Al porto in cui attracchiamo ci sono altre barche come le nostre e tanti pescherecci, sul molo incontriamo diversi marinai pronti alla partenza o altri appena arrivati <Città Luce è un paese di marinai> ci spiega Ian <qui a differenza di Regione Antica sono abituati a vedere volti stranieri, non dovremmo avere problemi> lancio uno sguardo in giro, nessuno fa caso a noi, nessuno ci fissa in modo sospettoso, riusciamo a mischiarci senza problema tra la folla. Ci inoltriamo nel centro cittadino, c’è una grande piazza gremita di gente, ai lati è costeggiata da porticati e al di sotto ci sono tanti negozi e ristoranti, anche qui si respira calore, vita. Qui si respira un’aria totalmente diversa da Regione Antica, forse qui riusciremo a trovare qualcuno disposto ad aiutarci? Sicuramente uno stregone sarà più facile da trovare rispetto ad un saggio <dovremmo chiedere a qualcuno informazioni su Steven> dice Oscar con lo sguardo fisso sulla folla intorno a noi <dividiamoci e chiediamo in giro> propongo <ci vediamo qui tra un’ora> <d’accordo> conviene Oscar, senza perdere altro tempo ci separiamo per la prima volta da quando siamo partiti, mi guardo in giro, i miei compagni hanno già iniziato a fare domande alle persone in piazza decido quindi di allontanarmi da qui, mi inoltro in una strada secondaria che con mia grande sorpresa sbuca in un grande parco, al centro c’è un lago, il riflesso del sole sulla superficie dell’acqua crea un magnifico gioco di luce, mi avvicino attratta mentre noto dei cigni che si muovo leggiadri al centro del lago, disseminate nel parco ci sono tante panchine e altalene su cui giocano bambini felici, questa regione è una bella scoperta mi piacerebbe tanto ritornarci un giorno con calma per visitarla meglio ma adesso non ho tempo da perdere, decido quindi di avvicinarmi a un uomo anziano seduto sulla panchina intento a leggere il giornale, mi siedo accanto a lui <è davvero una bella giornata oggi non trova?> gli dico in un sorriso, sono contenta quando vedo che ricambia con sincerità <già ottima da trascorrere qui al parco> la sua cordialità mi infonde coraggio quindi continuo <che cosa legge?> gli chiedo indicando il giornale <questo è la nostra gazzetta locale> mi spiega <c’è un ragazzo giovane molto in gamba che mette nero su bianco tutto ciò che scopre nelle sue indagini> mi incuriosisco <quali indagini?> l’anziano mi guarda sorpreso <oh ma come non lo sa? Nell’ultimo mese sono scomparse tre persone> spalanco gli occhi senza nascondere la mia sorpresa <tre ha detto?> il vecchio annuisce <è la prima volta che la vedo quindi immagino che non è qui di servizio ma deve sapere che i suoi colleghi ci tengono all’oscuro di tutto e quando chiediamo notizie ci liquidano in pochi secondi così abbiamo deciso di fare da noi> mi spiega <ognuno di noi condivide ciò che sa, ci aiutiamo a vicenda per sentirci meno soli, meno abbandonati a noi stessi> poi indica il giornale <questo ragazzo fa in modo che tutti sappiano la verità> è triste sentire anche qui queste parole, pensavo che solo a città Eterna esistessero questi problemi ma a quanto pare non è così <signore le posso assicurare che noi prescelti stiamo facendo quanto in nostro potere per proteggere gli abitanti del nostro regno> il vecchio fa una smorfia <se lo dice lei> è chiaro che non mi crede, mi appoggio allo schienale della panchina e lo guardo pensierosa mentre legge il giornale, non saranno di certo le mie parole a fargli cambiare idea, solo con gesti concreti posso tranquillizzare tutte queste persone, devo assolutamente trovare la gemma <posso farle una domanda?> lui distoglie lo sguardo dal giornale per rivolgerlo a me <certo> nonostante tutto è molto cortese con me <per caso lei conosce uno stregone di nome Steven?> chiedo speranzosa, lo vedo pensarci su per un po’ e poi scuotere la testa <no mi dispiace> sembra sincero, in fondo non potevo trovare una traccia al primo tentativo anche se sarebbe stato proprio un bel colpo di fortuna <va bene, grazie comunque> il vecchio riprende la sua lettura mentre io mi guardo intorno pensando al prossimo passo, c’è una giovane donna che spinge la figlia sull’altalena, saluto il vecchio sulla panchina e mi avvicino a loro <sua figlia è bellissima> dico alla donna che mi ringrazia sorridendo poi mi piego sulle ginocchia all’altezza della bambina <ciao piccola, come ti chiami?> <Mary> mi risponde sorridendo <questo parco è un posto perfetto per portare i bambini> dico rialzandomi <si è vero, a Mary piace molto venire qui> fisso pensierosa questa dolce bambina, non posso fare a meno di pensare al pericolo che incombe su di loro <che cosa pensa di queste misteriosi sparizioni> chiedo alla donna <sono molto preoccupata> il suo volto cambia espressione <frequento solo posti affollati ed evito di uscire con il buio> annuisco <certo, fa bene, in momenti come questi è importante tenere la guardia alzata> la donna annuisce seria <soprattutto per Mary> guardo per un po’ la bimba giocare con l’altalena, non deve essere facile vivere con questo peso ogni giorno, soprattutto con una bambina <le posso fare una domanda?> <certo> risponde la donna continuando a spingere la figlia sull’altalena <per caso lei conosce uno stregone di nome Steven> purtroppo per me anche lei scuote la testa <no, non conosco nessuno con questo nome> annuisco nascondendo la delusione <grazie comunque> dico allontanandomi, per tutta l’ora successiva mi fermo a parlare con diverse persone, tutti sono preoccupati per le recenti scomparse e più di uno ha mosso delle critiche nei confronti dell’operato dei prescelti e per di più nessuno pare conoscere uno Steven. Il mio umore è a pezzi quando ritorno in piazza, ci metto un attimo a trovare i miei compagni, sono esattamente dove li ho lasciati, li raggiungo <allora?> chiedo sperando che almeno loro abbiano avuto più fortuna di me <non esiste nessun Steven in questa città> mi dice Oscar anche lui con espressione sconfitta <forse la saggia ci ha dato un’informazione sbagliata, magari non vive più qui> continua Jessica <cosa facciamo?> chiedo <continuiamo a cercare, se è passato di qui deve aver lasciato qualche traccia, ci basta solo trovarla e seguirla> ci dice Ian <possiamo provare a chiedere anche in qualche città vicina> propongo, Ian annuisce <si, possiamo provare> ci allontaniamo dal centro e imbocchiamo una strada secondaria, man mano che ci allontaniamo dal centro la folla si dirada sempre di più fino a sparire completamente, ormai siamo soli, ci ritroviamo in una strada deserta, fa strano come siamo passati dal caos al silenzio più assoluto in così poco tempo. Siamo diretti alla città più vicina, lungo la strada ci ritroviamo davanti a un vecchio ponte di legno che attraversa un fiume, non sembra molto stabile <non credo sosterrà il nostro peso> dico osservandolo <forse è meglio attraversarlo uno alla volta> propone Oscar, annuisco <si mi sembra la soluzione migliore, questa è l’unica strada, a meno che non torniamo indietro e facciamo tutto il giro> <perderemmo troppo tempo, dobbiamo passare di qui> intervien Ian <vado io per prima> propongo e senza aspettare una risposta mi avvio, appena metto piede sul ponte lo sento muoversi sotto al mio peso, mi blocco immediatamente, fisso il ponte dall’aria minacciosa di fronte a me, quando smette di oscillare riprendo il passo, all’inizio cammino lentamente, ho paura che possa cedere da un momento all’altro, continua a muoversi pericolosamente sotto di me ma quando arrivo alla metà acquisto maggiore sicurezza, nonostante le apparenze sembra reggere il mio peso anche se qualche scricchiolio del legno mi ricorda sempre di non abbassare la guardia. Riesco ad arrivare all’estremità opposta del ponte sana e salva, appena il mio piede tocca la terra ferma mi volto a fare segno al resto del gruppo <tranquilli è sicuro potete venire> grido per farmi sentire, percepisco un movimento dietro di me nell’esatto momento in cui sento Oscar urlare il mio nome, un campo di forza fa saltare via il ponte creando una nube di fumo proprio sotto ai miei occhi bloccandomi da quest’altra parte del fiume, una presenza sconosciuta invade il mio spazio, avverto il peso del suo corpo dietro di me mentre con una mano mi punta un coltello alla gola, riesco a sentire il freddo della lama contro la mia pelle <bene, bene, bene chi abbiamo qui?> domanda una voce maschile profonda, mi maledico da sola per essermi lasciata sopraffare in questo modo, dall’altro lato vedo Ian avvicinarsi al bordo del fiume <lasciala andare immediatamente> intima all’uomo alle mie spalle <fossi in te non farei un altro passo stregone se non vuoi che la ragazza si faccia male> alle parole dell’uomo Ian si blocca, lo vedo stringere i pugni <cosa vuoi?> chiede <potrei fare io la stessa domanda a voi> risponde il tizio alle mie spalle <che vuoi dire?> chiedo <siete voi che state chiedendo di me in giro> d’istinto provo a voltarmi ma la lama mi impedisce di muovermi, un bruciore improvviso sul collo mi costringe a restare immobile <tu sei Steven?> chiedo <si> afferma con decisione l’uomo alle mie spalle, vorrei tirare un sospiro di sollievo per averlo trovato finalmente ma la situazione non me lo permette, è chiaro che non ha preso bene la notizia che qualcuno lo stesse cercando <abbiamo bisogno di parlarti> provo a spiegargli <si questo l’ho immaginato, ma esattamente perché una prescelta vorrebbe parlare con me?> mi sussurra minaccioso all’orecchio, odio questa situazione, quando immaginavo di parlargli non pensavo che dovesse avvenire in questo modo, non voglio chiedergli della gemma in queste circostanze, speravo di potergli parlare in maniera più civile <perché non mi lasci andare così che possa spiegarti tutto con calma?> lo sento schioccare la lingua <ragazza non sei nelle condizioni di poter dettare le condizioni quindi farai bene a dirmi che cosa vogliono due prescelti un’arcaica e uno stregone da me prima che io perda la pazienza> il suo tono di voce adesso si è alzato, i miei compagni dall’altro lato del fiume si tendono per cercare di captare i dettagli della conversazione <e va bene> dico sconfitta <ci manda la saggia della Regione Antica> a queste parole sento che allenta leggermente la pressione su di me ma non abbastanza da lasciarmi libera, è chiaro che non si aspettava una risposta del genere <e cosa potrebbe mai volere lei da me> domanda incuriosito <ti prego, vogliamo solo parlare, lasciami andare e ti spiego tutto, non vogliamo problemi> silenzio, la presa su di me è ancora ferma <ehy!> urla furioso Ian dall’altro lato del fiume <sto perdendo la pazienza, se non la lasci andare immediatamente ti farò fare la stessa fine del ponte> Steven ridacchia dietro di me <a qualcuno non piace che vengano toccati i suoi giocattoli> esclama lo stregone dietro di me <non sono un suo giocattolo> ribatto offesa <dalla sua reazione non si direbbe, ha lo sguardo di uno che vorrebbe farmi a pezzi> guardo Ian dall’altro lato del fiume, è teso e pronto a scattare, sembra stia fremendo, il suo sguardo è fisso su di me <siamo solo…> mi rendo conto che non so come finire la frase, cosa siamo? <amici> concludo infine, anche se il tono convince poco anche me <uno stregone non dovrebbe essere amico di una prescelta, non dovrebbe essere proprio nulla per voi> commenta sprezzante <Ian è migliore degli altri stregoni a quanto pare> ribatto, lui ridacchia alle mie spalle <non sai quello che dici, non illuderti ragazzina, uno stregone è pur sempre uno stregone, per quanto possa farti credere che tu sia qualcosa per lui, l’unica cosa che conta per lui è lui stesso> detto questo molla la presa e mi lascia andare, io mi allontano di scatto da lui, la mia mano corre istintivamente al pugnale al mio fianco mentre scatto in posizione di difesa <venite con me> esclama Steven cogliendomi di sorpresa, senza attendere la mia reazione si volta dandomi le spalle e si incammina. Un tuono alle mie spalle mi distrae da Steven, sfodero subito il pugnale pronta ad affrontare la nuova minaccia quando mi blocco con la mano a mezz’aria stupefatta. Il ponte è ricomparso magicamente davanti ai miei occhi e i miei compagni lo stanno attraversando di corsa.
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La prescelta
FantasíaElly non è un'umana qualsiasi, lei è una prescelta, ovvero un' essere umano dotato di abilità speciali, peccato però che le sue sembrano tardino a mostrarsi, motivo per cui è sempre vittima di pregiudizi, è sottoposta ogni giorno ad una forte pressi...
