PARTE 19

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Adam's pov

<<Entriamo?>> Mi chiede Nathan.

Annuisco con determinazione ed entriamo insieme per unirci al resto del gruppo.
Quando entriamo, il locale è già stracolmo di gente rumorosa.
Varchiamo la porta dello stabilimento e ci avviamo al tavolo dove sono seduti dei nostri amici, tutti mostrano una gioia immensa nel rivederci e salutiamo tutti con pacche sulle spalle e batti cinque. Solo quelle tre o quattro persone che non conosciamo ci salutano con la mano, restando seduti e sorseggiando i loro drink.
Mi viene da dire: almeno alzatevi! Oh, quanto detesto le persone riservate.
Ma decido di non pensarci troppo, la serata è ancora lunga.
Iniziamo a chiacchierare e ridere tutti insieme, finché non arriva la cameriera a prendere le ordinazioni.
Prendo una birra semplice, visto che stasera Nathan si è offerto di guidare al ritorno. Così posso bere un po', l'ultima volta toccava a me guidare, facciamo a turni.
All'improvviso sento vibrare il cellulare e mi affretto a prenderlo per rispondere: è Andy.

Fratellino🖤: Fratellone come va? Stasera credo di tornare tardi, spero tu abbia le chiavi di casa come al solito:) in caso dovessi arrivare prima di me, non aspettarmi alzato.

Certo che ho le chiavi di casa, è lui lo smemorato, che le lascia sul mobile della cucina. Questa è la cosa divertente di condividere l'appartamento con i tuoi fratelli, se uno ti fa arrabbiare, lo puoi chiudere fuori casa.
Mi faccio talmente ridere da solo che nemmeno mi sono accorto che sono arrivati già i drink e la musica ha iniziato ad alzarsi sempre di più.
Mi rattrista pensare che stanotte a casa sarò da solo per un po'.
Uno di noi non sa a che ora torna, mentre l'altro è di turno di notte in ospedale. Ottimo.
Niente di personale, semplicemente odio la solitudine.
Mi arriva un'altro messaggio.

Fratellino🖤: comunque ha chiamato papà, tra poco chiamerà anche te.

Ecco, ci risiamo.
Non so da quanti giorni non si fa sentire e ora, all'improvviso, decide di farsi vivo. Spero solo che questa volta sia per qualcosa di importante e non per le sue solite lamentele.
Decido di avvicinarmi al bancone per ordinare un'altra birra e, dopo qualche sorso, inizio a sentirmi già un po' più leggero.
Realizzo subito che quelle due Bud Light hanno fatto effetto.
La musica è altissima e tutti ballano e si muovono avanti e indietro.
Mi alzo dallo sgabello e barcollo un pochino fino ad arrivare al centro della sala, inizio a muovermi insieme a Nathan e agli altri.
Forse non sono molto coordinato, ma non mi preoccupa troppo.
A rovinare il mio buon umore è il cellulare che squilla, e questa volta è mio padre.
Non ho nessunissima voglia di rispondergli, ma devo farlo, non voglio abbassarmi ai livelli di nessuno.
E così prendo il mio cappotto ed esco dal locale.

<<Ciao figliolo, come stai? Tutto bene>>

Chiede mio padre a gran voce, quasi come se fosse davvero contento di sentirmi, e un po' ci voglio credere.

Gli dico che va tutto bene, che sono con Nathan, e chiedo come sta la mamma, ma in modo piuttosto freddo e distaccato.
Fortunatamente stanno tutti bene.
Preferisco non aggiungere nient'altro alla conversazione, sono ancora un po' arrabbiato e credo che lui se ne stia accorgendo dal tono della mia voce.
Non posso farci niente, sono un tipo emotivo.

<<Ma dove sei? Faccio fatica a sentirti>> mi chiede.

Rispondo di essere a una festa e che sono con i miei amici.
I soliti cari amici che conosco dai tempi delle superiori, niente di così eclatante e nuovo.

<<Hai bevuto vero? Lo sento dal tono della tua voce!>> Ribatte

Non pensavo se ne sarebbe accorto, ma non sono mica ubriaco, che diamine!

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