PARTE 22

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𝑰𝒕′𝒔 𝒂 𝒍𝒊𝒕𝒕𝒍𝒆 𝒃𝒊𝒕 𝒇𝒖𝒏𝒏𝒚
𝒕𝒉𝒊𝒔 𝒇𝒆𝒆𝒍𝒊𝒏𝒈 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆

Adam's pov

La guardo ed è bellissima, bella da togliere il fiato. Le sue guanciotte rosate mettono sempre di più in risalto la sua pelle pallida e vellutata, e i suoi occhi cerulei appaiono sempre più luminosi.
Anche se non porta un trucco pesante sul viso né gioielli che adornino il collo, riesce a trasmettere una delicatezza che la fa sembrare una vera principessa.
Le sue curve sono esaltate dal vestito aderente che indossa, e l'idea che qualcun altro possa guardarla nel modo in cui lo sto facendo io, suscita in me un insolito senso di nervosismo.
Non dovrei provare gelosia, Mya è solo un'amica per me.

Apprezzo particolarmente che lei stia condividendo con me alcuni aspetti della sua vita in questo momento.
Di solito sono io a parlare senza fermarmi, ma questa volta desidero lasciare a lei la parola.
Solo ora comincio a realizzare che non è la solita ragazza semplice che desidero solo portare a letto.
Desidero conoscerla meglio e approfondire la mia relazione con la persona con cui sono qui, mentre gustiamo dei deliziosi piatti a base di pesce in un ristorante che ha un posto speciale nella mia infanzia.

Spero che lei non pensi che qui abbia portato alcune delle mie conquiste passate, perché non è così.
Ci venivo ogni tanto con la mia famiglia sin da quando ero bambino, e sarà per questo che ora ho una fissazione per i frutti di mare, il mio cibo preferito.
È la prima ragazza che porto a cena in un posto così sofisticato come questo e lo ammetto, mi sento davvero bene a stare con lei.

«Il Messico deve essere davvero un bel posto» proferisco.

Nutro una profonda ammirazione per la loro cultura. Mi chiedo come sarà il cibo in lì.
Condivido questo desiderio con Mya, che reagisce con un'espressione di grande entusiasmo.

«Bè, magari un giorno potrei provare a cucinarti dei tacos, sono la mia specialità, che ne pensi?»
Propone Mya.

La trovo un'ottima idea; non vedo l'ora di poterne assaporare anche solo un pezzetto.
È davvero adorabile che voglia cucinare per me; credo di poter morire per la sua dolcezza.

«Ci sto!» Esclamo estasiato.

«Per favore, parlami ancora della tua terra»
Le chiedo mentre mi gusto nuovamente un'altra forchettata del mio prelibato riso.

«Se un giorno decidessi di recarti in Messico, ti consiglio vivamente di visitare il museo dedicato a Frida Kahlo. Inoltre, mi auguro che tu possa assistere alla parata del 2 novembre, "El Día de los Muertos", alla quale partecipavo ogni anno con mio padre. Si tratta di una tradizione storica in cui le persone percorrono le strade mascherate e suonano in onore dei defunti. Questa festività non è incentrata sulla morte, ma rappresenta una celebrazione della vita»

Trovo tutto ciò molto interessante; sto scoprendo sempre più cose nuove grazie a lei. Adoro viaggiare e non vedo l'ora di completare l'università per avere più tempo a disposizione per farlo.

«El Día de los Muertos» Ripeto.

Mi rendo conto di non essere molto bravo con lo spagnolo: riesco a capirlo, ma pronunciarlo mi risulta difficile.

«Ecco, bravissimo!»
Esclama lei sorridendomi.

Ogni particolare è descritto da lei con un entusiasmo contagioso, e sarei contento di ascoltarla anche all'infinito.
La sua espressione me lo conferma: traspare una profonda nostalgia per casa, un sentimento comprensibile quando si deve affrontare il trasferimento in un nuovo ambiente lontano dalla propria città, non dovrebbe essere semplice.
Mi fa troppa tenerezza.
Con naturalezza, poso delicatamente la mia mano sulla sua, che è appoggiata sul tavolo vicino al piatto.
Lei trasale un po', forse sorpresa dall'improvviso gesto, ma poi si abbandona al contatto.

Peace of MindLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora