhi durante il ritornello alzando di più la voce, mentre le parole corrono veloci come la mia auto e il mio cuore comincia a battere all'impazzata. È così presa dalla musica che nemmeno s'accorge dei miei sguardi divertiti, anzi alza ancora di più il volume al ritornello, urlando
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Before your touch - Tocco mortale
Fantasy✨️ Romantasy incentrato sulla Mitologia Celtica✨️ Vol. 1 completo «Non voglio trascinarti nel mio oblio» «Finché saremo l'uno con l'altro, che importa se è buio?» Rebeca ha 25 anni e custodisce un segreto terribile: è una seguace del Dio dei morti...
