Mya's POV
I giorni sono trascorsi. Aiutare Emily a esercitarsi con il tennis è stata un'esperienza davvero divertente per me; sentivo il bisogno di distrarmi e di trovare qualcosa da fare al di fuori dell'università e dei miei impegni di studio. Oggi, finalmente, è arrivato il giorno della partenza.
Ho preparato i miei bagagli, che sono pronti da almeno tre giorni, e la mia migliore amica mi sta accompagnando all'aeroporto. Sì, è proprio giunto il momento di partire. Prima di lasciare la città, ho deciso di trascorrere un'ora con Adam per salutarlo, e come sempre, anche Nathan era con lui.
Non potevo fare a meno di osservare con una certa ironia che Em e Nathan si scambiavano quegli sguardi significativi che dicevano più di quanto le parole potessero esprimere. Io e Adam, divertiti dalla scena, ci siamo messi a ridacchiare come due bambini, intrattenendoci nel vedere quei due fare i piccioncini.
«Grazie per avermi aiutata in questi giorni, sei una vera amica»
Dice Emily mentre guida, mantenendo sempre lo sguardo fisso sulla strada.
«Non c'è di che» rispondo semplicemente.
Sono agitata, si vede??
«Beh, se vuoi, un giorno posso ripagarti in natura» ironizza lei cercando di tirarmi su il morale.
«Idiota» ridacchio «quando vuoi...» continuo poi, le reggo il gioco.
Continuando il nostro viaggio, le strade si stanno riempiendo sempre di più di automobili.
Sono le tre del pomeriggio e, di solito, a quest'ora c'è sempre un po' di traffico, ma non mi preoccupo più di tanto, poiché ho l'aereo alle quattro in punto e l'aeroporto non è distante da casa nostra.
Mi sento davvero strana. Dovrei essere al settimo cielo, ma nonostante questo, dentro di me avverto comunque una profonda sensazione di sconforto. Come se ci fosse una parte di me che non riesce a godere appieno di questo momento.
Per cercare di calmare questa ansia che mi attanaglia, prendo dalla mia borsetta nera la bottiglietta di gocce calmanti. Con un gesto rapido, apro il tappo e verso alcune gocce sotto la lingua. Decido di tenerle lì per qualche secondo, sperando possano alleviare la tensione che sento dentro di me e riportarmi a uno stato di serenità.
Con mia sorpresa, noto che Emily mi sta guardando con la coda dell'occhio, ma non in modo sereno.
«Di nuovo con quelle gocce?» chiede amareggiata.
Probabilmente lei pensava che avessi già superato questa fase, ma purtroppo non riesco ancora a liberarmi completamente da queste sensazioni. Senza contare che sto per prendere un aereo e temo che un attacco di panico possa manifestarsi proprio durante il volo, e non riuscirei a gestirlo.
La osservo con un sorriso sulle labbra, sentendomi un po' imbarazzato mentre annuisco in segno di approvazione. Poi, con un gesto delicato, distolgo nuovamente il mio sguardo dal suo viso, per fissarlo sul meraviglioso paesaggio che si stende davanti a noi.
Quando comincio a scorgere le palme lungo la strada e la spiaggia in lontananza, significa che stiamo per arrivare. Ormai conosco bene questa strada.
«Eccoci qua» esordisce Emily.
Parcheggia l'auto e scendiamo per prendere la valigia dal bagagliaio.
Mentre stiamo per entrare, avverto come una strana sensazione allo stomaco; non riesco a capire se si tratta di ansia o se, è solo un semplice senso di fame.
C'è una certa folla, avrei dovuto aspettarmelo, del resto siamo in una grande città. Mentre ci avviciniamo ai controlli di sicurezza e notiamo la fila di almeno cinquanta persone davanti a noi, io ed Emily ci fermiamo per scambiarci un ultimo saluto.
Starò via solo tre giorni, ma sento già che mi mancherà comunque.
«Hai fatto il check in?» chiede Emily.
Le sorrido e faccio di si con la testa, non mi escono le parole.
STAI LEGGENDO
Peace of Mind
ChickLitMya Rivero, una ragazza dolce e affascinante, vive in Messico con la sua famiglia e lavora in un ristorante insieme a suo fratello, con il quale ha un forte legame. Tuttavia, c'è un piccolo tarlo che la fa sentire insicura e fuori posto: l'ansia. D...
