38 - Un bug nel tuo sistema perfetto

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"E non mi indurre in tentazione,
posso trovare la strada da sola."
R. Brown

Non ho scampo. Tra mezz'ora lui arriverà nel mio ufficio vestito della sua bellezza che farebbe impallidire un angelo del paradiso ed ancora una volta andrò a fuoco. Il ticchettio dell'orologio appeso al muro risuona nella mia mente e mastico nervosamente il tappo della penna come se fossi tornata indietro nel tempo, quando vivevo l'ansia della scuola.

«Rebi, buongiorno» Marc entra quasi saltellando nel mio ufficio «Buondì»

Lo è davvero?

«Ti ho inviato per email una serie di domande che vorrei facessi al signor Hill. Sono sia personali che lavorative per dare un po' di pepe all'intervista» scimmiotta. «Cosa ce ne facciamo di domande personali se dobbiamo scrivere un libro aziendale?» Alzo un sopracciglio, confusa. «Beh, ecco vedi... potrebbe esserci la possibilità che qualche giornale ci chieda di collaborare. La Hill's Technology è così inaccessibile per alcuni, che preferiscono darci spazio sul giornale con qualcosa di succulento scritto da noi, piuttosto che restare a mani vuote»

«Marc mi stai dicendo che venderemo delle informazioni del nostro cliente?» lo squadro quasi infuriata «Il signor Hill naturalmente lo sa già. Non tradirei mai la fiducia di un mio cliente, Rebeca! Ha solo chiesto di poter approvare la lista di domande da porgli» sospiro accasciandomi contro la poltrona. «E va bene, ora controllo la tua email»

«Sembra tu abbia qualche problema con quest'azienda. È successo qualcosa? Ti vedo perplessa» Marc sarà pure gentile, ma non è uno stupido. «Oh, no, no. È solo che ho letto varie cose sul signor Hill e sono ancora dispiaciuta per la morte del padre. Doveva essere una brava persona» mi arrampico sugli specchi. Di certo non posso dire al mio capo che conosco fin troppo bene il signor Hill. Appena lascia il mio ufficio accedo all'email aziendale per controllare il suo file. La lista di domande è abbastanza lunga, alcune sono molto simili a quelle che qualche mese fa gli ho rifilato con la mia intervista, altre sono così personali che mi fanno quasi arrossire.

1)Nel suo settore si dice che chi ha troppo potere finisce per isolarsi. Si sente mai solo?

2)Cosa la tiene sveglio la notte?

3)Ha mai desiderato qualcosa - o qualcuno - che sapeva di non poter avere?

4)Quanto è importante il controllo per lei? Si è mai lasciato andare, completamente?

5) Nel business si parla di strategie e mosse studiate. E nella seduzione? Lei è più calcolatore o più impulsivo?

6) Cosa le fa perdere la concentrazione, anche quando cerca di resistere?

7) Lei è innamorato?

8) Non l'abbiamo mai visto con una donna fissa. C'è qualcosa che cerca in una persona, ma che nessuno riesce ancora a darle?

Vorrei sprofondare. Leggo le domande e tremo all'idea di dovergliele fare proprio io ed allo stesso tempo non vedo l'ora di ascoltare le risposte.

Sii professionale, sei a lavoro.

Tiro un lungo sospiro finché la segretaria non bussa alla mia porta annunciandomi il suo arrivo. Il mio angelo tentatore dagli occhi verdi come la speranza è proprio a due passi da me e le mie gambe diventano improvvisamente troppo molli per alzarmi.

«Rebeca, il nostro cliente è qui, lo faccio entrare?»

No, tienilo lontano da me perché appena varcherà quella porta io perderò ogni controllo sul mio cuore.

Before your touch - Tocco mortaleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora