PARTE 8

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Adam's POV

<<Muoviti Adam, facciamo tardi!>>
Il mio amico Nathan mi chiama dalla sua macchina; ci siamo fermati per fare rifornimento di benzina e mi sono offerto di pagarglielo.

<<Arrivo!>> Gli rispondo.

Risalgo in auto e ci dirigiamo verso il luogo in cui si svolgerà una piccola festa organizzata dall'università. Non ho affatto voglia di partecipare; è il solito evento che si tiene ogni anno per festeggiare l'inizio del nuovo anno accademico, che senso ha?Francamente, devo essere onesto con me stesso: quest'anno non ho molto interesse nello studio, ma mi tocca comunque affrontarlo.

Ho sempre ritenuto che l'istruzione fosse fondamentale per la vita, ed è un concetto che i miei genitori, in particolare mio padre, mi hanno trasmesso fin da piccolo.
Mio padre ha sempre desiderato che io intraprendessi gli studi di medicina, proprio come ha fatto lui per diventare chirurgo.
Tuttavia, il mio interesse è diretto verso una carriera come assistente di volo. Non vedo l'ora di ricevere notizie dalla compagnia aerea per poter riprendere i corsi. Inoltre, considero un vantaggio il mio ottimo approccio con le lingue.

<<Perché hai quella faccia triste? Dai, sorridi un po'!>>
Mi incita il mio amico.

In realtà non sono triste, vorrei solo strafogarmi di tequila, non fa una grinza, no?

<<Stasera ci saranno un sacco di belle ragazze, voglio vederti carico e felice, dobbiamo rimorchiare!>> Esulta.

L'ultima volta che sono stato con una ragazza risale a due o tre mesi fa.
Non siamo mai stati assieme, era un semplice passatempo, era anche più grande di me di qualche anno, non che abbia molta importanza.
Al momento, non penso di avere molta voglia di impegnarmi in una relazione.
Ho già vissuto un tradimento in passato e desidero evitare di trovarmi nuovamente in una situazione simile.
Quando si prova amore per qualcuno e ci si ritrova da un giorno all'altro soli e abbandonati, come se nulla fosse mai accaduto, ritengo che sia estremamente devastante.

<<Avrei preferito andare in palestra amico>>
Sbuffo rivolgendomi a lui.

<<Possiamo passarci anche dopo, se non siamo troppo sbronzi>>
mi propone.

La palestra rappresenta per me un'importante valvola di sfogo; preferisco dedicare il mio tempo a questo piuttosto che a qualsiasi altra attività.

<<Ci sto!>> Rispondo nettamente.

Una volta arrivati, parcheggiamo la macchina a pochi metri dal locale, che è già affollato. Forse sarebbe stato meglio venire un po' prima; speriamo almeno ci sia posto.
Nathan e io ci dirigiamo verso alcuni nostri amici, che ci aspettano vicino all'entrata.
Entriamo e, come previsto, c'è già un afflusso considerevole di persone. Parliamo con il proprietario del bar-ristorante, il quale ci informa che per un tavolo disponibile dovremo attendere almeno mezz'ora. Menomale, poteva andare peggio.

Nel frattempo, ordiniamo delle bevande e ci sistemiamo all'esterno con il nostro gruppo. Per ora ho visto persone affascinanti, in particolare ragazze, ma nessuna di esse ha suscitato particolarmente il mio interesse.
Assaporo l'ultimo sorso di ginger e getto il bicchiere nel bidone della spazzatura.
Mi separo per un attimo dai miei amici e mi dirigo vicino all'entrata appena vicino a un posacenere.

<<Ragazzi, torno subito>> Una sigaretta. Una sigaretta è proprio ciò di cui ho bisogno.

<<OK>> mi rispondono tutti insieme. Chissà chi sarà il primo questa sera a ubriacarsi.

Estraggo dalla tasca dei miei pantaloni neri il mio pacchetto di Marlboro e ne accendo una.
Fa davvero caldo per essere settembre, più di quanto avessi previsto, quindi mi tolgo la camicia, rimanendo solo in maglietta.
Mentre sto per rispondere a un messaggio inviato da mia madre, una ragazza si scontra inaspettatamente con me.
Prima di rendermene conto, mi ritrovo di fronte a lei, che mi osservava attentamente.
Ora che la guardo sembra essere incantata da qualcosa e mi fissa dritto negli occhi. Poverina, ha l'aria di essersi spaventata, quanti anni avrà? Diciassette, diciotto, sembra così innocente.

<<Ti serve aiuto?>> Le chiedo, cercando di non metterla troppo a disagio.

<<Si, posso chiederti un accendino funzionante per favore?>>
Mi chiede, con una voce rotta e tremolante: Faccio così paura? Spero di no, dai.
Mh, non ci siamo proprio così; devo trovare un modo per rompere il ghiaccio, devo cercare di distrarla.

<<No! Non puoi>> Le rispondo ironicamente, spero che lo abbia capito.

Credo proprio che non l'abbia compreso invece; la sua espressione cambia radicalmente nel giro di pochi secondi e, senza proferire parola, cerca di allontanarsi.
Penso che ci sia rimasta male, ma non era affatto mia intenzione. Devo fermarla!
Mi avvicino a lei e appoggio la mia mano sulla sua spalla.

<<Dai, stavo solo scherzando! Certo che ce l'ho, tieni>>

Glielo porgo gentilmente e un lieve sorriso si forma sulle sue labbra. Mi ringrazia e accende la sua sigaretta con serenità, per poi restituirmi l'accendino.
Anche se è più bassa di me, questo dettaglio non mi crea disagio, anzi, lo trovo adorabile.
La ragazza sembra un piccolo cerbiatto; Nei suoi occhi riesco a percepire chiaramente la purezza e la dolcezza, ma anche un accenno di tristezza, credo che abbia molto da raccontare, ma vi è qualcosa che la trattiene. Sono chiari, ma non ho ancora capito di che colore siano, forse grigi.

Decido di chiederle cosa stia facendo qui da sola e lei mi risponde che è in compagnia di amici e amiche.
Non sembra una persona particolarmente incline alle feste; trasmette un senso di calma e serenità, forse un po' troppo.
Mi chiedo se sia la sua vera natura o se stia indossando semplicemente una maschera.
Non posso saperlo, visto che non la conosco nemmeno.

Indossa un abito nero aderente e i suoi capelli castani ondulati sembrano fatti di cotone.
Gli accessori che ha scelto completano il suo look poi, trasmettendo un'eleganza che richiama uno stile quasi da rockettara.
Sono contento che abbia apprezzato la mia opinione sul suo stile; ogni tanto fa bene ricevere dei complimenti.
Durante la nostra conversazione mi pare che abbia detto che frequenta la stessa mia stessa università.
Lei, però, seguirà dei corsi di arte; era prevedibile, del resto l'aria da artista ce l'ha, ed è al primo anno, mentre io sto già per iniziare l'ultimo.
Osservandola mentre si guarda intorno, le chiedo se sta bene, sembra un po' disorientata; evidentemente è la prima volta che viene qui.

<<Si si tutto apposto, ora è meglio che rientri>>
Vuole tornare dai suoi amici.

Si copre con le braccia non appena si alza il vento, deve aver freddo.
Mi fa tanta tenerezza, non riesco a spiegarmi il perché, ma è così.
Mi chiedo dove sia il suo ragazzo; mi sembra incredibile che la lasci sola qui.
Preferisco non soffermarmi troppo su questo pensiero e decido di unirmi anche io ai miei amici.
Ma mi piacerebbe sapere almeno come si chiama... così glielo chiedo.

<<Mya Rivero, Mya con la "Y">> precisa lei.
La sua stretta di mano è così forte e delicata allo stesso tempo.

<<Adam, Adam Brooks... Piacere di conoscerti, "Mya con la Y">>
Ironizzo di nuovo ripetendo quello che ha detto prima.

Che nome particolare, chissà di che origini è.
Cerco di sorriderle per fare una buona impressione, mi fa piacere che lei ricambi. Non è solo gentile, ma è anche davvero carina; non ricordo nemmeno quando sia stata l'ultima volta che mi sono sentito imbarazzato, non è nel mio carattere.
Di solito non mi lascio impressionare facilmente da qualcuno che ho appena incontrato, ma devo ammettere che mi è piaciuto parlare con lei.
Sembra una persona molto interessante, non me lo so spiegare ma sento che dentro di me sta crescendo la speranza di poterla rivedere.
Torno dai miei amici e tra poco dovrebbero darci il tavolo, finalmente!

<<Uellà! E chi era quella incantevole creatura? Una tua amica?>>
Mi chiede Nathan sgranando gli occhi.

<<No bro, non l'avevo mai vista prima d'ora>> Rispondo.

Spazio autrice.

Ciao amici!
Ho ritenuto interessante fare un capitolo narrato dal punto di vista del ragazzo. Se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate! 🤍 Buonanotte a tutti!

Peace of MindLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora