PARTE 10

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Mya's pov

Dopo una settimana ricca di impegni, tra studio e organizzazione, è finalmente arrivato il grande giorno. Oggi è lunedì 23 settembre e tra poche ore per noi, avrà inizio il mio primo giorno di università, o meglio per me, Emily sarà sicuramente abituata. Stranamente, non mi sento particolarmente agitata; ho infatti riposato bene la notte precedente, riuscendo a dormire per otto ore. Un sonno ristoratore è sempre fondamentale per affrontare al meglio una nuova giornata.
Le 8:20.
Questo è l'orario indicato dall'orologio posizionato sul comodino nella mia camera.
Sento una certa stranezza nell'essere già in piedi a quest'ora, dato che non sono molto abituata; di solito mi sveglio più tardi.
Non appena il mio cervello riesce finalmente a connettersi con il mio corpo e a spingermi ad alzarmi dal letto, inizio a percepire dei rumori provenienti dal soggiorno.
Il mio pensiero va immediatamente a Emily, che sicuramente sarà già sveglia da un po'.
Decido di lasciare il mio cellulare sul comodino senza nemmeno dare un'occhiata e, facendo uno sforzo, mi dirigo verso il soggiorno attraversando il piccolo corridoio.

<<Buongiorno bella addormentata>>
Esclama Emily mentre stava preparando qualcosa, dall'odore direi che sono dei pancake.

<<Buongiorno a te>>
Rispondo sorridendole.

<<Cosa vuoi per colazione?>>
Mi chiede.

<<Nulla di che, solo un caffè>>
Rispondo. Non ho molta fame stamattina.

<<Qualcosa la devi pure mangiare, non vorrai mica che il tuo stomaco brontoli durante la lezione? Sai che imbarazzo>>

Prosegue lei, alternando un tono serio a uno scherzoso. Certamente, questa non facilita molto le cose, ma la mia principale preoccupazione è quella di fare una brutta figura.
Decido quindi, senza esitare, di prendere una brioche al cioccolato e di assaggiarne un pezzo sostanzioso. Sono consapevole che, purtroppo, la mia ansia tende a stringermi lo stomaco e desidero fare uno sforzo per combatterla.

<<Hai visto? Con un piccolo trucchetto ti ho fatta mangiare>>
Mi dice contenta.

Mi giro per guardarla e le faccio una piccola smorfia sfancularla in modo amichevole, e lei ricambia.
Mi dirigo per prima in bagno, poiché tra le due sono quella che impiega più tempo a prepararsi. Inizio la giornata con una doccia tiepida per sentirmi rigenerata e preparo tutti i libri necessari. Fortunatamente, ho tutto sotto controllo: ho annotato tutto sul sito online e sono disponibili anche gli orari delle lezioni successive, non posso sbagliarmi.
Scelgo una t-shirt beige di una taglia più grande della mia e un paio di jeans cargo larghi, per garantirmi il massimo comfort.
Decido di truccarmi in modo piuttosto naturale, valorizzando il volume delle mie guance e dei miei occhi.
Un ultimo tocco di blush rossastro e un po' di ombretto sugli occhi e via.
Mi guardo un ultima volta allo specchio e usciamo.
Finalmente arrivate, Emily parcheggia l'auto e ci avviamo verso l'ingresso. Inizio a sentirmi nervosa mentre mi trovo di fronte all'università per la prima volta; è così grande e dispone di due piani. All'esterno non c'è molta affluenza di studenti, il che è sorprendente, poiché mi aspettavo di essere circondata da molte persone. Per fortuna, sembra che la giornata stia procedendo per il verso giusto.

Entriamo e mi sento completamente disorientata: non so cosa fare né dove andare. Tuttavia, sono grata di avere al mio fianco la mia migliore amica, che può guidarmi in questo nuovo ambiente.
Abbiamo portato con noi anche la mappa, che in questi giorni ho avuto modo di studiare a fondo, così spero di non perdermi.
Ci dirigiamo verso la segreteria, dove alcuni studenti stanno attendendo in fila. Una volta giunto il nostro turno, richiediamo informazioni riguardo alle diverse classi da raggiungere. Ho una lezione di letteratura greca e spero che vada bene. La mia aula si trova a pochi metri lungo il corridoio, mentre Emily deve recarsi al piano superiore.

<<Segui questo percorso e poi vai sempre dritta, non puoi sbagliare>>
Mi dice Em togliendo dalla borsa la mappa per mostrarmela.

<<E ricordati che sei tu a dover cambiare aula per ogni lezione che devi seguire, non il professore>>
Aggiunge poi.

<<Qua devi cacartela tu, mandami un messaggio appena sei dentro>> mi dice.

Caspita! E ora cosa faccio? Speravo che mi accompagnasse; sono consapevole che lo fa apposta per spingermi a diventare autonoma senza il suo supporto.
Inizio a sentirmi un po' agitata e lei se ne accorge.

<<Andrà tutto bene...tu scrivimi>>
Mi dice, cercando di trasmettermi sicurezza e prendendomi per mano.

Devo farcela, ce la posso fare!
La ringrazio di cuore, ricordandole quanto la sua presenza sia importante per me, e ci salutiamo un'ultima volta prima di allontanarci.

Inizio a camminare quando il mio cellulare vibra; mi rendo conto di non aver ancora risposto ai messaggi di mia madre ricevuti questa mattina.
L'emozione mi ha assorbita al punto da non darmi neppure il tempo e la voglia di controllarlo. Decido di rimandare la risposta per concentrarmi nel trovare la mia aula, sicuramente ritardare è una delle ultime cose che voglio che mi capitino, soprattutto il primo giorno.
Aula finalmente trovata!
Mando qualche risposta a mio fratello e mamma prima di entrare e busso la porta goffamente, ma nessuno risponde, sento comunque delle persone che chiacchierano fra di loro.
Decido di entrare lo stesso, non c'è molta gente, a occhio e croce saranno una decina, noto che la lezione non è ancora iniziata, per fortuna non sono in ritardo.
Saluto, sorridendo sottovoce e mi metto a sedere al primo posto vuoto che ho visto in alto.
Mando un messaggio a Em dicendole che sono arrivata e lei fa lo stesso.
Mentre l'aula inizia a riempirsi decidiamo di presentarci al professore che distribuisce il programma del semestre.
Dopo essersi presentato, che a quanto ho capito si chiama Miller, condivide con noi la sua esperienza e la motivazione che lo ha spinto a intraprendere questa professione, esprimendo il suo profondo amore per la letteratura.
La sua personalità per ora appare decisa e coinvolgente, finalmente un docente che ama fare il suo lavoro con passione.
La lezione si presenta stimolante, ma leggermente difficile, dato che non ho mai studiato letteratura greca in modo approfondito; ricordo qualche accenno durante le scuole superiori, ma non oltre.
Continuo comunque a prendere appunti e a non distogliere lo sguardo dallo schermo e dal professore per tutto il tempo.

<<Per oggi abbiamo finito...ci vediamo venerdì>> Dice il professore salutando tutti.

Le due ore trascorrono rapidamente.
Ho bisogno di una sigaretta!
Cerco di trovare una porta per uscire e alle mie spalle con sorpresa appare Emily.

<<Allora? Com'è andata?!>>
Urla, apparendo dietro di me in modo furtivo, facendomi sobbalzare.

<<Che stronza! mi hai fatto prendere mille colpi!>>
Dico dandole un piccolo colpo alla spalla.

<<Ripeto...allora com'è andata?>>
Mi ripete la domanda ma ridendo ancora.

Tutto considerato, non è poi così male, ma non posso fornire una risposta molto precisa, visto che ho appena iniziato oggi. Così mi limito a dire semplicemente che è andata bene, sicuramente avrò un sacco da leggere per oggi pomeriggio.
Fra poco ho la lezione di letteratura d'arte contemporanea e dovrò cambiare nuovamente aula.
Mercoledì invece ci dedicheremo già alla pittura pratica su tela; mi chiedo come sarà strutturata la lezione.
Ho solo il tempo di fumare una sigaretta e fare una breve chiacchierata, dopodiché io ed Em ci separiamo nuovamente per tornare nelle nostre aule.

Oggi il tempo è trascorso rapidamente e mi affretto a uscire per incontrare la mia migliore amica e tornare a casa. Osservo attentamente attorno a me, ma non riesco a trovarla. La presenza di numerosi studenti rende la ricerca piuttosto difficile. Decido quindi di inviarle un messaggio e, dopo pochi secondi, ricevo una risposta in cui mi informa che è ancora in aula e mi suggerisce di andare a prendere qualcosa da bere in attesa. Alzo gli occhi al cielo, sospirando, e le rispondo in tono decisamente fresco con un semplice ok.
Decido di recarmi al bar per trascorrere un po' di tempo. Osservo quegli pochi studenti rimasti ai tavoli, che si mostrano completamente tranquilli mentre soddisfano il loro desiderio di bevande e caffè, immersi nei libri. Qui devono davvero prendere sul serio lo studio.

Forse è dovuto al fatto che il caffè non mi è mai piaciuto, ma non riesco proprio a berlo; sento la bocca decisamente secca e ho bisogno di idratarmi, quindi mi limito a prendere una bottiglietta d'acqua.

Mentre mi perdo nei miei pensieri, avverto qualcuno avvicinarsi  da dietro.

<<Guarda chi si rivede>>

Peace of MindLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora