<Noi non ruberemo niente> inveisce Oscar contro Ian <non siamo ladri> aggiunge sempre più acceso di rabbia, abbiamo deciso di fermarci in una tavola calda per pranzare e discutere sul da farsi ma è da circa un’ora che siamo fermi a questo punto, Ian ed Oscar non fanno che scontrarsi, Oscar sostiene che non bisogna mai venire meno ai propri principi, che abbiamo un onore e non lo getteremo via per fare un favore ad uno stregone, dall’altro lato Ian dice che a lui non importa niente delle sue stupide regole dei prescelti e che il fine giustifica i mezzi e se questo è l’unico modo per trovare la gemma allora va fatto <siamo a un impasse> esordisce infine Jessica <potremmo stare qui a discutere per ore senza venirne a un capo> Oscar ed Ian si guardano in cagnesco come due bambini, Jessica ha ragione, di questo passo non otterremo nulla <c’è solo una cosa da fare> ora la stiamo guardando tutti e tre in cerca di un’illuminazione <la missione è stata affidata ad Elly non a te e nemmeno a te> dice indicando prima Oscar e poi Ian <quindi smettetela di discutere come due bambini e lasciamo che Elly decida cosa fare> ora tutti si voltano a guardare me <cosa vuoi fare?> mi chiede Jessica, bella domanda, cosa voglio fare? Se mi guardo indietro ogni mia scelta è sempre stata dettata dall’istinto, mi fido molto di lui e continuerò a seguirlo, non è la prima volta che questo mio comportamento mi porta davanti a una situazione di dubbia moralità ma la vita non ci aspetta, dobbiamo essere noi a correre più veloce di lei per tenerla in pugno, e ci sono volte in cui per poter guidare gli eventi bisogna fare scelte che non sempre ci piacciono. Mi raddirizzo sulla sedia, congiungo le mani e le poso sul tavolo <bene> dico <vedete per me avete entrambi ragione su questo non ci piove ma io da quando Steven mi ha detto di sapere dove trovare la gemma non ho avuto dubbi, ancora prima di sapere cosa volesse ho pensato che avrei fatto qualunque cosa per trovarla> nello sguardo di Ian si accende un lampo di vittoria mentre Oscar spalanca la bocca <cosa stai dicendo Elly?> mi chiede con voce incredula, mi dispiace dargli questo dispiacere ma non ho altra scelta <sto dicendo che per quanto rubare sia sbagliato e non vorrei mai cadere così in basso, ci troviamo ad un punto in cui non abbiamo altra scelta quindi in conclusione per quanto detesti ammetterlo, sono d’accordo con Ian> Oscar sbatte una mano sul tavolo <ma è assurdo, sei una prescelta non una ladruncola da quattro soldi, non posso crederci che tu voglia farlo. Non sappiamo nemmeno cosa dobbiamo rubare, potrebbe essere qualunque cosa, e cosa ci dice che dopo averlo fatto ci dirà dove si trovi? Per quanto ne sappiamo potrebbe essere tutto un tranello, si sa che non ci si può fidare dei stregoni> <ripetilo se hai il coraggio> prorompe Ian sul piede di guerra, io non posso fare a meno di alzare gli occhi al cielo, Jessica mi guarda con aria comprensiva e mima con la bocca la parola “uomini” scuotendo la testa <qui non si tratta di onore, di prescelti o stregoni, qui c’è in ballo molto di più> Oscar mi fissa sbalordito <non me lo sarei mai aspettato da te> leggo la delusione sul suo volto, deglutisco, mi dispiace andare contro di lui, è il mio migliore amico, il mio partner, ma non posso permettermi di fallire, questa missione è troppo importante per il regno e per me <Oscar cerca di ragionare> provo a dire con calma <ragionare?!> esclama lui, le sue guance di solito pallide come il latte ora hanno un leggero colorito rossastro, è arrabbiato, so che lo sto deludendo e questo mi fa male ancora di più, tutto vorrei fare in questo momento tranne che deludere un mio amico, ma cosa potrei fare altrimenti? <è per la gemma!> urlo esasperata, mi rendo conto troppo tardi che forse abbiamo alzato un po’ troppo i toni, subito mi zittisco e mi guardo intorno, un gruppetto seduto al tavolo accanto a noi ci sta fissando, abbiamo alzato troppo la voce e abbiamo attirato la loro attenzione, un tizio dalla folta barba rossa mi fissa con sguardo attento, quanto avranno sentito? Alla fine distolgo lo sguardo e mi ricompongo <forse questo non è il posto più adatto per discutere di queste cose> dico infine <non c’è più niente da dire> dice Oscar alzandosi <tanto hai deciso, no?> e con questa ultima battuta si gira uscendo dalla tavola calda, io mi abbandono contro la sedia, mi sento una schifezza, Oscar è la persona più buona che io conosca e l’idea di farlo soffrire in qualche modo mi fa sentire male, Jessica mi prende la mano <capirà> mi dice consolandomi, io provo a sorriderle senza riuscirci. Il giorno seguente ci ritroviamo di nuovo nello studio di Steven, oggi indossa un completo arancione <bene sono curioso di sentire il vostro verdetto> poggia i gomiti sui braccioli della poltrona mentre con le dita tamburella sul legno <accettiamo> gli comunico senza troppi giri di parole, ci ho pensato tutta la notte e non ho trovato altra soluzione, Oscar è ancora restio ma alla fine ha accettato di seguirci, “dove vai tu, là vado io” sono state le sue uniche parole, delle lacrime hanno minacciato di venire fuori ma le ho subito ricacciate dentro, per me significa tanto, in risposta l’ho abbracciato, lui ha ricambiato. Ed ora eccoci qui, Steven ha un sorrisetto sul volto e fa scorrere lo sguardo su di noi uno ad uno <scelta giusta> si alza sfregandosi le mani <bene> fa il giro intorno alla scrivania e si avvicina vicino all’angolo bar dove tira fuori una bottiglia di scotch, versa il liquido ambrato in un bicchiere di cristallo, lo fa ruotare nel bicchiere prima di buttarlo giù in un sorso <il colpo si terrà stasera> dice posando con un colpo secco il bicchiere sul vassoio <stasera?> gli faccio eco stupita <si ragazzina, troppo presto per te?> mi chiede ironico <assolutamente> rispondo decisa, ormai la decisione è presa <cosa dobbiamo rubare?> chiedo finalmente, la curiosità mi stava consumando <una cosa che è appartenuta alla mia famiglia da generazioni e che mi è stata sottratta tempo fa> annuisco <e non puoi rubarla da solo?> vado contro i miei interessi ma me lo stavo chiedendo da quando ce lo ha detto <ci ho provato> dice ritornando al suo posto dietro alla scrivania <ma la strega che lo ha rubato l’ha protetto da un incantesimo, non è possibile rubarlo con la magia> fa un gesto vago con la mano <diciamo che dobbiamo usare metodi un po’ più classici, chiamiamoli così> ora inizio a capire, e sicuramente questa strega conosce bene la sua faccia, non può di certo andare lui stesso a prenderla <non ci hai ancora detto cosa dobbiamo rubare> gli ricorda Oscar <si tratta di una spilla, non potrete sbagliare, ha la forma di una coccinella con un grande rubino incastonato> spalanco gli occhi <tutto qui? Dobbiamo rubare una spilla?> non nascondo la mia sorpresa, credevo fosse qualcosa di più particolare, di certo non mi aspettavo una spilla. Steven mi sorride <è un cimelio di famiglia, per me rappresenta molto di più che di una semplice spilla> <chi l’ha rubato?> gli chiede Jessica, il volto dello stregone si contrae in una smorfia di rabbia <madame Seville> sputa fuori il nome con odio <le nostre famiglie sono rivali da generazioni, il suo è stato un affronto che non resterà impunito> il suo sguardo non ammette repliche, è una promessa fatta a se stesso, una di quelle che si mantengono anche a costo della vita <come faremo a rubarla?> gli chiedo <a madame Seville piace tenere balli sontuosi per sfoggiare tutta le sue ricchezze, adora circondarsi solo di persone di un certo rango, l’invito ad uno dei suoi balli è molto ambito in società, per chi lo riceve è motivo di vanto e si dà il caso che quest’anno io abbiamo fatto in modo di avere anch’io un invito> alza la mano e tra le sue dita compare un cartoncino in filigrana avorio su cui c’è una grafia molto elegante <non vi dico cosa ho dovuto fare per averlo, non è il caso che lo sappiate> una smorfia di disappunto gli compare sul viso <e immagino che il ballo sia questa sera?> deduco <esatto ragazzina, ed è lì che entrate in gioco voi> si sporge sulla scrivania <andrai accompagnata da uno di loro due non mi interessa chi> dice indicando Oscar ed Ian <solo per stasera sarete una coppietta innamorata e su di giri per l’invito della famosa Madame Seville> lo guardo confusa <perché una coppia innamorata?> la domanda mi sorge spontanea, non ne capisco il motivo <perché a un certo punto vi verrà voglia di appartarvi per stare da soli, sai queste cose così capitano spesso alle feste e nessuno ci fa caso più di tanto è una cosa del tutto normale, ed è così che ne approfitterete per sottrarre la spilla a madame Seville> batte un colpo sulla scrivania per sottolineare il concetto <e tu sai già dove la tiene nascosta?> Steven annuisce <certo, ho una piantina dettagliata della sua villa, vi basterà solo seguire le mie indicazioni e non avrete alcun problema a trovarla> passo uno sguardo in rassegna ai miei compagni, Oscar sembra ancora poco convinto però non ribatte, ha ormai accettato la situazione <va bene, è tutto chiaro> concludo infine, lo stregone si alza in piedi <perfetto, di là ho tutto l’occorrente per prepararvi per questa sera, vi lascio da soli per decidere i dettagli, quando siete pronti venite da me e ripasseremo il piano insieme> detto questo esce dalla stanza lasciandoci da soli <avete dubbi?> chiedo al gruppo <sarà un gioco da ragazzi, entriamo, prendiamo la spilla e andiamo via> penso ad alta voce <e se tutto andrà bene domani a quest’ora saremmo in viaggio verso la gemma> quasi non mi sembra vero, sono così eccitata <andiamoci a preparare, prima facciamo questa cosa e prima finirà> mi dice Oscar avviandosi verso la porta, annuisco e lo seguo <come prego?> esordisce Ian bloccandoci <qualcosa non va?> chiedo <dove credi di andare?> lascio scorrere lo sguardo tra Ian e Oscar <non hai sentito? Dobbiamo prepararci per imbucarci a questo maledetto ballo!> Ian sorride <si questo l’ho capito ma vedi, quello che non hai capito tu invece è che sarò io ad andarci non tu> Oscar spalanca gli occhi <cosa hai detto?> <mi hai sentito> ribatte Ian incrociando le braccia sul petto <non se ne parla, non lascerò Elly da sola con te> <pensi che riusciresti a proteggerla meglio di me?> lo sfida Ian avvicinandosi di più a Oscar, ora sono uno di fronte all’altro, i loro volti sono ad un passo di distanza, sembrano pronti per azzuffarsi <ora basta> intervengo mettendomi in mezzo <questa conversazione è ridicola, io non ho bisogno di nessuno di voi due che mi protegga> spalanco le braccia frustrata, poi mi rivolgo ad Oscar <sei sicuro di voler venire? Non sei mai stato d’accordo a fare questa cosa, non voglio costringerti a fare qualcosa che vada contro i tuoi principi> Oscar mi si avvicina e mi prende la mano <te lo ripeto se non ti è chiaro, dove vai tu, vado io ok? Andrò fino in fondo> Ian si avvicina separandoci le mani <non metterò a rischio questa missione, se le cose si faranno difficili c’è bisogno di qualcuno disposto a tutto e tu sei troppo legato ai tuoi principi per fare ciò che va fatto, ti ricordo che dovremmo intrufolarci nella casa di una persona e rubargli un’oggetto prezioso, potrebbe andare storto qualcosa, potrebbero scoprirci, tu saresti in grado di andare fino alla fine? O prevarrebbe il tuo lato da prescelto?> Oscar prova a ribattere ma Ian lo blocca <o semplicemente non vedi l’ora di giocare alla coppietta felice con lei?> lo stuzzica con un sorriso beffardo, Oscar apre la bocca e la richiude, poi la riapre di nuovo e si volta verso di me <non crederai davvero a ciò che dice, Elly, vero?> io scuoto la testa <tranquillo Oscar vuole solo provocarti, non stare al suo gioco> mi rivolgo ad Ian <perché ti comporti così? Ci tieni davvero così tanto a venire?> gli chiedo <non accetterò diversamente> risponde deciso, sospiro e mi giro verso Oscar, non ho tempo da perdere in queste cose, non mi interessa chi venga basta che andiamo, e in questo momento Oscar mi sembra la persona più facile da convincere <per piacere resta qui con Jessica, noi ce la caveremo, d’accordo?> sarebbe inutile continuare a discutere, tra i due Oscar è quello più comprensivo, se Ian ci tiene tanto a venire che venga pure <d’accordo> conclude infine Oscar lanciando un’occhiataccia ad Ian ed io tiro un sospiro di sollievo, poi mi giro verso Ian <e tu> gli dico indicandolo con il dito <farai bene a non farmene pentire> lui mi fa l’occhiolino <nessuna donna è mai rimasta delusa te lo posso garantire> e con queste parole sparisce nel corridoio.
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La prescelta
FantasyElly non è un'umana qualsiasi, lei è una prescelta, ovvero un' essere umano dotato di abilità speciali, peccato però che le sue sembrano tardino a mostrarsi, motivo per cui è sempre vittima di pregiudizi, è sottoposta ogni giorno ad una forte pressi...
