"Dalla condotta di alcuni, dipende il destino di tutti." A. Magno
Basta un tocco. Lego il mio dito a quello di Aaron ed un gioco infantile diventa un'attrazione mortale.
"Stai attenta alle parole da dire ed ancora di più a quelle da non dire", è il mantra della mia vita eppure l'ironia della sorte mi ha portata a preannunciare un futuro oscuro già scritto attraverso due semplici parole.
"Ti voglio bene Reb"
"Da morire" avevo risposto ad Aaron senza pensarci troppo.
Il contatto con la sua pelle mi da una scarica fin troppo conosciuta mista all'incredulità di ciò che sta accadendo. La mia mente si offusca, tutto diventa nero e mi sento svenire. Il mio corpo diventa l'ombra di sé stesso ed un'ondata di dolore mi investe in pieno petto.
Non può essere.
Non può accadere sul serio e lo sapevo, lo sapevo che tutto ha un prezzo ed il mio è un conto ora salatissimo che non posso pagare.
Mi rendo conto davvero solo adesso che, l'imminente arrivo di uno Tsunami, non appare mai così vicino come quando ormai l'onda è già troppo alta e si infrange addosso, scaraventandoti, uccidendoti.
È esattamente così che appare la mia pena.
Aaron è il prossimo. Una verità indicibile che mi fa pietrificare all'istante sotto lo sguardo solare del mio amico che vede subito il buio in fondo alle mie iridi mielate. «Stai bene?» mi afferra la mano per stringerla e non riesco a dire una parola. Sono sconvolta, divorata dal pensiero che la sua morte avverrà da oggi ad un paio di settimane.
È questo il tempo, la scadenza concessa ai marchiati dal mio tocco. Agli occhi di Aaron devo sembrare in preda ad un attacco di panico e me ne accorgo dal modo in cui continua a stringere le mie mani ghiacciate.
«Rebeca? Parlami, che succede?» mi sposta una ciocca di capelli dietro l'orecchio «Scusa... scusa, mi gira la testa, ho bisogno di stendermi» provo a rispondere. Ho bisogno di restare da sola, non posso reggere ancora il suo sguardo carico di bene mentre sono in procinto di farmi carico della sua anima. «Posso restare qui per stanotte, stiamo in silenzio o facciamo ciò che vuoi tu» i suoi occhioni scrutano sperando in un segnale, un mio cenno.
C'è una regola che mi sono imposta con fermezza nel momento in cui ho scoperto ciò che potevo fare: non avere ulteriori contatti con i malcapitati che fossero finiti tra le mie mani. Quando la morte bussava alla loro porta, io restavo sull'uscio, voltata di spalle per non soccombere agli sguardi ignari di chi stava per morire. L'ho fatto con Kevin dicendogli addio appena ho scoperto che sarebbe morto. L'ho fatto con il mio compagno di classe delle superiori che ogni giorni mi aspettava all'uscita e che ad un certo punto ho finto di non vedere più. L'ho fatto con Olly, evitandolo scrupolosamente in ogni luogo dell'Università. Tutto iniziava e finiva tra le mie grinfie ed il mio tocco decretava non solo la fine della loro esistenza, ma anche di ogni tipo di rapporto con me, il loro boia.
In tutti questi anni ho pregato qualsiasi Dio e divinità che non si trattasse mai di mia madre o di Ellie perché a quel punto il fragile castello di carte nel quale mi rifugio e che minuziosamente ho costruito per anni, sarebbe crollato in un soffio. Il mio cuore però non sapeva ancora quanto i fratelli Hill avrebbero condizionato la mia vita, rientrando in fretta nella lista delle persone senza il quale non riuscirei più a vivere.
«Non c'è bisogno, ti ringrazio. Domani starò meglio» gli dedico un sorriso per niente convincente e fissa le mie iridi assetato di una verità che non posso rivelargli. Che vita avrebbe in queste settimane se sapesse che... non riesco nemmeno a pensarci.
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Before your touch - Tocco mortale
Fantasía✨️ Romantasy incentrato sulla Mitologia Celtica✨️ Vol. 1 completo «Non voglio trascinarti nel mio oblio» «Finché saremo l'uno con l'altro, che importa se è buio?» Rebeca ha 25 anni e custodisce un segreto terribile: è una seguace del Dio dei morti...
